Simone Viscardi
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Storie di Sport: il gran rifiuto di Roberto Baggio

Fiorentina-Juve è storia di mille rivalità e di momenti indimenticabili. Uno su tutti, il rifiuto del Codino bianconero di tirare un rigore contro i viola

Storie di Sport: il gran rifiuto di Roberto Baggio
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La storia di Fiorentina e Juventus è caratterizzata da una rivalità che, soprattutto negli ultimi 30 anni, ha portato questa sfida ad essere una sorta di derby per le due squadre. Un odio puramente sportivo, per le compagini massime rappresentatrici delle città che prima di Roma sono state capitali d’Italia. Partite epiche, sconfitte brucianti e vittorie ubriacanti, messe in scena da uomini straordinari e condite da momenti indimenticabili.

Roberto Baggio ai tempi della Fiorentina.

Roberto Baggio ai tempi della Fiorentina.

DOPPIE BANDIERE – Alcuni di questi giocatori hanno avuto l’onore di indossare entrambe le maglie, e di essere apprezzati da ambedue le tifoserie. Moreno Torricelli, Angelo Di Livio o in tempi più recenti Giorgio Chiellini hanno degnamente portato alto il vessillo di zebrati e gigliati, contribuendo anche alla Nazionale. Certo, alcuni doppi ex hanno lasciato più rimpianti che ricordi, è il caso questo di Felipe Melo, Amauri o Bojinov. Uno più di tutti però rappresenta l’emblema di questa sfida, e il suo nome è scolpito per sempre nella storia del Football made in Italy. Parliamo ovviamente del Divin Codino, al secolo Roberto Baggio. Con la Viola ha debuttato in Serie A e vi si è affermato come una delle stelle più luminose del campionato, prima di essere ceduto ai bianconeri. Un passaggio voluto più dalla società che dal giocatore, quasi costretto – si era ancora nel pre-Bosman – a sottostare al volere della dirigenza. Baggio non ha mai dimenticato la Fiorentina, così come i fiorentini non hanno mai smesso di amare lui. Proprio al ritorno all’Artemio Franchi di Roberto Baggio è legato uno degli aneddoti più romantici di questa sfida, quello che passerà alla storia del calcio come il Gran Rifiuto.

ROBY NON AVER PAURA DI NON TIRARE – Il 6 aprile 1991 la Fiorentina ospita la Juventus. Come detto, per Baggio è la prima al Franchi con la maglia degli odiati rivali, e la Fiesole – che nei mesi del trasferimento aveva inscenato una vera e propria sommossa – è caldissima. Come un’amante tradita, la curva Viola fischia il 10 juventino per tutto il match. Per Baggio non può essere una partita normale, e la Juve ne risente. Uno splendido Fuser porta in vantaggio i padroni di casa, e la partita sembra incanalarsi sul viale dell’1 a 0. Nella ripresa però il fuoriclasse della Juve ha un guizzo, dribbla due avversari e si presenta in area, dove viene strattonato vistosamente: calcio di rigore, e il tiratore designato è proprio lui. Roberto alza lo sguardo verso il pubblico, quel muro viola che ancora occupa un posto importante nel suo cuore, e semplicemente non se la sente. Calcia – male – De Agostini, e Mareggini para. Finisce con la vittoria della Fiorentina, ma anche con la riconciliazione tra il pubblico e il suo vecchio beniamino. Baggio cammina per il campo, intontito quasi dall’emozione, e trova una sciarpa volata li dalle gradinate. Si china, la mette sulle spalle, e non senza una lacrima esce dal campo. “E’ stata una cosa naturale, quasi un commiato ad un pubblico che pur fischiandomi per tutta la partita, mi aveva voluto bene” dirà poi il Codino. Una cosa naturale, come il fatto che Fiorentina-Juve non sarà mai una partita come le altre.

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