Giuseppe Landi
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Feyenoord, la fucina di talenti e il sogno di ripetere il miracolo del 2002

Clasie la stella, Kongolo, Boëtius e de Vilhena gli altri talenti pronti a lanciarsi nel calcio che conta

Feyenoord, la fucina di talenti e il sogno di ripetere il miracolo del 2002
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Un ostacolo non insuperabile per la Roma di Rudi Garcia, che nei sedicesimi di finale di Europa League incontrerà gli olandesi del Feyenoord. Una squadra, quella allenata da Fred Rutten, piuttosto giovane, che come tutte le olandesi si pone come obiettivo principale la crescita dei propri talenti.

La formazione tipo del Feyenoord di Rutten

La formazione tipo del Feyenoord di Rutten

JORDY CLASIE E COMPAGNI – La stella del club di Rotterdam è Jordy Clasie, regista di centrocampo e capitano, nonostante i suoi 23 anni. Il classe ’91, già nel giro della Nazionale maggiore del ct Hiddink, è seguito da mezza Europa, con il suo nome sui taccuini anche di club italiani, soprattutto di Milan e Fiorentina. Un difensore di prospettiva è Terence Kongolo, classe ’94, che ha esordito in Eredivisie a soli 17 anni. Nel maggio scorso l’esordio anche con la propria Nazionale, in amichevole, prima di essere inserito tra i convocati per i Mondiali di Brasile 2014. Altri giocatori da tenere d’occhio Jean-Paul Boëtius, esterno offensivo classe ’94 e cugino di Urby Emanuelson – attualmente proprio nelle fila della Roma -, e Tonny Trindade de Vilhena, inserito nel 2012 da Don Balón nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1991. Kazim-Richiards il centravanti di riferimento, Joris Mathijsen l’uomo di maggiore esperienza.

PRIMO BILANCIO – Il Feyenoord ha ottenuto la qualificazione ai sedicesimi di finale vincendo il Gruppo G davanti agli andalusi del Siviglia, conquistando 12 punti, frutto di 4 vittorie e 2 sconfitte, arrivate entrambe in trasferta proprio contro il Siviglia e il Rijeka; 10 i gol realizzati, 6 subiti. Per quanto riguarda l’Eredivisie, la squadra di Rotterdam occupa attualmente il 4° posto in classifica, dietro a Psv, Ajax e Zwolle. Possiede inoltre la miglior difesa del torneo con 11 gol subiti.

NUOVA IMPRESA? – Era il Feyenoord di Robin van Persie e di Jon-Dahl Tomasson, squadra che riuscì a vincere l’allora Coppa Uefa nel 2002. Partito tutt’altro che con i favori del pronostico, il club orange dopo essere stato eliminato dalla Champions League, fa fuori i tedeschi del Friburgo ai sedicesimi e gli scozzesi del Rangers Glasgow agli ottavi, prima di avere la meglio anche nel derby con il PSV Eindhoven, match terminato ai calci di rigore. In semifinale l’Inter di Hector Cuper, battuta nella gara d’andata al ‘Meazza’ per 1-0, prima del 2-2 del ritorno. L’ultimo ostacolo, prima di alzare al cielo di Rotterdam il terzo trofeo continentale, dopo la Coppa Campioni del ’70 e l’altra Coppa Uefa del ’74, è il Borussia Dortmund. Gli olandesi nel finale di primo tempo si portano sul doppio vantaggio con una doppietta di Van Hooijdonk, Amoroso riapre la gara per i gialloneri tedeschi, ma Tomasson la chiude definitivamente; l’inutile gol del 3-2 ad opera dell’immenso Jan Koller. Un trionfo storico per i rossobianchi: a distanza di dodici anni, riusciranno a ripetere il clamoroso miracolo? O verranno spazzati via dalla Roma di Garcia?

Sono due i giocatori della Roma che hanno già affrontato il Feyenoord. Aria di derby per Kevin Strootman, cresciuto calcisticamente nello Sparta Rotterdam: per lui 5 vittorie e 4 sconfitte. Decisamente migliore il bilancio dell’altro orange, Urby Emanuelson: 9 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, con 2 reti segnate.

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