Antonio Casu
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Le roi Titì abdica: Henry annuncia il ritiro

L'attaccante francese farà il commentatore tv per Sky Sports

Le roi Titì abdica: Henry annuncia il ritiro
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“Spero di avervi fatto divertire”. Thierry Henry, re del calcio francese, annuncia il ritiro dal calcio giocato con una frase umile e semplice, capace da sola di incarnare lo spirito con cui ha interpretato il suo sport. Il dubbio, veritiero o meno che sia, è risolto da risposta altrettanto banale. Quel funambolo dall’aria mite e allo stesso tempo carismatica, ha regalato gioia e genialità, eleganza ed un pizzico di follia. Sì, si sono divertiti tutti, e tanto. Trentasette anni e vent’anni di calcio alle spalle: finisce una vita e ne inizia subito un’altra. Tramonto e alba non sono mai state così vicini. Farà il commentatore tv per Sky Sports. Cambierà il ruolo, ma l’entusiasmo sarà quello di sempre.

Thierry Henry

Thierry Henry

HENRY, IL DANZATORE DI LES ULIS – Mite e grazioso, leader e capitano vero: in due parole, un campione assoluto. Henry è uno di quei calciatori che avvicina allo sport anche chi non è appassionato. Per innamorarsi di lui, è sufficiente osservare per un momento la leggerezza delle sue movenze. Se poi gioca per la squadra per la quale si tifa, l’amore si trasforma in passione travolgente. Per avere informazioni a riguardo, è necessario chiedere ad un qualunque fan dell’Arsenal. Con la maglia dei Gunners ha collezionato 258 presenze e 175 gol. Mica male per uno che alla Juventus fu considerato uno scarto.

Dal Monaco a Torino, da Londra a New York, passando per Barcellona: ovunque, o quasi, ha lasciato un segno indelebile. In Nazionale non è stato da meno: 171 presenze e 84 gol, secondo nella storia della Francia per presenze (nella Nazionale maggiore) e miglior goleador di sempre. Ah, ha vinto anche un Mondiale, un Europeo ed una Confederations Cup. Non sono certo dettagli. Il ricco palmarès personale include inoltre cinque campionati, quattro supercoppe e cinque coppe nazionali, una Supercoppa Europea, una Champions League ed un Mondiale per club. È sufficiente per chiamarlo re?

L’EREDITÀ DI HENRYTitì mancherà a tutti. L’annuncio del ritiro di un campione è quasi sempre un momento malinconico e allo stesso tempo gioioso. È così anche nel suo caso. Si conclude un’era con la consapevolezza che la storia del calcio è scandita da due fasi: una pre-Henry ed una post-Henry. Con presupposti del genere, è impossibile non essersi divertiti. Au revoir, champion.

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