Simone Viscardi
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Storie di Sport: il Pibe, il Cigno e un Napoli-Milan da leggenda

Negli anni '80 Milan e Napoli dettano legge in Serie A, grazie anche ai due giocatori più forti del decennio, capaci di dare vita ad una sfida irripetibile

Storie di Sport: il Pibe, il Cigno e un Napoli-Milan da leggenda
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Quanto erano belli gli anni ’80. Dal punto di vista calcistico, per il nostro paese, assolutamente fantastici. Tutti i più grandi fuoriclasse del decennio sono transitati dalla Serie A, nessuno escluso. Da Zico a Platini, da Falcao a Rummenigge, i Top Player – diremmo ora – che hanno fatto la storia di quel calcio hanno tutti vestito (pur con alterne fortune) la maglia di una delle nostre compagini.  Non potevano fare eccezione i due più grandi di tutti, che sul finire di quella decade d’oro hanno messo in scena una sfida entusiasmante. Uno piccolo, scuro, sicuramente non bellissimo ma dotato di un sinistro da teca al Louvre. L’altro alto, chiaro, belloccio e con un’eleganza degna della Scala (e non solo quella del calcio). Il primo ha reso immortale il suo passaggio in Italia, facendo conquistare al Napoli gli unici scudetti “meridionali” della storia; il secondo, ha contribuito a rendere immortale quella che – insieme forse al Grande Torino – è stata la squadra italiana più forte di ogni epoca. Il primo è Diego Armando Maradona, e il secondo è Marco Van Basten. Brividi.

Diego Armando Maradona, storico rivale del Milan di Van Basten

Diego Armando Maradona, storico rivale del Milan di Van Basten

SCUDETTO SUL FILO – La stagione 1987/88 vive sul filo della rivalità tra il Napoli campione in carica e l’ambizioso Milan di Silvio Berlusconi. Il presidente rossonero in estate aveva deciso di rinforzare una squadra uscita malconcia dalle scellerate gestioni degli ultimi 10 anni, acquistando un paio di olandesi dal talento inestimabile: Van Basten – per l’appunto – e Ruud Gullit. I due tulipani fanno volare i rossoneri, anche se il Napoli di Maradona non è intenzionato a cedere un millimetro. Anche il calendario ci mette del suo, manco fosse stato stilato da un maestro della suspense. Infatti, lo scontro diretto è programmato al San Paolo il 1° maggio del 1988, a sole 3 giornate dalla fine. Gli azzurri ci arrivano da primi della classe, ma Sacchi e i suoi ragazzi sono staccati di un solo punto. Il Milan, poi, è chiamato a un finale in salita, col Derby subito prima dello scontro diretto (vinto 2-0) e la Juve pronta ad aspettarlo la domenica successiva. Situazione più agevole per il Napoli, che con una vittoria metterebbe praticamente in tasca il tricolore.

MARCO, PIETRO e PAOLO – Il clima a Napoli è caldo in quel pomeriggio primaverile, e la colonnina di mercurio è responsabile solo fino a un certo punto. Il Milan è nella sua formazione migliore, con capitan Baresi dietro, Paolo Maldini sulla fascia, Ancelotti e Gullit a dettare legge in mezzo e Van Basten-Virdis davanti. Anche il Napoli non si può lamentare, ma nè Maradona, nè i vari Ferrara, Careca o Bagni possono aspettarsi un inizio così difficile. Al 36′ Evani spara un missile su punizione, la barriera napoletana tocca facendo rimbalzare il pallone in area, il più lesto ad arrivarci è Pietro Paolo Virdis, che fulmina Garella portando avanti i suoi. A rimettere le cose a posto ci pensa il Pibe de Oro. Punizione dalla bellezza commovente, palla all’incrocio e parità. Nella ripresa però, è solo Milan. Gullit pennella sulla testa di Virdis il pallone del raddoppio, e consegna poi a Van Basten quello del 3-1. Inutile la rete successiva di Careca. Il Milan vince, scavalca il Napoli e – con due pareggi nelle ultime sfide – porta a casa il tricolore. Solo l’amaro in bocca per i napoletani, mentre per tutti gli appassionati di calcio, rivedendo certe immagini non possono che scendere lacrime dagli occhi.

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