Marco Telluri
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Van Basten: quella zampata che diede il la all’epopea Sacchi

Questa volta la macchina del tempo ci riporta con la mente al 1° maggio 1988, quando Van Basten consegnò il tricolore ai rossoneri.

Van Basten: quella zampata che diede il la all’epopea Sacchi
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Era il 1° maggio 1988 quando al S.Paolo di Napoli andò in scena l’ennesimo atto della rivalità tra i partenopei e i “casciavit”, dualismo che infiammò il calcio nostrano dal 1986 al 1990, anno dello storico tricolore azzurro. Le immagini ci riportano indietro nel tempo, quando le tifoserie invadevano con il loro calore e i loro colori gli spalti e sul campo c’erano dei fuoriclasse assoluti, gli stessi che in quegli anni hanno portato il calcio italiano sul tetto del mondo.

Diego Armando Maradona, storico rivale del Milan di Van Basten

Diego Armando Maradona, storico rivale del Milan di Van Basten

LA RIVALITÀ  – Gli anni ’80 del calcio italiano richiamano nell’immaginario collettivo uno dei dualismi più sentiti e romantici di sempre. Da una parte il Napoli del “diez” Maradona, espressione di un calcio vissuto alla stregua di una liturgia, una passione che andava ben oltre il rettangolo verde e che racchiudeva in sé tutta la fierezza del popolo partenopeo; dall’altra il Milan del neo patron Silvio Berlusconi, che dalla seconda metà degli anni ’80 allestì un “dream team” che portò il club di via Turati ad esser conosciuto e tifato ad ogni latitudine del mondo.

UN CELEBRE 2-3 – Ultima giornata di campionato, il Napoli può contare su un punto di vantaggio e su di un S.Paolo in versione “Maracanazo”. Le premesse per un’impresa, dunque, ci sono tutte per l’undici di Arrigo Sacchi, stremato dopo otto lunghissimi mesi di rincorsa. Il match non delude le attese, ad illuminare lo stadio di Fuorigrotta ci pensano Pier Paolo Virdis con una doppietta e una pennellata da calcio piazzato del “pibe“, 1-2. Al 76′ i cuori rossoneri battono all’unisono: ripartenza Di Gullit, che con il suo consueto sprint da centometrista punta forte l’area avversaria, mette in mezzo per Van Basten che con un tocco delicato sigla l’1-3. La partita poi si concluderà con un 2-3 . Il cigno di Utrecht, nonostante un’inattività che condizionò il suo rendimento per tutta la stagione, mise così la sua firma sul primo scudetto dell’era Sacchi.

L’INIZIO DI UNA LEGGENDA – Molti esperti di calcio son soliti indicare quella data, 1° maggio 1988, come il “turn point” della storia rossonera, il trampolino di lancio che catapultò Sacchi & Co. nella firmamento del football. Non era ancora il Milan dei “tre olandesi” nonostante il gioco cervellotico del tecnico di Fusignano strabiliava già tutti. Gli anni che seguirono l’impresa del S.Paolo videro il diavolo conquistare trofei su trofei: due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e una Supercoppa italiana (1989). Non a caso dalle parti di Milanello si parla ancora degli “Immortali” di mister Sacchi, una delle squadre che ha insegnato calcio al mondo.

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