Orazio Rotunno
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#MDC14, finale: la corona della compassione resta in Francia, Gasquet batté Janowicz!

Tutta la MDC arena è stata risucchiata all'interno, il pubblico era in delirio, urla dei presenti, ribaltamenti, sembrava di stare sull'ottovolante. Era una figata pazzesca. Finiti gli smottamenti, abbiamo prestato nuovamente attenzione al match e con grande stupore abbiamo visto che il punteggio era 6-3 5-4, ma per Gasquet. Il massimo dell'incredulità è stato quando, dando un'occhiata all'opuscolo del Master della Compassione, abbiamo trovato il titolo: "Riuscirà Gasquet a confermarsi per il quinto anno consecutivo?"

#MDC14, finale: la corona della compassione resta in Francia, Gasquet batté Janowicz!
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Sembra ieri il nostro arrivo sul lato oscuro della Luna e invece è già passata più di una settimana dallo sbarco. Sono stati giorni velocissimi, soprattutto grazie agli otto protagonisti (più i due alternates ovviamente) che non hanno perso occasione per regalarci emozioni indimenticabili. Ieri sera si è giocata la finale per decidere il compassionevole numero uno, colui che è stato il protagonista assente dell’anno, la persona che ci ha risolto molte giornate inutili di tennis, che ci ha messo la faccia nei migliori fallimenti. Vista la lista degli otto era abbastanza prevedibile chi avrebbe vinto e alla fine il titolo di maestro è andato finalmente a lui, dopo la vittoria sfiorata nel 2010 e l’altra apparizioni nel 2012: la corona della compassione 2014 è stato conquistato da Gasquet, che potrà scrivere il suo nome di fianco a quello di Seppi, Verdasco, Melzer e Benneteau. Che onore!

L’ambito premio resta quindi in Francia, evento accolto da Clement con una lacrima di gioia, visto che il suo contributo per perdere la Davis è stato alto e Gasquet si è dimostrato l’abile rifinitore, la chiave per il fallimento. Ma non suoniamo le trombe a festa solo per Richard perché il suo avversario Janowicz, sicuramente meritava quanto il transalpino il premio. Probabilmente quello che l’ha fregato è l’aver tenuto un basso profilo nelle sconfitte durante tutto l’anno, al contrario di Gasquet. Del resto il transalpino è un esperto, Jerzy è solo alla prima comparsa e avrà tantissime altre edizioni del Master della Compassione da potersi giocare e probabilmente vincere.

La serata si è aperta con l’ultima puntata (finalmente) di Game, Set and Mats. Un emozionato Wilander, sprezzante del pericolo di linciaggio da parte del nominato, ha voluto lanciare subito il suo ultimo bacio della morte, prima di passare la parola a Barbara Schett, che ha chiesto pareri sparsi ai presenti. Ospiti della studio eravamo noi di ControBreak, in quanto rappresentanza terrestre, con a seguito vari esponenti dei principali pianeti della galassia: Spock, ET, Darth Vader, Dolgopolov, la principessa Leila, il Monolito, Roger, Predator, Freezer e Chewbacca. Teoricamente saremmo dovuti essere molti di più, ma lo studio è piccolo e soprattutto era necessario un posto per lui, lo special guest per eccellenza: Robin Soderling, arrivato a sorpresa in tutto il suo splendore. Non saremo mai abbastanza grati al Gran Signore Supremo della Compassione per questa visione che ci ha regalato. Sarà proprio lo svedese a consegnare di persona il Premio tennistico internazionale “Robin Soderling”, nella serata Award, che è stata spostata a lunedì sera, proprio a causa dell’immensità della finale, che ha sfiancato un po’ tutti, e non solo i due protagonisti.

Arrivate le 18 lunari Eurosport International ha chiesto velocemente la linea per la MDC Arena, in modo da non perdere nemmeno un istante della cerimonia iniziale trasmessa in diretta in tutto il sistema solare e in differita di qualche minuto nei pianeti di KOI-351, per un totale di 999999999999 di televisioni collegate. Sarebbero state mille miliardi se solo in Italia qualche emittente si decidesse a trasmettere il Master della Compassione!

Suggestivo l‘ingresso in campo: Gasquet ha optato per una biga alata trainata da Pegaso, Janowicz invece, si è teletrasportato. Il polacco dopo che gli è stato ricostruito il cervello da ET, dimostrava un’intelligenza superiore e non sembrava più tanto interessato al tennis, tanto che è arrivato col suo nuovo prototipo di macchina del tempo, sulla quale ci avrebbe lavorato nei cambi campo. A tal proposito un auricolare bluetooth lo teneva in perenne contatto con Stephen Hawking, per discutere del suo progetto.

Dopo una standing ovation di 96 minuti lunari, che equivalgono a 10 secondi terrestri, Verdasco, dalla sua Jacuzzi ha dato il via alle ostilità. Arbitro dell’incontro Mohamed Lahyani, che per non essere mai banale e soprattutto low profile si è presentato in campo vestito da Stormtrooper. Il sorteggio l’ha vinto Janowicz grazie al fatto che conoscendo il peso della moneta, l’ha abbinato alla gravità della MDC Arena e al calcolo delle probabilità, riuscendo a prevedere cosa sarebbe uscito tra testa e croce. Lui e la scienza erano ormai in simbiosi.

