Orazio Rotunno
No Comments

Lionel Messi e il Barça: da falso nueve a falso buono

Sfatata definitivamente l'immagine da bravo ragazzo della Pulce: compagni, ex compagni ed allenatori delineano il vero volto dell'argentino

Lionel Messi e il Barça: da falso nueve a falso buono
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Lionel Messi

Lionel Messi

Era il 2004 quando un piccolo argentino stupiva il mondo a suon di scatti, dribbling e gol: era il Barça di Eto’o, Deco, Henry e Ronaldinho. In 10 anni centinaia di gol e presenze, 4 palloni d’oro e valanghe di trofei (solo di club) individuali e non. Mai una polemica, mai una frase fuori posto, mai un gesto eclatante in campo: l’atleta perfetto, l’uomo ideale da dare in sposa alla propria figlia. Questo fino a ieri, all’ennesima voce di un Messi attorno al quale viene dipinta un’immagine diametralmente opposta da quella così angelica proposta dinnanzi ai riflettori. E se una serie di indizi fanno una prova…

COSA C’E’ PEGGIO DI UN CATTIVO? UN FALSO BUONO – Probabilmente stiamo dipingendo noi (e qualche media) un mostro, è tutta una mera coincidenza, ma i dati sono questi: come Ilary Blasi a “Le Iene“, stabile al timone da 8 anni li ha fatti fuori tutti uno ad uno i vari sparring partner, Lionel Messi è riuscito a rimaner immacolato ed intatto dall’aurea spesso travolgente e dominante di colossi mondiali, col tempo “costretti” a cambiare pollaio Ronaldinho, Eto’o, Villa, Ibrahimovic e per ultimo Sanchez. Tutti con un alone di mistero, quasi sempre con una certa freddezza nel commentare il rapporto con Messi, domanda standard per chi ha vestito nell’ultimo decennio la maglia blaugrana. C’è chi addirittura ci è andato pesante, magari indirettamente, lasciando che fossero i giornali a fare la parte dei grandi accusatori. “Sei talmente scarso che non mi spiego come tu sia costato così tanto”, riporta “El Confidencial Digital” in merito ad un’esclamazione che l’argentino avrebbe rivolto al Nino Maravilla. Peggio è andato al povero Tello, vittima del burbero nonnismo della Pulce: ““Cosa fai qui? Tu sei nuovo e non sei nessuno”, ed ancora ““Passami la palla, tu sei qui per giocare per me”. E così con il povero Cuença, con chiunque si aggiri nel reparto offensivo insomma, meno che uno: l’Emilio Fede di turno, il buon Pedro. Che in campo, non a caso, sembra preoccuparsi più di compiacere e giocare per Messi che per stesso o la propria squadra. L’ultimo grande arrivato, Neymar, sembra testimoniare perfettamente tutto ciò: la prima stagione l’ha giocata più da terzino che da attaccante esterno, lontanissimo dalla porta come dimostrano i soli 9 gol: l’unico modo per farsi accettare dal “grande” capo, soprattutto e sei l’icona del calcio brasiliano. Quest’anno arriva Luis Enrique e qui si apre l’ennesima grande crepa, meno accondiscendente del connazionale Tata Martino: Neymar avanza la propria posizione e a dicembre segna già più gol che in tutta la stagione scorsa. Con la Real Sociedad, contro cui il Barça perde nell’ultimo turno di Liga, Messi resta in panchina: gastrointerite naturale, o mal di pancia in stile Ibra?

L’influenza di Lionel Messi su tutto ciò che lo riguarda pare innegabile, Argentina compresa: la mancata ed ingiustificata presenza di Tevez agli ultimi Mondiali ne è la controprova: comanda lui e spesso non è un bene. Ora il Barça attraversa una profonda crisi, con Zubizarreta via e le elezioni anticipate conclamate dal Presidente Bartomeu, con la leggenda di Puyol migrata altrove. Nessuno smentisce o conferma le “infiltrazioni” di Lionel Messi nel marasma generale, nessuno lo dirà mai: magari tra qualche anno usciranno autobiografie in cui tutte le indiscrezioni troveranno voce.

Si parla di un Abramovich pronto alla follia del secolo: spendere i 250 milioni di clausola rescissoria per portare Lionel Messi al Chelsea da Mourinho: si vocifera che gli attuali giocatori, dirigenti, staff tecnico, magazzinieri e cuochi del Barça si siano attivati per una colletta in favore del magnate russo al coro “Portacelo via!”.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *