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Allarme Rosso, l’Europa (dei mercati) trema

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In Europa crescono i partiti di sinistra radicale, tra cui Podemos
Bandiere di Syriza: il partito di Alexis Tsipras fa tremare l'Europa dei mercati

Bandiere di Syriza: il partito di Alexis Tsipras fa tremare l’Europa dei mercati

Sembra proprio che uno spettro si aggiri, minacciosamente, in Europa, e ciò ha già ampiamente messo in allarme i mercati. Si tratta di un dato peggiore della crescita esponenziale dei partiti nazionalisti ed anti-europeisti alle ultime Elezioni Europee, in quanto, pur da posizioni protezioniste, tali fenomeni politici rappresentano comunque delle forze organiche al modo di produzione capitalistico. I sommovimenti che stanno scuotendo tre dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi, Grecia, Spagna ed Irlanda, rischiano di pesare, e non poco, sul ruolo che il capitale potrà giocare in questi paesi e nel resto d’Europa nel prossimo futuro.

LA GRECIA BALLA- La decisione di anticipare l’elezione del presidente della Repubblica da parte del traballante governo Samaras ha messo i subbuglio la borsa di Atene, che infatti ha perso, nei giorni seguenti, oltre 10 punti percentuali. I mercati, infatti, temono che tale decisione possa essere l’ultimo respiro dell’esecutivo Samaras, fino ad ora fedele esecutore delle politiche di austerity imposte dalla Troika. Nei sondaggi, Syriza è avanti su Nea Demokratia, ed il programma di Alexis Tsipras, come è noto, non è assolutamente in linea con quello dei mercati. La situazione è in rapida evoluzione, ma la Grecia potrebbe ben presto sfidare apertamente l’egemonia del capitalismo finanziario europeo.

PODEMOS- Nel caso si verificasse questa realistica ipotesi, la Grecia e Syriza non sarebbero sole. In Spagna, infatti, Podemos, il soggetto politico che alle Europee ha raccolto l’8% dei consensi, stando ai sondaggi balzerebbe al 27%, staccando nettamente sia il PP che il PSOE. Podemos è oggi un partito forte, strutturato, con un programma di sinistra radicale ben definito. Sull’euro, la posizione del leader Pablo Iglesias è diversa rispetto a quella di Tsipras, poichè lo spagnolo è più scettico circa l’utilità di una moneta unica rispetto al suo equivalente greco. Tuttavia, ad accomunarli c’è la forte critica verso il neoliberismo e la direzione fino ad oggi impressa all’Europa.

IL VENTO DEL NORD- Infine, l’Irlanda, tra i primi paesi a sentire gli effetti della crisi. Qui, i programmi della Troika non hanno sortito gli effetti “sperati”, la disoccupazione è rimasta alle stelle (circa il 13%), l’emigrazione giovanile è allarmante ed il debito è quadruplicato rispetto al 2005. A finire nell’occhio del ciclone sono, guarda caso, i Popolari ed i Laburisti, che hanno gestito il paese secondo la volontà del capitale europeo. L’alternativa si chiama Sinn Fein, non più, o non soltanto, il partito indipendentista, dietro al quale, sovente, hanno agito i terroristi dell’IRA. Il Sinn Fein si fa portavoce di politiche di sinistra, ed il suo obiettivo è la costruzione di uno stato socialista democratico. I sondaggi danno il Sinn Fein come primo partito, e, come nei casi di Grecia e Spagna, questo rappresenta uno shock per i mercati.

Non possiamo sapere quali movimenti oggettivi attraverseranno l’Europa nel 2015. Di certo, stanno crescendo ovunque (tranne che in Italia) i partiti di sinistra radicale, critici verso il paradigma neoliberista. Ed i mercati tremano.

Matteo Masum

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