Jacopo Bertone
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Un anno di Sport: Conte, la Juve e lo scudetto numero…

La cavalcata della Vecchia Signora capitanata da Antonio Conte verso il terzo scudetto consecutivo è stata una delle più esaltanti storie del 2014

Un anno di Sport: Conte, la Juve e lo scudetto numero…
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Mettiamoci subito d’accordo: nessuno è realmente interessato a stabilire quale sia il numero esatto di scudetti della Juventus, è una questione di tifo, di pancia, di orgoglio; molto meglio concentrarsi sul record di punti, sulla stagione di Carlos Tevez e sul tris di vittorie centrate da quello che oggi è il CT della Nazionale ma che fino a ieri è stato l’autentico condottiero del popolo bianconero, Antonio Conte: questa è la stagione 2013-2014 della Vecchia Signora e noi di SportCafè24 vogliamo riviverla insieme a voi!

Conte, vincitore di tre scudetti da allenatore sulla panchina della Juventus

Conte, vincitore di tre scudetti da allenatore sulla panchina della Juventus

LA CARICA DEI CENTODUE – L’annata si apre con l’addio a due pretoriani come Giaccherini e Matri, contemporaneamente la Juve accoglie i top player che da tempo aspettava: Fernando Llorente e Carlos Tevez, gente di sicuro valore ma reduce da stagioni tribolate a causa rapporti difficili con le reciproche squadre. I dubbi verranno presto smentiti con la partenza a razzo dell’Apache, a segno già nella vittoriosa finale di Supercoppa, e ai progressivi miglioramenti del Rey Leon, partito in sordina ma in grado di trovare abbastanza velocemente la propria continuità; Il modulo è il solido 3-5-2, gli sguardi dei calciatori sono sempre concentrati e tutti scendono in campo con una ferocia innata, nelle prime giornate arrivano importanti vittorie contro Lazio, Torino e Milan, però il 20 Ottobre succede qualcosa: al Franchi di Firenze la Juve è in vantaggio di due goal, controlla la partita, poi Giuseppe Rossi si infiamma e realizza una micidiale tripletta che sancirà la rimonta vincente della Fiorentina insieme al goal di Joaquin. Un Conte furioso striglia la squadra e afferma :” una cosa così non deve accadere MAI PIU’ “. Non accadrà. I bianconeri riprendono la loro corsa verso il tricolore, una sorta di ossessione, braccati dalla Roma, inaspettata rivale per il successo finale: lo scontro diretto del 5 Gennaio premia nettamente la Juventus con un sonoro 3-0 mentre una settimana dopo si chiude il girone d’andata con il 4-1 al Cagliari, una fase in cui la Juve è stata sostanzialmente perfetta conquistando 52 dei 57 punti disponibili. A Gennaio il rinforzo si chiama Pablo Daniel Osvaldo, un acquisto che rende ancora più temibile il reparto d’attacco della capolista, che però si rivelerà sostanzialmente ininfluente dal punto di vista tecnico, anche se il pubblico gli rimarrà sempre affezionato anche per un suo goal dell’ex a una certa squadra giallorossa. Nella seconda parte del campionato la Vecchia Signora pareggia contro Lazio e Verona, perde in casa del Napoli…e vince. Vince sempre. Pogba esplode offrendo numero da circo in ogni partita, Tevez continua a sembrare un uomo posseduto dal demonio, Llorente diventa l’idolo dei tifosi e non più solo delle tifose, Pirlo è una sentenza sui calci da fermo (chiedere al Genoa per informazioni), Vidal segna a raffica e Marchisio si cala perfettamente nel ruolo di “6° uomo” di cestistica memoria. Qualche numero: 80 goal segnati (miglior attacco), 23 subiti (miglior difesa), 19/19 vittorie interne, primo tris di scudetti consecutivi dalla stagione 1932-1933 e ovviamente i 102 punti finali, il record assoluto tra i migliori campionati europei, il simbolo della Juve di Conte, una squadra dall’efficienza sabauda e dalla cattiveria sanguigna, ereditata qualche mese più tardi da Max Allegri, l’esatto contrario del tecnico pugliese, chissà cosa succederà all’ombra della Mole in assenza del Capitano…

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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