Modestino Picariello
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Pino Maniaci e quella stampa che sa fare ancora male

Se ti dicono che a fare il giornalista non avrai un futuro, ti faccio conoscere un pezzetto di storia, quella di Pino Maniaci, da tempo sotto il fuoco della mafia

Pino Maniaci e quella stampa che sa fare ancora male
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Pino Maniaci

Pino Maniaci

Ormai fare il giornalista, soprattutto sulla carta stampata, è un mestiere davvero da “Ma chi te lo fa fare?”.

ANALISI DI UN MASOCHISTA – Arrivare a ricevere uno stipendio, soprattutto se sei giovane, è pura utopia; condizionare le masse, soprattutto le ultime, te lo puoi scordare perché hanno la mente obnubilata da whatsapp e guardano un tg solo se i genitori li costringono a tavola, girare il mondo per eventi non ha più senso soprattutto nell’era di internet in cui tutte le informazioni si trovano comodamente seduti alla scrivania (quanti inviati credete seguano dal vivo gli eventi a cui sono destinati?). Ma immaginiamo che tutto questo non sia un problema: c’è sempre la malafede, l’opportunismo, anche il leccaculismo del giornalista stesso che lo rende molto più vicino al suo tornaconto e molto più lontano dalla sua deontologia professionale. Scegliere di essere un giornalista è difficile, scegliere di essere un giornalista corretto, ancor di più

L’ECCEZIONE CHE INSEGNA LE REGOLE – Eppure, eppure….. se riesci a fregartene delle difficoltà soggettive ed oggettive, se con la pratica ti formi competenza e bravura ma soprattutto se innesti tutto questo su una base di immodificabile onestà e coerenza anticriminale, allora quel mestiere scomodo per se stessi inizia a diventare un mestiere scomodo per molti, per troppi, rivelando la sua vera essenza, quella di creare l’integrità morale di una persona prima ancora che di un informatore. Sono mosche bianche quelli che arrivano fino a questo punto, ma li riconosci subito: hanno tantisimi seguaci, ma sono molti di più i nemici. Questo è il caso di Pino Maniaci che io, campano, ho conosciuto grazie alle Iene: aveva difeso ad oltranza un ragazzo, aspirante giornalista, maltrattato da tutta la sua comunità (Villabate) per aver scoperchiato un enorme illecito nel suo comune, che ha fatto dimettere il sindaco e tutta la giunta.

Ne ho ammirato il coraggio e ho voluto saperne di più, venendo a conoscenza della sua lotta continua, con la sia emittente Tele Jato, contro la mafia, che oggi ha raggiunto l’ennesimo punto di cronaca.

FIGLI DI UN CANE – Dopo diversi attentati (pestaggi, tentativi di strangolamento, l’auto bruciata) oggi la violenza si è estesa contro i suoi cani, trovati impiccati alla recinzione della sua emittente, proprio nel periodo in cui sta uscendo fuori un enorme giro di droga proprio a Partinico, terra in cui opera Pino Maniaci. Un vero giornalista lo riconosci subito: c’è qualcuno a cui rompe le scatole che tenta di zittirlo in ogni modo. Pino Maniaci lo è, e per questo io lo difendo. E pazienza se per una volta non scrivo di calcio: la vita vera, per una volta, è doveroso che abbia il sopravvento

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