Antonio Casu
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Da Cenerentola del mercato a regina: Shaqiri trasforma l’Inter

L'acquisto del folletto elvetico cambia le prospettive dei nerazzurri. Dall'ingaggio di Mancini al prestito di Podolski: il capolavoro di Thohir in tre mosse

Da Cenerentola del mercato a regina: Shaqiri trasforma l’Inter
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Senza mezze misure, è un capolavoro di mercato. Xherdan Shaqiri, trequartista svizzero di 23 anni, è un nuovo calciatore dell’Inter. Lo ha annunciato la stessa società nerazzurra. Il centrocampista del Bayern Monaco sbarcherà in Italia con la formula del prestito con obbligo di riscatto (2 milioni di euro subito più altri 14). Con questo colpo, Thohir mostra di voler assecondare in toto le richieste del tecnico Mancini, alla ricerca di due esterni offensivi (l’altro è Podolski) per impostare la squadra con il 4-3-3 (o il 4-2-3-1). L’Inter sta cambiando e vuole tornare grande. Non si tratta più di annunci isolati: ora sono i fatti a parlare.

Shaqiri all'Inter: decisivo il ruolo di Mancini

Shaqiri all’Inter: decisivo il ruolo di Mancini

IL CARISMA DI MANCINI – Le ultime tre mosse della Beneamata dimostrano la netta inversione di rotta. L’ingaggio di Roberto Mancini ha lasciato il segno nell’ambiente nerazzurro, capace di ritrovare in poco tempo le ambizioni dei giorni migliori. Finora i risultati sportivi sono stati altalenanti, ma il clima che si respira in casa Inter è cambiato, e non poco. Più che sul piano tecnico-tattico, la crescita è avvenuta grazie all’appeal internazionale dell’allenatore ed il carisma con il quale sta impostando la nuova era nerazzurra. Lasciato da parte il provincialismo di Mazzarri, l’Inter si è decisa a tornare Internazionale. In ogni senso possibile. Gli acquisti di Shaqiri e Podolski non sono un caso. Se l’allenatore fosse stato Mazzarri, probabilmente non si sarebbe arrivati a giocatori del loro livello, capaci da soli di cambiare gli equilibri della squadra. Il loro approdo a Milano rilancia l’Inter e accresce l’appeal della Serie A.

I SEI GIORNI DELL’AQUILA – Quella di Mancini non è l’unica firma sul doppio colpo di mercato. Da quando Branca ha lasciato l’Inter, il ruolo di Piero Ausilio ha acquisito sempre maggior peso all’interno della società. Il deus ex machina del calciomercato nerazzurro compra bene e con pochi soldi, vende discretamente e ha regalato a Mancini due giocatori di grande livello (specie se si considera il momento che vive il campionato italiano) con meno di sedici milioni di euro. Podolski è arrivato a Milano in prestito, mentre Shaqiri è costato molto meno rispetto a quelle che sono le sue potenzialità. Nel rapporto qualità-prezzo, l’operazione con il Bayern Monaco è un capolavoro. A differenza del Condor, capace di agire in tre giorni, Ausilio si è trasformato nell’aquila dei sei giorni. Uno sguardo rivolto al presente ed un altro rivolto al futuro. L’obiettivo terzo posto, a questo punto, è imprescindibile. Non ci sono più alibi.

 

 

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