Simone Viscardi
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La leggenda del Black Mamba, Kobe lui nessuno mai

Kobe Bryant è il terzo miglior marcatore della storia dell'Nba. Ripercorriamo la carriera di questo giocatore straordinario

La leggenda del Black Mamba, Kobe lui nessuno mai
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Scelta importantissima per gli Charlotte Hornets nel Draft Nba 1996. La tredicesima chiamata coincide con l’ingresso nella lega di uno dei nomi più grandi della sua storia. Il figlio di Joe Bryant – giocatore dai buoni trascorsi Nba, ammirato anche nel nostro paese tra Rieti, Pistoia e Reggio Calabria –  viene selezionato dalla franchigia della Carolina, per essere girato immediatamente ai Los Angeles Lakers in cambio di Vlade Divac. Il suo curioso nome deriva dal più pregiato taglio di manzo giapponese, quale? Kobe, of course. La scorsa notte, a distanza di più di 18 anni da quel giorno, Kobe Bryant ha messo a segno il record più prestigioso della sua intera carriera. Con i 26 punti rifilati a Minnesota, il 24 gialloviola ha scavalcato Michael Jordan nella classifica dei più grandi realizzatori della storia Nba.

Kobe Bryant è il terzo miglior marcatore di sembre in Nba.

Kobe Bryant è il terzo miglior marcatore di sembre in Nba.

LEGGENDA LOSANGELINA – Un’intera carriera in maglia Lakers per Kobe, che anno dopo anno ha scavalcato le gerarchie delle stelle più grandi che hanno vestito la gloriosa divisa “lacustre“. Dai primi successi in coppia con Shaquille O’Neal fino ai due anelli vinti da assoluto protagonista, Bryant ha caratterizzato 3 decenni della squadra più iconografica dell’intera Nba. Certo, non sono mancati anche i momenti bui, sia dal punto di vista personale (le accuse di stupro, il divorzio) che sportivo, non ultimo lo spaventoso infortunio che lo ha tenuto fuori per molti – troppi – mesi e che aveva fatto temere per il prosieguo della carriera. Anche in quell’occasione Kobe aveva mostrato tutta la sua grandezza segnando, pur con il ginocchio sfasciato, i due tiri liberi a lui assegnati, prima di uscire definitivamente dal campo.

MAGIC MOMENTS – Proprio un tiro libero ha sancito il sorpasso di Bryant ai danni di Michael Jordan, quasi come se gli Dei del Basket avessero voluto dargli la possibilità di godersi immediatamente le congratulazioni di compagni e avversari. MJ è sempre stato il traguardo a cui puntare per Kobe, che in comune con l’ex Chicago ha la sete inesauribile di successi e il talento smisurato, oltre che l’aver avuto come mentore Phil Jackson. Impossibile dimenticare la notte del 22 gennaio 2006, quando rifilò 81 punti ai Toronto Raptors (secondo miglior punteggio dopo gli storici 100 di Wilt Chamberlain), o l’incredibile Gara-5 delle Finals 2010, quando “Da solo sull’isola” (cit. Federico Buffa) guidò i Lakers al successo con 23 punti consecutivi messi nella retina dei Celtics. Momenti fantastici, momenti da Kobe. Più in alto di lui solo Kareem-Abdul Jabbar e Karl Malone, ma siamo sicuri che la mente del Black Mamba sia rivolta ad un altro traguardo occupato da Michael Jordan, quello del sesto anello Nba. Non sarà facile, ma con Kobe nulla è impossibile.

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