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I dolori del giovane Giulini: il Cagliari ha perso la bussola

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Tommaso Giulini, presidente del Cagliari

In origine fu un sogno di mezza estate. Un giovane imprenditore milanese, strettamente legato alla famiglia Moratti e appassionato di calcio, decise di investire le sue risorse su un progetto innovativo e ambizioso. Il lido scelto fu Cagliari, città nella quale ha sede la sua Fluorsid. Tommaso Giulini, trentasettenne visionario e allo stesso tempo concreto, si presentò ai nuovi tifosi tra non poche perplessità. Voleva regalare un giocattolo spettacolare ed un progetto serio, da programmare e sviluppare negli anni. Voleva. L’esonero di Zdenek Zeman, arrivato dopo un girone d’andata confuso e dai risultati mediocri, cambia le carte in tavola. Il tempo dei proclami è finito dopo pochi mesi. Resta solo un gran polverone.

Zdenek Zeman, ex tecnico del Cagliari di Giulini

Zdenek Zeman, ex tecnico del Cagliari di Giulini

CON ZEMAN, MA NON TROPPO – Il primo atto della presidenza cagliaritana di Giulini fu chiaro, senza ambiguità: Zdenek Zeman avrebbe dovuto rivoluzionare i rossoblù dopo i grigiori della gestione Lopez. Spettacolo e bel gioco al comando. Una salvezza tranquilla il primo anno ed un obiettivo europeo da inseguire entro il 2020, anno in cui cadrà il centenario della società sarda. Tra Giulini e Zeman fu amore a prima vista. Gli obiettivi del presidente e quelli del maestro boemo coincidevano. Tuttavia, la campagna acquisti estiva del Cagliari, fortemente incentrata su giovani di belle speranze (spesso acquistati in prestito), non fu chiara. Quella rosa, competitiva ma non certo zemaniana, mal si sposava con le idee tattiche del tecnico. Risultato provvisorio? Dodici punti in sedici partite e terzultimo posto in classifica.

IL PROGETTO, L’ESONERO ED IL BUIOChi è il responsabile della disfatta? Zeman o Giulini? Secondo Giulini è Zeman, secondo tutti gli altri (pochi esclusi) è il presidente rossoblù. Giulini sta pagando a carissimo prezzo la mancanza di esperienza e la totale assenza di coerenza. Il rampante bauscia, tanto sfrontato nella difesa dell’allenatore (fino a poche settimane fa) quanto insicuro nella decisione di cambiare guida tecnica nel momento più difficile, ha svelato le carte. Lo spettro della retrocessione lo terrorizza ed il buco nero nel quale si è infilato rischia di avvolgerlo inesorabilmente. Giulini è in all-in, senza se e senza ma. Ha in mano l’ennesimo asso o è solo un bluff? Ai posteri l’ardua sentenza, ai tifosi del Cagliari le preghiere. Il film della stagione è solo a metà, ma gennaio sarà un crocevia fondamentale. Il filo che lega il sogno e l’incubo è sottilissimo.

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