Orazio Rotunno
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Un anno di Sport, Svizzera ovunque: Federer & Wawrinka caput mundi

E'stato l'anno della Svizzera, non più solo Roger Federer: l'esplosione di Stanislas Wawrinka regala la prima Davis della storia

Un anno di Sport, Svizzera ovunque: Federer & Wawrinka caput mundi
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Una favola degna del miglior romanzo contemporaneo, la rinascita di un Dio e la consacrazione dell’eterno secondo: entrambi gli eventi concentrati nel medesimo anno, aperto e chiuso nel segno di un’unica bandiera. Quella Svizzera. Stanislas Wawrinka & Roger Federer hanno inciso a vita i loro nomi, per il proprio Paese ma non solo: una storia bellissima, romantica, a tratti incredibile. Chi a 33 anni era dato per finito e firma il record di vittorie singole in un anno, chi invece alle 30 primavere trova il primo Slam di una carriera vissuta eternamente nell’ombra del maestro. E poi, la Davis finale: la prima della storia dei crociati. What else? Un anno di sport comincia da qui, dai due elvetici più forti di sempre.

SVIZZERA, DUE DELIZIE NELLA CROCE: FEDERER E WAWRINKA – 12 mesi prima Stan aveva dato vita al match dell’anno contro Djokovic, perdendo dopo oltre 5 ore ma con una partita che ancora oggi rimane scolpita nella memoria di tutti gli appassionati di tennis e non. 12 mesi dopo sembra il tutto avvolto in un aurea magica, in cui il serbo viene invece battuto così come l’altro n.1 della nuova era, Rafael Nadal. E che nessuno badi a scuse o alibi di tipo fisico per il maiorchino, dolorante alla schiena durante il match: Wawrinka ha stravinto gli Australian Open senza se e senza ma, con pieno merito e giocando un tennis fantastico. Lo ha confermato, seppur a tratti, nel corso del 2014: vincendo il Masters di Montecarlo proprio contro Federer, giocando divinamente gli Atp Finals di Londra persi da Roger dopo aver sprecato 4 match point: ma soprattutto, regalando due punti decisivi alla Svizzera per la prima Coppa Davis della sua storia. Era sempre stato l’altro svizzero, quello sfigato, perchè non puoi che essere tale se nasci nell’era del più grande giocatore di tutti i tempi ed è pure lui rosso crociato. Chiunque ami il tennis, ha però sempre apprezzato il gioco di Stan, quel rovescio ad una mano che è poesia, quella capacità di colpire da fondo come un martello diventando a tratti e per chiunque ingiocabile. L’exploit era dietro l’angolo, serviva solo mettere a posto quella testa un po’ troppo emotivamente instabile, il talento non è mai mancato. La bomba è arrivata, nel 2014, aperto e chiuso nel nome di Stan: Australian Open & Coppa Davis hanno lui come filo conduttore.

Alle porte del 2015, a 33 anni e mezzo, siamo qui ancora una volta a parlare di lui come personaggio dell’anno: Roger Federer. Il 2013 era stato il peggior anno della sua carriera, aveva praticamente perso contro chiunque, problemi fisici che lo avevano gettato nello sconforto, sprofondando in classifica alla n.7 (già, perchè per lui quello è il baratro). Le indiscrezioni che lo volevano vicino al ritiro, che fosse ormai finito, si sprecavano: ma se c’è una cosa che bisogna non fare con una leggenda, è pungerlo nell’orgoglio. L’arrivo di Edberg quale coach sin da gennaio è stata una mossa eccellente, a livello di gioco e stimoli: il maestro delle azioni a rete, che insegna tennis al maestro della racchetta. Binomio perfetto. E subito si intuisce che il 2014 può riservare soddisfazioni: Re Roger vincerà 72 partite in un anno, nessuno come lui. 10 finali, 5 tornei vinti, la finale persa a Wimbledon dopo una rimonta emozionante che lo ha portato fino al quinto set con Nole ed una palla break che se convertita lo avrebbe portato vicinissimo a sollevare l’ottavo Championships della carriera. Il rimpianto della finale, sempre col serbo, agli Atp Finals, non giocata per problemi alla schiena e utile a preservare l’appuntamento di una sola settimana dopo. A Lille si giocava Svizzera-Francia, finale di Coppa Davis: l’ultimo grande titolo mancante nell’infinita bacheca dello svizzero. Pensare che era cominciata male con Monfils al venerdi, tre set a zero ed un match che confermava le condizioni fisiche precarie di Roger. Ma ancora una volta era dietro l’angolo la smentita: scende in campo in doppio con Stan, smentendo ogni voce su un litigio a seguito della semifinale di una settimana prima a Londra per via di insulti arrivati dagli spalti ad opera della moglie Mirka e rivolti a Stan: vincono il doppio ed il giorno dopo Federer sfida Gasquet per il titolo.

Le ginocchia per terra, le lacrime agli occhi, le braccia verso il cielo e l’abbraccio del pubblico, anche francese: la Svizzera è Campione del Mondo, lo è anche Federer ma con immensa umiltà ribadirà come quello non sia il suo titolo, ma quello di un intero Paese. Una piccola Nazione, immensamente grande nel 2014, grazie a due fenomeno: Roger Federer & Stanislas Wawrinka. Un anno di sport nel nome della Svizzera del tennis.

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