Antonio Casu
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Simeone e Nainggolan: guerrieri ninja, “bastardi di razza”

La macchina del tempo di "Ritorno al futuro" viaggia alla scoperta di due lottatori giramondo. Dall'Argentina all'Indonesia, dal Belgio all'Italia: il calcio è uno sport universale

Simeone e Nainggolan: guerrieri ninja, “bastardi di razza”
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Immaginate di essere dentro ad una macchina del tempo, ma il tempo stesso non c’è, si è fermato. Due storie da raccontare, due campioni dello sport a confronto, il passato ed il presente si uniscono in un unico racconto. Tutto questo, e molto altro, in “Ritorno al futuro”, la nuova rubrica del mercoledì di SportCafe24.

Diego Pablo Simeone e Radja Nainggolan sono i protagonisti odierni di "Ritorno al futuro"

Diego Pablo Simeone e Radja Nainggolan sono i protagonisti odierni di “Ritorno al futuro”

UNO SPORT SENZA CONFINI – Il calcio incarna lo spirito universale dello sport. Ovunque si nasca, ovunque sia la città o il paese in cui si cresce, ovunque si trovi un pallone che rotola, il calcio ritrova la sua magia. È un gioco aperto a tutti, senza distinzioni di sorta. Se si pensa a Diego Pablo Simeone e Radja Nainggolan, viene in mente un mappamondo con tante bandierine sparse in giro per il pianeta. Dall’Argentina al Belgio, dall’Indonesia all’Italia, il calcio è sempre calcio. La lotta è sempre lotta. Un vincente è sempre un vincente. Un leader è sempre un leader. I colori della maglia che indossa sono relativi: il cittadino del mondo combatte per se stesso dando tutto per una causa comune. L’unico colore che lo distingue è il rosso della passione. Anche questo, soprattutto questo, è calcio.

XOLOITZCUINTLI? EH?Xoloitzcuintli non è uno strano scioglilingua, ma un marchio indelebile tatuato sul cuore di Diego Simeone. Da quel termine impossibile della lingua azteca (indica un particolare incrocio di razze), deriva il più semplice El Cholo, soprannome affibbiato all’argentino da un allenatore che incontrò all’età di 14 anni. Era il nomignolo con il quale era conosciuto Carmelo Simeone, un difensore degli anni Cinquanta. Xoloitzcuintli sarebbe stato troppo difficile, Simeone troppo banale, El Cholo è perfetto. Ed in effetti anche Simeone è stato così. Non cercava mai una giocata difficile, non era mai banale, eppure era sempre perfetto nel trovare l’idea giusta nel momento migliore. Guerriero in patria, lottatore in Italia, gladiatore in Spagna: Simeone è stato Simeone in ogni angolo del mondo. Centrocampista universale, dotato di una discreta tecnica ed un eccelso senso del gol, infiammava i suoi tifosi con la passionalità dei latini e l’ordine del più classico degli italiani. Con presupposti del genere, diventare uno degli migliori allenatori del mondo è stato un gioco da ragazzi.

NAINGGOLAN È SEMPLICEMENTE NAINGGOLANRadja è un indonesiano naturalizzato belga, sardo nel Dna e romano d’adozione. Difficile definire Nainggolan, molto più semplice dire che è semplicemente Nainggolan. Gli occhi a mandorla non ingannino: è un Cholo esattamente quanto Simeone. Dargli del meticcio o del bastardo sarebbe inelegante, molto meglio etichettarlo come cittadino del mondo. Nainggolan gira per il pianeta alla ricerca di una causa da sposare, una battaglia da vincere, una maglia da baciare. Non ha mai tradito nessuno, però. Il Ninja cerca sempre una nuova sfida per diventare più forte. Tatuargli addosso dei colori sarebbe inutile: Nainggolan dà sempre tutto quello che ha a prescindere dal tempo che trascorre in una città. Ogni addio è un colpo al cuore, ogni avventura è una racconto da scrivere col cuore in mano. Nainggolan scala le gerarchie senza dimenticare cosa ha lasciato alle sue spalle. Nainggolan e Simeone, Simeone e Nainggolan: quanto si assomigliano quei due. Il profilo tecnico del mediano corrisponde fedelmente a quello tracciato per l’ex Inter.  Belgio, Argentina, Indonesia ed Italia non sono mai state così vicini. Non è mai stato così inutile distinguerli. Il mondo è mondo esattamente quanto il calcio è sempre calcio. Vince la passione, non la provenienza.

 

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One Response to Simeone e Nainggolan: guerrieri ninja, “bastardi di razza”

  1. Modestino Picariello 17 dicembre 2014 at 17:52

    Quando l’anno scorso presi Nainngiolan ed era ancora a Cagliari, al momento del trasferimento alla Roma dissero, tutti i miei compagni di lega, che non avrebbe giocato più, io gli risposi che sarebbe stato inamobivile… i fatti mi han dato piacevolmente ragione

    p.s.: non sapevo l’origine del fatto del Cholo. Bellissimo saperlo!

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