Orazio Rotunno
1 Comment

E se dietro Calciopoli vi fosse Maria de Filippi?

Come una qualsiasi edizione di "Uomini & Donne" firmata dalla "Maria Nazionale", va' in scena "Calciopoli in Love": dove l'arte della corruzione è camuffata dal corteggiamento

E se dietro Calciopoli vi fosse Maria de Filippi?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Buonasera, facciamo entrare Antonio & Roberto….“, come? Un attimo di panico fra il pubblico in studio, occhi sbarrati davanti al televisore di milioni di casalinghe isteriche: ma di solito non sono Tina Cipollari &  Gianni Sperti ad entrare per primi? Chi diavolo sono Antonio & Roberto? Ma il meglio deve ancora venire: con una corona in testa, un mantello scintillante e il sigaro in bocca entra il tronista special guest della puntata: Luciano Moggi. Un cenno d’intesa con Maria de Filippi, un occhiolino visibile solo grazie al My Sky e fa per sedersi: lui al centro, ai suoi lati Antonio Giraudo e Roberto Bettega nelle vesti di opinionisti.

Il canovaccio della trasmissione prevede 40 corteggiatori che scendano dalle scale, muniti di rosa rossa e con le migliori intenzioni per accaparrarsi le attenzioni del tronista di turno: ma siamo qui per un altro motivo. Quella stregona di Maria, in accordo con Big Luciano, aveva messo in scena uno spettacolo ad hoc per ripulire l’immagine dell’ex dg e restituirlo al mondo del calcio immacolato. Una mossa astutissima, visto che i mariti da casa anzichè gettare pantofole e ed impropere verso moglie e tv ora sedevano accanto alla consorte incuriositi dalla presenza della triade in love. Il primo a scendere dalle scale fa subito sobbalzare dalla sedia Lucianone, che nell’impeto perde la corona mostrando a tutti il nuovo parrucchino consigliato da un suo ex calciatore (?). Era Guido Rossi, abito blu e cravatta nera, abbinamento puramente casuale: si avvicina a Moggi armato di deleghe eventuali per qualsivoglia carica istituzionale e gli sussurra “da prescritto a prescritto, scendiamo in campo e scudetti a tavolino per tutti!”. Alla parola tavolino Moggi si gira, fa un cenno ai due angeli custodi che prontamente caricano di botte Guido Rossi e lo portano via (testimonianza di un nostro infiltrato in studio, ovviamente scene tagliate in tv). Il prossimo a scendere le scale è Tommaso Rocchi da Firenze, ancora un agnellino ai tempi di Calciopoli e desideroso di rifarsi: si avvicina a totem Luciano armato di spray e gli sussurra: “per te sono pronto a qualunque cosa, allargare le linee d’area di rigore fino a renderle un tutt’uno con quelle di metà campo e persino creare porte comunicanti con bagno in comune fra il tuo spogliatoio e la stanzetta degli arbitri“. Al solo sentire la parola spogliatoio ed arbitri Lucianone si rigira verso Bud Spencer e Terence Hill che all’istante trascinano Rocchi nel camerino della De Filippi e vi spruzzano uno spray a forma circolare ricordandogli di “rimanere all’interno di esso senza varcarlo“. Il tentativo della De Filippi stava andando in malora, un  fallimento dietro l’altro: avrebbero di lì alle successive 2 ore sceso le scale una miriade di seguaci malfidati ed aspiranti portaborse non all’altezza dei disegni futuri del Moggi furioso. Branca, Moscardelli, Miccoli (qui un pensierino lo ha fatto), Luxuria, Morgan, Barbara D’Urso, Schettino e Povia, fra gli altri. Fino a quando, da quelle scale, è sceso Lui.

Si avvicina a Luciano Moggi, il cui volto è finalmente meno colmo di disprezzo per il corteggiatore di turno, pur guardando il tipo dal basso verso l’alto. Tempo di un attimo, vista la statura piuttosto breve e Silvio Berlusconi in persona con anello Papi..ale al dito si avvicina all’orecchio di Moggi munito di cestello della frutta sul quale issarsi: “Io qui sono il capo, decido, faccio e disfo, possiamo fare grandi cose insieme. E per grandi….intendo veramente grandi!“. Per un attimo il davanzale di Marika Fruscio stava per annebbiare la mente di Big Luciano, ma le parole “io sono il capo e qui decido tutto io” hanno ovviamente la meglio. La mano appena accennata verso Antonio & Roberto ed ecco che anche lo Zio Silvio viene trascinato fuori dai “suoi” studi per le orecchie, con il lifting che andava a  farsi benedire. L’esperimento era mestamente fallito e dopo aver licenziato Maria De Filippi esce dagli studi di Cologno Monzese dirigendosi verso la propria auto.

Sta per entrare in macchina quando alle spalle sente una voce sottile e vagamente orientale: un indonesiano basso e tarchiotto, rose rosse in mano, si avvicina timido alla sagoma di Moggi e gli fa: “Dieci rose, 5 euro per favore…“. Lucianone lo guarda, gli mette una mano sulla spalla, un buffetto sulla guancia e lo sguardo di chi aveva già capito tutto e sussurra: “Per me è si“. Entrarono in macchina insieme: Moggi, Giraudo, Bettega ed il piccolo indonesiano. Era il 14 novembre 2013, il giorno dopo, lo stesso piccoletto, sarebbe diventato il nuovo Presidente dell’ F.c. Internazionale.

Il disegno oscuro del vecchio burattinaio aveva avuto inizio: Luciano Moggi è tornato. La vendetta è un piatto che va’servito freddo….

Share Button

One Response to E se dietro Calciopoli vi fosse Maria de Filippi?

  1. miki foggia 6 dicembre 2014 at 23:39

    Ha…ha….ha…ha…quante risate con fatsopoli 2006….oggi fa proprio ridere ……..ha…ha.. ha. arbitri chiusi negli spogliatoio (studiate di più Procura diReggio Calabria caso archiviato) ha…..ha …..ha “piaccia o non piaccia” campionati regolari sorteggi regolari (studiare motivazioni sentenze ) …….aspettando la Cassazione ……….ha………..ha………ha …………….pressappochismo, faziosità, superficialità giornalistica …spiacenti gli Italiani hanno capito “La verità: nel più profondo dei suoi significati”…..”piaccia o non piaccia”………. aveva ragione il Maestro Enzo Biagi:
    “Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?”

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *