Gianmarco Calfa
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Un anno di sport: la “sorpresa” Siviglia vince l’Europa League

La squadra andalusa sorprende tutti e vince il titolo. Il buon gioco degli uomini di Emery porta al Siviglia il terzo sigillo in Europa League.

Un anno di sport: la “sorpresa” Siviglia vince l’Europa League
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Siviglia a sorpresa sul tetto d’Europa. I maligni sottolineeranno che non stiamo parlando di Champions League, certo confermeremo noi, non il tetto d’Europa, ma il miracolo calcistico della squadra andalusa, incredibile outsider nell’Europa League 2013/2014. Un titolo che è arrivato dopo un percorso tortuoso e che a volte ha fatto gridare al miracolo, viste le pretendenti al titolo che si sono incontrate dai sedicesimi in poi. Ma i più attenti noteranno da subito l’errore nel titolo: sorpresa; ebbene quella del Siviglia di certo la possiamo definire un fatto inaspettato, ma se andiamo a ritroso vediamo come nel recente passato della società ci siano all’attivo due Europa League(Coppa Uefa all’epoca) consecutive, conseguite nella stagione 2005/2006 e 2006/2007, e quindi ci rendiamo conto che la sorpresa non si possa più definire tale. Gli uomini allenati dallo spagnolo Unai Emery hanno portato avanti un avvenimento europeo da grande squadra con un ottimo ruolino di marcia: nelle 18 partite disputate hanno vinto ben 11 confronti, perdendo solamente tre volte e pareggiandone 5. Un tabellino ottimo se pensiamo che 3 pareggi sono avvenuti nel girone e mentre 8 delle 11 vittorie si sono viste dai sedicesimi. Una squadra che nell’estate precedente aveva fatto cassa cedendo i suoi pezzi pregiati, pensiamo a Jesus Navas e Negredo al Manchester City piuttosto che a Gary Medel al Cardiff City, e non ultimo Kondogbia al Monaco. Defezioni che non hanno impedito alla squadra di vincere l’Europa League esprimendo un gioco figlio di un mix di qualità e rimo forsennato.

Stephane Mbia con in mano l'Europa League, conquistata con la maglia del Siviglia

Stephane Mbia con in mano l’Europa League, conquistata con la maglia del Siviglia

Gli andalusi non hanno sofferto nel girone iniziale(Gruppo H), ottenendo 3 vittorie e 3 pareggi subendo solamente 4 goal a fronte degli 8 realizzati, un primo passo verso l”Olimpo del calcio. Nei sedicesimi il Siviglia affronta il Maribor, che nel suo girone era miracolosamente arrivato secondo all’ultima giornata, all’andata gli sloveni fermano sul 2-2 gli andalusi pareggiando all’81’. Al ritorno c’è poca storia, il Siviglia va sopra 2-0 con le reti Reyes(ex Arsenal, Real e Atletico Madrid) e Gameiro(ex Psg), al 92′ Vrsic accorcia le distanze, ma la partita si chiude qui e niente supplementari. Agli ottavi derby della vita per gli uomini di Emery: il derby di Siviglia contro il Betis. Nonostante la seconda squadra del capoluogo andaluso sia messa malissimo in campionato si sta ritagliando un spazio importante in Europa: infatti nella loro casa, allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan, il Siviglia capitola per 0-2 contro gli uomini di Calderon. Sembra già finito il percorso del Siviglia, quando al ritorno succede qualcosa di straordinario: Reyes e Bacca(capocannoniere del Siviglia in Europa League) sistemano la “cuenta” e portano la squadra ai supplementari. Ancora niente di fatto e i rigori decideranno il derby: Vitolo sbaglia subito e il Siviglia ora è a rischio, ma il portiere portoghese Beto para due rigori, spedendo all’Inferno il Betis.

Ai quarti c’è il Porto, Jackson Martinez, Quaresma e Varela, mattatori del Napoli agli ottavi ci sono, e infatti all’andata all’ Estadio do Dragao gli uomini di mister Castro vincono 1-0, con occasioni sprecate mentre il Siviglia non sfrutta con Gameiro la palla del pareggio e il vantaggio numerico negli ultimi minuti dopo l’espulsione di Fernando. Al ritorno tutto cambia: gli uomini andalusi sono più carichi e passano subito in vantaggio con Rakitic su rigore. Questo gol da il là ad una goleada, dove segnano Vitolo, Bacca e Gameiro per il Siviglia, gol della bandiera di Quaresma al 92′.  Gli andalusi passano alle semifinali dove li aspetta il catino del Mestalla per il derby spagnolo contro il Valencia. Emery non può contare su una squadra forte come quella di mister Pizzi, ma il Siviglia tira fuori la grinta e ispirata da capitan Rakitic in stato di grazie vince 2-0 con reti di Mbia(segnatevi questo nome) e Bacca. Il ritorno lontano dalla Costa del Sol pare essere fatale agli andalusi: in meno di 60′ il Valencia è sopra 3-0  e nulla può far pensare ad una rimonta anche se al Siviglia basterebbe un solo gol. Corner al 94′, dal piede di Rakitic(sempre lui) parte il calcio d’angolo che il camerunense Mbia(eccolo) trasforma con un colpo di testa in una rete che spedisce in finale la squadra sivigliana.

Il 14 maggio si scontrano allo Juventus Stadium di Torino il Siviglia e il Benfica, che hanno ottenuto il pass finale pareggiando 0-0 con la Juve proprio su quel campo. Match prevedibilmente equilibrato ma godibile ed emozionante, si arriva alla lotteria dei rigori, i spagnoli non ne sbagliano uno, i portoghesi falliscono il quarto rigore e consegnano la coppa al Siviglia.

Un percorso fortunato ma che ha dimostrato quanto una squadra preparata e con ritmo possa portare a casa la coppa, e ottenendo comunque un buon piazzamento in campionato(5°) garantendosi l’accesso nuovamente all’Europa League. Società che negli anni 90′ è stata in crisi, dal 1995 in poi il Siviglia ha creato un gruppo vincente, capace di stare frequentemente tra le prime cinque della Liga e combattere alla pari in Europa, l’uomo simbolo Ivan Rakitic è andato al Barcellona, ha portato la squadra sul tetto d’Europa.

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