Antonio Casu
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Cagliari: Alessio Cragno è l’ultimo dei problemi

Rebus portiere in casa rossoblù. Numerosi i nomi che girano, ma i giocatori che servono sono altri

Cagliari: Alessio Cragno è l’ultimo dei problemi
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Non si fanno le rivoluzioni senza programmi precisi. Il Cagliari, sconvolto dal turbolento cambio di guida tecnica, tenta di riordinare le idee ed è al lavoro per migliorare la rosa. Il calciomercato invernale è già nel vivo, ma i rossoblù danno la sensazione di non esser arrivati pronti all’appuntamento. Tanti i nomi sui taccuini di Giulini e Marroccu, numerosi gli spunti e i sogni, specie in porta. Alessio Cragno, sbarcato in Sardegna la scorsa estate, non convince. Inspiegabilmente. Perché? Il progetto giovani si è già trasformato in un utopico orizzonte irraggiungibile? La realtà è che pagherà il portiere, ma i problemi del Cagliari sono altri. Molti altri.

Alessio Cragno, portiere del Cagliari

Alessio Cragno, portiere del Cagliari

L’ESEMPIO DI PERINAffidare una porta di Serie A ad un estremo difensore giovane ed inesperto, seppur talentuoso, è sempre un rischio. Sono necessari coraggio, abilità nel trovare il nome giusto e la giusta pazienza per creare attorno al giovane portiere un clima sereno e fiducioso nelle sue potenzialità. Si pensi a Mattia Perin, considerato da tutti l’erede più credibile di Gianluigi Buffon. L’attuale portiere del Genoa esordì in Serie A due stagioni fa tra le file del Pescara. Che fosse talentuoso si era intuito, ma non mancarono le uscite a vuoto. Quel campionato si concluse con la retrocessione degli abruzzesi, ventinove presenze complessive del portiere di Latina (in alcune circostanze giocò Pelizzoli al suo posto) e sessantasei gol incassati. Un’infinità. Dove è arrivato Perin nelle stagioni successive è sotto gli occhi di tutti. Il suo esempio dimostra che affidarsi ad un portiere giovane e talentuoso è un rischio da pagare con qualche punto in meno, specie all’inizio, ma alla lunga può risultare il migliore degli investimenti. Il Cagliari ha tra le mani un talento purissimo, protagonista di qualche papera, ma dall’indiscutibile valore.

I PROBLEMI SONO ALTRI – L’ultimo match del 2014, giocato contro la Juventus, lo dimostra. Le gravi responsabilità sul gol di Llorente hanno messo in ombra almeno tre parate decisive, determinanti nel tenere in piedi l’incontro. Non sarà l’acquisto di un portiere attempato (Frey) o dal valore non chiaro (Brkic) a cambiare il destino del Cagliari, ma alcuni innesti in altri ruoli chiave. Avere due tecnici a libro paga limiterà il potenziale dei sardi sul mercato, quindi sarà indispensabile ottimizzare le risorse ed intervenire su un difensore centrale, una mezzala ed una punta. Cragno ha bisogno di fiducia, il Cagliari di ritrovarla nel suo portiere. Beata giovinezza, maledetta giovinezza.

 

 

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