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Ciclismo

Le Tour, Voeckler vince sulle Alpi Tutto facile per Wiggins in maglia gialla

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BELLEGARDE SUR VALSERINE, 11 LUGLIO – Thomas Voeckler vince la prima tappa alpina del Tour 2012. Secondo l’italiano Michele Scarponi della Lampre. Wiggins conserva la maglia gialla.


In cinque all’arrivo – Si è decisa negli ultimi 500 metri una tappa che non ha visto particolari emozioni. Una fuga nei primi km di 25 uomini. Di questi 5 arrivano da soli alla fine: Voeckler, Sanchez, Devenyns, l’italiano Scarponi e Voigt che raggiunge i quattro a meno 5 km. Compatti fino a meno 3 km quando Devenyns prova l’allungo e mette metri tra se e gli altri, ma verrà raggiunto negli ultimi 500 metri. Qui il francese Voeckler, approfittando dell’indecisione dei compagni di fuga, nello strappo finale piazza l’affondo vincente distaccando Scarponi, Voeckler, Voigt, Devenyns e Sanchez.

Meno male che c’è NibaliUn grazie al talento siciliano, l’unico in questa tappa ad emozionare. Ci aspettavamo un attacco a Wiggins  sulla prima vera lunga salita del Tour, il Col du Grand Colombier, 17,4 km al 7% di media. Ma nessuno ha osato farlo. Qualcosa si è mosso invece appena scollinati nella discesa che porta a Lochieu. E’ Nibali a provare l’allungo. Guadagna subito una cinquantina di metri. Né Evans, né Wiggins riescono a stargli dietro. Sulla strada Nibali incontra il compagno Sagan, in fuga nei primi km, che da bravo gregario si mette avanti a tirare fino a quando le forze non lo abbandonano all’inizio dell’ascesa sul Col de Richemond. Dove più aveva bisogno di compagni, vedi Ivan Basso, Vincenzo resta solo. Il siciliano uno alla volta raggiunge i fuggitivi della prima ora. Ma dietro Wiggins mette i compagni a tirare. Nibali fa paura, ma il team Sky è un treno. In poco tempo si esaurisce tutto il vantaggio del siciliano sulla maglia gialla. L’azione di Nibali è un lampo di genio, una pennellata verde sull’asfalto grigio fumante. Un attimo che ha illuminato una banale giornata di Tour. Peccato che non abbia compagni in grado di sostenerlo nei momenti decisivi.

Francesco Di Santi 

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