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Calcioscommesse, chiuse le indagini su Bari-Lecce: i salentini rischiano la retrocessione in Lega Pro!

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BARI, 13 LUGLIO  – Una tempesta colpisce nuovamente l’intero mondo del calcio italiano: la Procura di Bari ha inviato a 3 indagati, fra cui l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l’avviso della chiusura delle indagini preliminari per il reato di frode sportiva riguardo la presunta combine legata al derby Bari-Lecce del 15 Maggio 2011, grazie al quale la squadra salentina ipotecò la salvezza contro i rivali di sempre già retrocessi in Serie B.

CLAMOROSE RIVELAZIONI – Dalla procura assicurano che le prove contro l’ex presidente del Lecce siano quanto mai schiaccianti: Semeraro, secondo l’accusa, avrebbe comprato la vittoria per 230 mila euro, grazie all’accordo stretto con il difensore del Bari Andrea Masiello, perno attorno a cui ruota tutta l’inchiesta barese, che, assieme agli amici e complici Carella e Giacobbe, ha chiesto il patteggiamento della pena, ammettendo di fatto le proprie responsabilità. Il presidente del Lecce avrebbe concordato la combine con l’aiuto dell’imprenditore Carlo Quarta, anch’esso destinatario dell’avviso da parte della procura. La combine si sarebbe concretizzata, secondo quanto dichiarato dallo stesso Masiello, e sarebbe riuscita grazie all’autorete messa a segno dal difensore del Bari, che rese possibile la vittoria per 2-0 del Lecce.

CONSEGUENZE – Qualora il Procuratore Federale Palazzi considerasse attendibili le dichiarazioni di Masiello e il quadro accusatorio sostenuto dalla Procura di Bari,  i problemi per il Lecce sarebbero davvero notevoli: il coinvolgimento di un dirigente e, nel caso specifico, addirittura del presidente stesso della società potrebbe indurre Palazzi a decretare la retrocessione del Lecce di una serie, che lo porterebbe a disputare il campionato di Lega Pro. Un tracollo drammatico per una squadra che, solamente due mesi fa, calcava i campi della Serie A. Ma l’accertamento delle responsabilità penali e sportive della dirigenza salentina rappresenterebbe un duro colpo anche per l’intero sistema calcio: come ci si potrebbe fidare di una realtà in cui coloro che dovrebbero essere controllori della correttezza dei propri associati vengono condannati per aver truccato partite e campionati?

PULIZIA – Il calcio è sull’orlo di un burrone e un piccolo soffio di vento potrebbe farlo precipitare drammaticamente verso il fondo. Il calcio ha bisogno di correttezza, pulizia e regole ferree: tutti gli attori dovrebbero convincersi che un’omessa denuncia è dannosa per l’intero sistema tanto quanto una combine. Solo allora potremmo davvero combattere, tutti assieme, affinchè il calcio torni ad essere un divertimento, una passione, lo sport più bello del mondo.

Angelo Chilla

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