Marco Tringali
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Della Valle “manda” Neto in panchina

Il massimo dirigente viola non ha digerito lo smacco del portiere viola, restìo al rinnovo in maglia viola

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Chi non rinnova si accomodi in panchina. Cosi tuonò Andrea Della Valle, massimo dirigente della Fiorentina, alle prese con la grana Neto, il portiere che in maglia viola ha vissuto una ascesa esaltante e da brocco irrecuperabile è diventato uno dei candidati ad ereditare la maglia numero uno della nazionale verdeoro, e oggetto dei desideri dei top club. Il portiere brasiliano pare nicchiare sulla possibilità di rinnovare il contratto che scadrà a giugno, e il suo procuratore fa ben poco per rendersi reperibile ai tentativi della dirigenza gigliata di un summit di mercato per chiarire la volontà del giocatore. Questo atteggiamento sfuggente ha innervosito la dirigenza gigliata che adesso spinge per proporre Tatarusanu, il vice-Neto, come futuro numero uno della porta viola a partire già dalla trasferta di Parma. Una strategia cara a Cellino, ex presidente del Cagliari, che non lesinava soluzioni drastiche per punire i calciatori recalcitranti alla possibilità di un rinnovo contrattuale. La sentenza Bosman che di fatto consentì ai giocatori di svincolarsi a parametro zero a scadenza di contratto, ha di fatto moltiplicato le grane tra procuratori e presidenti delle squadre di calcio. Spesso, dietro le strategie di chi si adopera per fare giungere a scadenza i contratti dei giocatori, si celano interessi più o meno occulti di altri club che di fronte alla possibilità di acquisire i cartellini dei giocatori a costo zero, promettono lauti ingaggi. Il parametro zero è una strategia ormai cara anche a nobili decadute del calcio nostrano come Milan e Inter che negli ultimi anni hanno fatto incetta di calciatori a costo zero, anche se non sempre tali operazioni hanno dato i frutti sperati, vedi i flop di Vidic e Torres. Anche la Fiorentina pochi anni fa complicò la vita a Montolivo, già accordatosi col Milan, che non rinnovando il contratto in scadenza con la viola si sciroppò alcuni mesi di insana panchina.

Il patron della viola, Andrea Della Valle

Il patron della viola, Andrea Della Valle

Spesso però le responsabilità di un contratto che scade infruttuosamente sono da addebitare alle stesse società, ree di non avere agito per tempo rinnovando i contratti delle pedine più preziose, quale sarebbe stato Neto per il futuro della Fiorentina. Motivo per cui il parametro zero diventerà sempre più uno spauracchio che le società potranno contrastare solo con una politica di prospettiva mirata a evitare il depauperamento del patrimonio tecnico delle proprie formazioni. Per questo riteniamo che le società farebbero bene a dotarsi di dirigenti validi e competenti, ma questa è tutta un’altra storia.

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