Gasquet fin da subito ha sentito il peso della finale e quindi ha fatto un ulteriore passo indietro, andando a giocare direttamente dietro i teloni e bendato, visto che non reggeva tutti quegli occhi puntati. Gli ricordavano la finale di Davis. Purtroppo il suo problema di cagarsi sotto nei momenti che contano stava tornando a galla. Per sua fortuna Janowicz stava pensando a ultimare la macchina del tempo con Stephen Hawking al telefono, quindi commetteva una marea di gratuiti alternati a perle di pura magia, grazie a calcoli fisici che gli permettevano banane a S o dropshot che prima di cadere in campo rimbalzavano tre volte sul nastro. In un colpo è riuscito a imprimere un’accelerazione alla palla tale che nell’aria ha disegnato un cuore enorme dedicato al pubblico, conquistando la stragrande maggioranza dei presenti.

Gasquet bendato e dietro i teloni risultava indubbiamente svantaggiato e non poteva sperare solo nei gratuiti dell’avversario, così il primo set è andato a favore del polacco per 6-3. Prima dell’inizio del secondo il francese è andato al bagno e ne ha approfittato per parlare con Clement affinché gli desse qualche prezioso consiglio. Arnaud stranamente gli ha detto una cosa buona: “Togliti la benda e stai in una posizione più avanzata“. Peccato che il panico nel cervello di Riccardino fosse talmente tanto che il consiglio di Clement è stato interpretato come un invito a fare serve&volley e chip&charge su ogni punto. Disastro, si era aperto la strada verso il fallimento.

Dopo appena un’ora e venti minuti di gioco eravamo già sul 6-3 5-0 per il polacco, così Janowicz si è concesso qualche game per regolare leve, valvole e manopole varie sulla sua macchina del tempo, senza però riuscire a trovare la quadratura giusta per far funzionare l’ordigno. E intanto Gasquet, con l’avversario intento a fare calcoli, recuperava. Qualcosa continuava a sbagliarla anche giocando da solo, ma comunque è riuscito a portarsi sul 5-4 a un passo dall’aggancio. Stephen Hawking, che nel mentre guardava l’incontro in TV, ha avvisato Jerzy del fatto che l’avversario lo stesse per recuperare così il polacco ha capito che era il momento di chiudere la pratica e prendersi la corona della compassione. Messi a segno 3 ace, è dunque giunto al match point. Sulla seconda di servizio però, Richard ha rimesso in atto la sua tattica kamikaze e con un tentativo di chip&charge ha mandato una pallata a 269 Km/h sulle manopole e manovelle della macchina del tempo, che improvvisamente si è accesa e iniziato a pulsare fino a creare un buco nero in mezzo al campo.

Tutta la MDC arena è stata risucchiata all’interno, il pubblico era in delirio, urla dei presenti, ribaltamenti, sembrava di stare sull’ottovolante. Era una figata pazzesca. Finiti gli smottamenti, abbiamo prestato nuovamente attenzione al match e con grande stupore abbiamo visto che il punteggio era 6-3 5-4, ma per Gasquet. Il massimo dell’incredulità è stato quando, dando un’occhiata all’opuscolo del Master della Compassione, abbiamo trovato il titolo: “Riuscirà Gasquet a confermarsi per il quinto anno consecutivo?“.

Quel bulletto di un francese aveva sfruttato la macchina del tempo non solo per evitare che ET rapisse Janowicz e lo facesse diventare intelligente, ma una volta capito il funzionamento (una pallata a caso sulle manopole), era tornato indietro negli anni per vincere anche tutti gli altri Master della Compassione! E proprio mentre avevamo capito questo incredibile misfatto, Gasquet metteva a segno la sua vittoria contro il polacco.

Le luci della MDC Arena si sono spente, un faro è stato puntato sul francese. Gli angeli sono arrivati sul campo con le loro arpe e Riccardino ha potuto fare la sua passerella d’onore con le ancelle di Venere che gli lanciavano petali di rose lunari misti a sassi (su Venere si usa fare così). C’è stata una cerimonia lunghissima, con discorsi da parte di tutti i rappresentati dei pianeti dell’intera galassia, ma purtroppo noi ci siamo persi tutte queste perle perché nel mentre abbiamo preso la macchina del tempo e abbiamo impedito al francese di vincere gli altri Master della Compassione, di cui si era appropriato, ristabilendo i giusti meriti a SeppiVerdasco, Melzer e Benneteau. Eccheccazzo c’è un limite a tutto!

E così anche il 2014 ci ha regalato il suo Maestro di compassione: Richard Gasquet. Titolo meritatissimo e sudato dai primi istanti dell’anno. E’ stata l’edizione forse più bella di tutte, non tanto per l’incertezza sul nome del vincitore – il francese era favorito a mani basse su tutti – quanto per l’imprevedibilità degli eventi. Abbiamo visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…

A causa della mirabolante finale, il gran galà dei ControBreak Awards è stato spostato a lunedì notte. Come al solito noi saremo i presentatori, ma non mancheranno ospiti, sorprese e tanto altro, nella grande notte dove verranno consegnati i premi per il meglio del peggio dell’anno. In settimana ampi riassunti di quanto accadrà. A tal proposito vi ricordiamo che sono aperte le votazioni per decretare i vincitori dei ControBreak Awards, ambitissimi premi che onoreranno il meglio del peggio delle compassioni 2014. Votano su tutto il sistema solare e noi abbiamo il compito di raccogliere i pareri dei terrestri, quindi non tiratevi indietro: voi quali nomi compassionevoli proporreste per il 2014 e perché? Troverete lo spazio per votare nella nostra pagina FacebookTwitter o ancora meglio QUI. Per ora è tutto, con il Master della Compassione l’appuntamento è rimandato al… 2015? Si vedrà…

Lucky Loser

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