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Milan, 65 milioni dal Psg: Thiago dice sì, manca solo quello di Ibra

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MILANO, 12 LUGLIO – Sono ore calde, caldissime nell’asse Milano-Parigi. Thiago Silva e Ibra l’anno prossimo vestiranno ancora la stessa maglia, ma presumibilmente sarà quella del Psg. La proposta è di quelle da non poter rifiutare, c’è il sì del Milan ai 65 milioni francesi, il sì di Thiago Silva al trasferimento a Parigi, già espresso a suo tempo nlla prima trattativa fra i due club di un mese fa, e Ibra? Lui tentenna, non è affascinato dal campionato francese, e se proprio deve partire vuole solo il Real o la Premier. Un nodo da sciogliere non da poco, riuscirà Raiola a convincere il suo gigante buono?

E’IL MILAN CHE VUOLE VENDERLI, O IL PSG A COMPRARLI? – Partiamo dalla radice: Thaigo è del Psg per 45 milioni, l’accordo c’è, il sì di Thiago pure. Interviene però Berlusconi, alt! Fermi tutti, lui resta qui. Annuncio sul sito, grazie Presidente e pochi giorni fa il brasiliano rinnova. Mai, però, nessuno ha creduto fino in fondo che finisse qui. Ed evidentemente anche il Presidente è tornato a farsi due conti, mettendo da parte il cuore e guardando al portafoglio. Ora è il Milan a chiamare Parigi e Leonardo, c’è la disponibilità a trattare. Nella conferenza di inizio ritiro l’a.d. si lascia andare ad un ” Tutto è possibile ” che risveglia vecchie paure in tutti i tifosi milanisti. Ma come? Ancora punto e a capo? Ma non doveva rimanere, non aveva rinnovato? E il Psg coglie la palla al balzo, dalla mano si prende tutto il braccio, non lascia ma raddoppia: vi do 65 milioni e mettiamo in mezzo anche Ibra. Sicuro sia la prima volta? Perchè sebbene smentito da ogni parte, che ci fosse sempre stato aperto anche un discorso con Zlatan fra Psg e Milan lo si sospettava, ora pare certo. In via Turati si sono fatti due conti: 65 milioni cash, più un risparmio di 48 milioni lordi su Ibra, e 60 per Thiago. Oltre 170 milioni di euro risparmiati, follia dire no. Thiago è il n.1 al mondo dei difensori, ma stopper rimane. Ibra ha 31 anni, vince solo in Italia e ora neanche più, ed il rapporto con Allegri e compagni non è dei migliori. Ma un’ulteriore indiscrezione trapelata dalla sede del Milan ieri parlerebbe anche di un Mino Raiola indispettito dalla proposta di Galliani circa una spalmatura dell’ingaggio di Zlatan su più anni. E no, così non ci siamo. 12 milioni netti prende all’anno, e 12 ne prenderà, non un cent di meno. Proposta reale, o mossa voluta per spingere Ibra nelle braccia di un’altra? Lo scopriremo oggi, con tutta probablità.

ASTORI IN POLE PER LA DIFESA, SORPRESA DESTRO IN ATTACCO – Come prevedibile è scattato parallelamente il toto-sostituti. La partenza di Thiago obbliga ad un importante intervento in difesa: i nomi sono quelli di Astori, Dedè o Ogbonna, in ordine di probabilità. Astori ha rifiutato un’importante offerta dalla Russia, maliziosamente pensando si potrebbe vedere in questo nobile gesto, la possibilità di tornare al Milan, magari messo in pre-allarme dagli stessi dg rossoneri. Giovane, già buona esperienza e di scuola Milan, si prende a 10-12 milioni. Dedè è l’erede designato da tempo, costa 12-15 milioni, giovane e di grande prospettiva: ha un problema, è extracomunitario. Il Milan ha già ingaggiato il portiere brasiliano Gabriel, rimane solo un posto, che potrebbe riservare in attacco. Ogbonna è il più costoso, Cairo non chiede meno di 20 milioni, può giocare anche a sinistra, forte fisicamentee con buona tecnica individuale: il più vicino a Thiago per caratteristiche. Capitolo bomber: la sorpresa arriverebbe da Destro, rapporti ottimi con Preziosi, conveniente come costo fra cartellino ed ingaggio, giovane e con enorme potenziale. Ma la concorrenza è tanta, ha dalla sua parte l’essere italiano e quindi comunitario. Se arrivasse Dedè, infatti, Tevez o Dzeko non sarebbero più acquistabili perchè esauriti i posti da extracomunitario. Si optasse per Astori ecco che i due del City tornerebbero in prima fila, soprattutto l’ “Apache“, già quasi rossonero a gennaio, sebbene Dzeko richiami meglio Ibra come caratteristiche fisiche e tecniche. Un bel rebus, che però lascia spazio ad eventuali sorprese ed affari low cost: Pazzini, Matri e Borriello avvisati.

 

Orazio Rotunno

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