Jacopo Bertone
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Come riportare in vita la Coppa Italia in 5 facili mosse

Quella che in teoria dovrebbe essere la seconda competizione nazionale per importanza vive un periodo di crisi : come si fa a rivitalizzare la Coppa Italia?

Come riportare in vita la Coppa Italia in 5 facili mosse
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Intendiamoci: questo pezzo non vuole essere un grottesco inno al patriottismo (che per altro sarebbe una cosa tipicamente italiana) e nemmeno una pagina di un sedicente libro di ricette; L’intento è quello di provare ad analizzare un problema che affligge la Coppa Italia da parecchio tempo, ovverosia il pochissimo appeal che questa interessante manifestazione vanta, a dispetto di tutta una lunga serie di potenzialità che sono lì pronte per essere colte ma che purtroppo sembra saranno destinate a marcire lassù ancora per un po’. Queste sono le 5 proposte della redazione di SportCafe24, fateci sapere cosa ne pensate!

La Coppa Italia, un trofeo con ben 92 anni di storia

La Coppa Italia, un trofeo con ben 92 anni di storia

AUMENTARE IL BUDGET – Più facile a dirsi che a farsi in un momento di sanguinosa crisi economica, ma rimane il fatto che uno dei peggiori “difetti” della Coppa Italia è quello di garantire pochi introiti ai propri partecipanti, cosa che non fa che diminuire il già esiguo impegno che le squadre mettono per arrivare in fondo al tabellone, è perciò lecito immaginarsi che sventolando una carota d’oro davanti ai cavalli da corsa si ottenga un tasso di spettacolo e di competitività maggiore, cosa non da poco in una manifestazione per larghi tratti soporifera, inoltre con una possibilità economica maggiore gli organizzatori sarebbero in grado di promuovere con più successo il prodotto non tanto nel nostro paese quanto soprattutto all’estero (il mercato indiano, ad esempio, è lì che ci aspetta).

ABOLIRE LA FORMULA DELLE SEMIFINALI – Il fatto di potersi giocare nell’arco di 180 minuti l’accesso alla finale non fa nient’altro che diluire la cattiveria agonistica e la brillantezza delle squadre, costringendole sostanzialmente a impostare le partite più sui tatticismi che sulla voglia di aver la meglio sull’avversario: un turno secco aggiungerebbe più pepe alla tenzone.

ESTRAZIONE CASUALE DEL CAMPO DAGLI OTTAVI IN POI – Basta guardare i risultati degli ultimi anni per rendersi conto che il fattore campo, in una competizione del genere, risulta sostanzialmente decisivo; ebbene aboliamo questo meccanismo che va spesso (stranamente?!) a favorire le grandi e introduciamo una regola che stabilisca l’assegnazione casuale del campo a partire dagli ottavi di finale in poi sotto forma di estrazione: la scelta sarebbe ovviamente limitata ai campi di Serie A, i migliori (in teoria) dello stivale, proviamo ad immaginarci una Juventus costretta a giocarsi una semifinale a Cagliari, oppure una Roma impegnata nella fredda Bergamo, questo garantirebbe sicuramente un boom per quanto riguarda la vendita dei biglietti e garantirebbe maggiore equilibrio alle sfide, spesso molto sbilanciate soprattutto nei primi turni.

FUCINA ITALIANA – Tanto si è discusso sull’introdurre o meno un numero fisso di italiani in campo: perchè non incominciare con la Coppa che non a caso porta il nome del nostro stesso paese? L’idea è quella di introdurre una norma sperimentale che preveda l’utilizzo di un minimo di 6 giocatori nati in Italia in campo, chissà che questo non faccia spuntare un minuscolo sorriso sul faccione di Conte…

BONUS VINCITORE – Infine ecco la provocazione delle provocazioni : al vincitore della competizione saranno attribuiti 3 punti in più nella classifica finale del campionato, i quali a molti sembreranno poca cosa, ma per quanto riguarda la lotta per l’Europa e soprattutto quella per non retrocedere 3 punti sono manna dal cielo!

Queste erano le nostre idee, attendiamo di sapere la vostra opinione in merito e, nel caso, qualche interessante controproposta.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

 

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