Manlio Mattaccini
No Comments

Anno 2015, Odissea nel Catania. Marcolin nuovo tecnico rossazzurro

Oltre al tecnico di Brescia (già vice in Sicilia nel 2010) sbarca Delli Carri in veste di neo Direttore Sportivo. Una mini rivoluzione necessaria, ma sarà sufficiente?

Anno 2015, Odissea nel Catania. Marcolin nuovo tecnico rossazzurro
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

L’annus horribilis 2014 è chiuso. La stagione invece è mezzo del suo cammino, e la sosta di gennaio può e deve essere utile per resettare il tutto. Nella Catania calcistica di tempo se n’è sprecato fin troppo negli ultimi mesi, e perderne ancora significherebbe depauperare in maniera irreversibile un patrimonio, calcistico e non, che fino ad un anno e mezzo fa era l’immagine della Sicilia vincente. Di rivoluzioni a metà nella società etnea se ne sono viste tante: il 2015 è però iniziato con una flebile luce. Dario Marcolin è il nuovo (l’ennesimo) allenatore dei rossazzurri, mentre Daniele Delli Carri assumerà (udite, udite) l’incarico di Direttore Sportivo. Due personalità importanti, ma senza la sinergia giusta con dirigenza, squadra e tifo potrebbero essere fini a sè stesse.

IL RITORNO DI MARCOLIN – Il neo allenatore, appena sbarcato a Fontanarossa, ha dichiarato che aspettava questo momento da oltre quattro anni. Per lui la Sicilia è un ritorno: infatti da Vice di Mihajlovic conseguì la prima esperienza in una grande panchina. Erano ben altri tempi: è vero che al suo primo arrivo la squadra era in coda alla classifica di A, ma era una squadra da un enorme potenziale che con le giuste motivazioni riuscì a togliersi grandi soddisfazioni, come il “clamoroso” 3-1 rifilato all’Inter futura campione d’Italia e d’Europa. Inutile ricordare il delicato momento, forse il più basso da 20 anni a questa parte, che stanno passando gli etnei: Marcolin è andato dritto a pianificare il lavoro a Torre del Grifo, e di lavoro ce ne sarà tanto da fare. Ma solo questo potrebbe non bastare…

DELLI CARRI, RACCORDO TRA SQUADRA E DIRIGENZA – La vera novità di questo inizio 2015 sta nella scelta di inserire nell’organigramma societario la figura di un uomo di calcio, ex calciatore a buoni livelli, conoscitore del lavoro sul campo e congruo agli obiettivi della presidenza. Daniele Delli Carri è anch’esso alla ricerca del riscatto, dopo la fugace esperienza a Genova sponda rossoblù interrotta con l’esonero di Liverani (che ha “sfiorato” la panchina rossazzurra). Un altro passo in avanti, ma anche questo potrebbe non bastare..

Pulvirenti, Presidente del Catania: la piazza aspetta un suo segnale forte

Pulvirenti, Presidente del Catania: la piazza aspetta un suo segnale forte

UN TOCCO DI “UMANITA'” – A far paura ai tifosi, da tempo ormai in rivolta (il Cibali deserto è il simbolo della rottura fra ambiente e staff) è l’incoerenza tra obiettivi dichiarati e azioni per raggiungerlo. Il ritorno in A era stato promesso in pompa magna in estate e ribadito anche dopo sconfitte sonore in Campionato. L’avvento di Sannino, che non aveva fatto affatto male col materiale umano a sua disposizione, è stato vanificato dallo stesso allenatore che si è dimesso per scontri insanabili con lo staff ( Ventrone e la sua preparazione, accusata dello stillicidio di infortunati). Il timore generale è che il progetto Catania possa fallire in maniera rapida e impensabile, come nei peggiori incubi. Anche se il torneo cadetto 2014/2015 è piuttosto avaro di contenuti tecnici, gli etnei rischiano seriamente la retrocessione in Lega Pro. Tocca alla società del presidente Pulvirenti scendere in campo adesso: il mercato deve portare sotto il Vulcano almeno cinque o sei elementi adatti alla categoria. Questo sì, forse potrebbe bastare, per riscattare parzialmente un 2014 horribilis.

Manlio Mattaccini

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *