Matteo De Angelis

Clamoroso: Maradona licenziato dall’Al-Wasl

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Fatale l'ottavo posto in campionato

DUBAI, 11 LUGLIO 2012 – Diego Armando Maradona non è più l’allenatore dell’Al-Wasl. Lo ha comunicato lo stesso club arabo sul social network Twitter. Dopo poco più di un anno dunque El Pibe de Oro lascia la panchina della società con tutto il suo staff.

LA DECISIONE – Ieri l’incontro tra i vertici societari del club è stato fatale per il tecnico argentino. “Il consiglio di amministrazione ha deciso nella sua riunione odierna di prescindere dai servizi della squadra tecnica presieduta dall’ allenatore argentino Diego Armando Maradona”: recita così il testo diffuso via Twitter dalla società araba. L’avventura di Maradona dunque finisce anzitempo, un anno e mezzo prima della scadenza del contratto. Solo un mese fa il neo-presidente del club Mohammed Ben Fahd aveva rassicurato il tecnico, dandogli la propria fiducia in vista della prossima stagione

I MOTIVI DELLA SCELTA – Dichiarazioni di facciata, tutta apparenza alla luce dei fatti di ieri sera. I motivi che hanno portato alla decisione sono diversi. Innanzitutto l’allontanamento dalla Commissione direttiva di  Marwan bin Bayat, l’uomo che lo scorso anno ha vestito i panni del presidente della squadra e che ha fortemente voluto Maradona alla guida dell’Al-Wasl. “Tolto di mezzo lui” è stato più facile per la dirigenza privarsi dell’elevato ingaggio (5,5 milioni di euro a stagione più bonus e svariati benefit) percepito dal tecnico argentino. Ci sono però da aggiungere anche i demeriti sportivi e quel salto di qualità che non è avvenuto sotto la guida tecnica  del Pibe de Oro. L’ottavo posto in un campionato di dodici squadre non può aver soddisfatto la dirigenza che, come minimo, puntava a disputare una stagione tra le prime posizioni. Senza poi contare i toni forse un po’ troppo irruenti avuti a volte da Maradona nei confronti dei tecnici rivali, come la polemica che lo scorso dicembre gli costò tre giornate di squalifica e una multa di 2700 dollari.

UN MESTIERE DIFFICILE – Erano altri i tempi in cui Maradona metteva a segno 312 reti in 588 partite. Allora si che si poteva, a ragione, definirlo il giocatore più forte al mondo. Il mestiere di calciatore però è diverso da quello di allenatore. Un conto è essere allenato e poi dover mettere sul campo quello che si è appreso da altri, un conto è allenare e vedere altre persone giocare. E siamo certi che Maradona verrà ricordato per le prodezze sul campo, meno per i suoi trascorsi come tecnico. Le prime due esperienze da allenatore, con Textil Mandiyù e Racing Club, si conclusero entrambe con le dimissioni: in totale 3 vittorie in 23 gare disputate. Leggermente meglio ha fatto Maradona alla guida della nazionale argentina ma l’eliminazione nei quarti di finale del Mondiale sudafricano subita ad opera della Germania non è bastata per la riconferma. E ora che anche gli Emirati si sono rivelati un flop non sarà facile per Maradona convincere qualche club a puntare ancora su di lui.

a cura di Matteo De Angelis

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