Edoardo Baracco
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Si ritira Abidal, un campione in campo e nella vita

Si ritira un grande del calcio giocato. Maestro di vita sia in campo che fuori, ha alzato la Champions League due mesi dopo aver sconfitto un tumore

Si ritira Abidal, un campione in campo e nella vita
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Ieri, 19 Dicembre 2014, Eric Abidal ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e di dedicarsi a pieno alla famiglia. Lo ha dichiarato lui stesso in conferenza stampa, e come dargli torto: 35 anni, un triplete sulle spalle, il tumore vinto ed il ritorno in campo contro ogni pronostico favorevole.

Dal tumore alla Champions – Abidal e il calcio è una storia che vale la pena di essere raccontata, perchè giocatori, ma soprattutto uomini come lui non nascono tutti i giorni. Abidal e il calcio è la storia di un uomo che ha lottato contro il nemico più grande con tutto ciò che aveva pur di ritornare a fare cio che amava veramente, giocare a pallone. Non è cosa da tutti sconfiggere un tumore al fegato e rientrare in campo due mesi dopo l’operazione. Non da tutti, giusto, ma Eric non è una persona qualunque, lui è rientrato, ha giocato la semifinale di Champions League e due settimane dopo a Wembley è riuscito pure ad alzare, da capitano grazie alla concessione da vero signore di Puyol, la coppa al cielo di Londra. FC Barcelona, mes que un club. Eh gia, Barcelona, è proprio da li che potrebbe ripartire la carriera di Abidal, ma lui adesso non ci pensa. Si vocifera che qualcuno al Camp Nou gli abbia offerto le chiavi della panchina, ma lui smentisce ribadendo il concetto che la sua famiglia adesso è l’unica cosa che conta. Un campione non solo in campo, ma soprattutto nella vita. Importantissimo dentro lo spogliatoio, tutti lo ricordano come un saggio, quasi un guru, uno di quelli pronti a dispensare consigli positivi e incoraggiamenti in qualsiasi situazione. Lui è l’esempio piu lampante di come con il sacrificio, l’umiltà ed il lavoro si puo ottenere cio che si vuole.

La carriera e il futuro – Partito da lontano e poi ritornato in quel Monaco che lo aveva lanciato tra i grandi nel lontano 2000, successivamente il prestito al Lille dove completa la sua maturazione e poi l’esplosione vera con l’Olympique Lione dove vince praticamente tutto per tre anni di fila da assoluto protagonista. Chiaramente la concorrenza non sta li a guardare, ed ecco quindi che i blaugrana se lo accaparrano per la modica cifra di 15 milioni. Li avviene la sua definitiva consacrazione: quattro campionati, due coppe di spagna, tre supercoppe, due Champions League, due supercoppe europee e due mondiali per club. C’è altro da aggiungere? Molti giocatori avrebbero appeso scarpa e maglietta al chiodo ma lui no, lui ha pensato bene di ritornare da chi lo aveva lanciato tra i professionisti, al Monaco. Un’anno alla corte di Claudio Ranieri da capitano ed infine l’avventura terminata poco fa all’Olympiakos, così proprio per non farsi mancare nulla. Eric e il calcio, la rappresentazione umana e fisica del sacrificio applicato ad uno sport. Ha vinto la battaglia contro il cancro, ha vinto tutto ciò che c’era da vincere in campo e adesso si gode a pieno la famiglia. In futuro poi chissà, magari un giorno sarebbe davvero bello vederlo li, seduto in panchina a guidare Messi e compagnia. Ciao Eric Abidal, o meglio, arrivederci e grazie di tutto.

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