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Juventus: 5 motivi per vendere Paul Pogba

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Serie A: Juventus al match point

In un momento economico così complesso per il nostro paese, la società al momento numero uno in Italia, la Juventus, è giunta a un bivio: che fare di Paul Pogba? il ragazzo cresce a vista d’occhio e si vocifera di offerte gargantuesche da parte delle grandi corazzate europee, ecco perchè urge fare delle valutazioni che vanno al di là del semplice affetto. La redazione di SportCafe24 ha provato a dare idealmente una mano alla dirigenza bianconera fornendole 5 buoni motivi per vendere il centrocampista francese, enjoy!

Pogba francia germania

Paul Pogba, centrocampista della Juventus e della Nazionale francese

1) PECUNIA NON OLET – Senza dubbio le casse della Vecchia Signora si riempirebbero a dismisura con la vendita del suo numero 6; un simile gruzzolo darebbe la possibilità a Marotta e Paratici di rifare il look alla squadra e di continuare a investire nelle strutture, il segreto di Pulcinella di questa Juve vincente.

2) PEREYRA C’E’ – Con la partenza di Pogba è inevitabile che la squadra farebbe un passo indietro dal punto di vista della qualità e della pericolosità offensiva, ma in tutto questo non va sottovalutato Roberto Pereyra, il quale sarebbe eventualmente chiamato a prendere il posto di titolare lasciato libero dall’ex Manchester United, senza necessariamente sfigurare alla luce delle grandi prestazioni che l’argentino ha messo in piedi finora.

3) I TEMPI SONO MATURI – Secondo molti addetti ai lavori, i bianconeri sarebbero già stati pronti a lasciar andare il proprio gioiello nel corso dell’ultima sessione estiva di calciomercato, questo significa che le offerte ci sono e che quantomeno le due parti (sia la società che l’entourage del ragazzo) sono preparate a un’eventuale separazione, perchè prolungare l’attesa?

4) NIENTE SACRIFICI, NIENTE VITTORIA – Se si guarda al passato, tutte le grandi squadre hanno dovuto rinunciare alle proprie punte di diamante per poter raggiungere la vetta dell’Europa che conta: il Barcellona e Ronaldinho, il Manchester e Beckham, l’Inter e Ibrahimovic etc etc ; gli esempi si sprecano, ma il succo è che la storia insegna che senza un grosso sacrificio non si fa l’ultimo passo, quello decisivo per portarsi a casa la Champions League.

5) QUESTIONE DI STIMOLI – Spesso nel calcio, come nella vita, sono le motivazioni a fare la differenza: dopo questi anni trionfali, è inevitabile che un calciatore, per di più così giovane ed estroso, possa sentirsi un po’ appagato, se così fosse (qualche atteggiamento non esattamente pugnace in campo lo si è già visto) sarebbe più che legittimo dar spazio a qualcuno con la carica giusta, citofonare MARCHISIO per informazioni…

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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