Davide Luciani
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Milan, tante chiacchiere per nascondere una povertà tecnica allarmante

Il ko con il Genioa, ha mostrato ancora una volta un Milan imbarazzante, frutto di una totale assenza di programmazione

Milan, tante chiacchiere per nascondere una povertà tecnica allarmante
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Mexex, simbolo della pochezza attuale del Milan

Mexex, simbolo della pochezza attuale del Milan

Il Milan continua a vivere di illusioni e anche quest’annata non fa eccezioni. Le parole di Inzaghi nel pre e post Genoa fanno a pugni con la situazione attuale dei rossoneri. Se prima di incontrare la squadra di Gasperini, Superpippo aveva dichiarato: “E’ difficile trovare una squadra che ci sia superiore al momento“, dopo la sconfitta le sue parole sono state: “Ci manca ancora qualcosa per il salto di qualità“. La verità, è che a questo Milan manca ben più di qualcosa, manca un progetto e dei campioni in grado di riportarlo in alto. La sconfitta con il Genoa è frutto di un mercato sbagliato e di ambizioni non correlate a fatti concreti.

KO MERITATO – Contro il Genoa, il Milan è andato in costante affanno. Perotti ha fatto quello che voleva sulla fascia mentre Kucka e Bertolacci hanno schiantato i dirimpettai rossoneri, sia sul piano del ritmo che del gioco. La squadra di Inzaghi ha messo a nudo le solite pecche frutto di un mercato bislcco e di un’impostazione sbagliata del tecnico. Partiamo da questo puntoistere sul 4-3-3, senza avere i mezzi per attuarlo. Il modulo implica un’aggressività e una cattiveria che la squadra non ha. Con il 4-3-3, i giocatori dovrebbero fare un pressing asfissiante sui portatori di palla, recuperare la sfera il prima possibile e scatenarsi in contropiede. Il Milan, invece, lascia l’iniziativa agli avversari, arriva sempre secondo sul pallone e, al momento di ripartire, nessuno sa cosa fare. Questo atteggiamento è frutto sia di lacune tattiche che Inzaghi non si è dimostrato capace di colmare, sia di una qualità bassa della rosa. Analizziamola reparto per reparto.

DIFESA IMBARAZZANTE – Il Milan, fin qui, ha incassato la bellezza di 18 reti, tre più dell’Atalanta, per intenderci. Inzaghi ha cambiato e ricambiato uomini in difesa, ma il risultato è stato sempre da film horror. Da Bonera ad Alex, da Zapata a Mexes, tutti i centrali rossoneri hanno fatto una ben misera figura. Anche sulle fasce la qualità scarseggia. L’unico positivo dietro, fin qui, è stato Abate (più in fase di spinta, però, che in fase difensiva), mentre De Sciglio è risultato uno dei peggiori tra i rossoneri. La squadra di Inzaghi ha incassato reti in 12 gare su 14: solo Chievo e Udinese non hanno impallinato Abbiati o Diego Lopez. La squadra è incapace di difendere, vuoi per la scarsa qualità dei singoli, vuoi per totale mancanza di filtro a centrocampo.

CENTROCAMPO DI OPERAI – A centrocampo, infatti, si fatica a trovare un giocatore da Milan. De Jong e Muntari sono due onesti gregari, Poli non riesce a uscire dal guscio, Van Ginkel è un oggetto misterioso, Saponara è vittima di troppi infortuni ed Essien è la brutta copia del giocatore ammirato nei primi anni del Chelsea. L0’unico giocatore in rosa che abbia qualità e personalità è Bonaventura: troppo poco per le ambizioni rossonere. Di certo l’innesto di Montolivo non porterà alcun beneficio alla squadra. L’ex Fiorentina è uno di quei giocatori andato avanti più a forza di spinte dei media che per reali doti tecniche. Il Milan a centrocampo ha bisogno di un leader che sappia trascinare la squadra, imposti l’azione e rallenti o acceleri il gioco al momento opportuno e lo sciatto capitano rossonero non ha nessuna di queste doti.

ATTACCO STERILE – In avanti, poi,è buio pesto. Torres è da anni la brutta copia del giocatore ammirato all’Atletico e al Chelsea, El Shaarawi non riesce a vestire i panni da leader, Menez non sa cosa significhi il termine “gioco di squadra” e Honda è un bravo incursore, ma non è un bomber, nè un suggeritore.  Il fatto che ieri, Inzaghi, abbia buttato nella mischia sia Pazzini che Niang, ovvero due giocatori da tempo ai margini del progetto rossonero, la dice lunga sulla confusione che regna in casa rossonera.

CONCLUSIONI – Questo Milan occupa la posizione che merita. La squadra non ha nè la qualità, nè la capacità per poter lottare alla pari ci altri. Parlare di un piazzamento Champions, come continuano a fare Inzaghi e Galliani non serve ad altro che a illudere i tifosi. Ciò che serve è una sana dose di realismo: o si investe massicciamente sul mercato per riportare in alto i rossoneri, o ci si accontenta di vivacchiare dal sesto posto in giù, sperando di riuscire a cogliere quantomeno un posto in Europa League.

Davide Luciani

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