Simone Viscardi
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C’è un pacco dall’Inghilterra: la Serie A e i flop made in Premier League

Da Torres a Evra, per arrivare a Vidic e Cole. La Serie A si è imbottita di ex campioni ormai bolliti, e c'è anche chi preferisce il Poker al Calcio

C’è un pacco dall’Inghilterra: la Serie A e i flop made in Premier League
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Il rischio era alto, e SportCafe24 era stato uno tra i primi a lanciare l’allarme, con questo articolo della scorsa estate. Purtroppo le funeste previsioni si sono avverate, confermando quanto la Serie A ormai si sia tramutata in terreno di conquista per vecchi leoni ormai sul viale del tramonto. C’era un tempo in cui i nostri giocatori, dopo aver speso gran parte della carriera nel massimo campionato italiano, andavano a svernare in Inghilterra. È il caso dei vari Vialli, Zola, Casiraghi e Ravanelli, tutta gente di spessore, ma approdata in Premier League (fatta eccezione solo per The Magic Box) con il meglio già alle spalle. A distanza di 15/20 anni i britannici si sono vendicati, spedendoci con posta celere una simpatica serie di pacchi. E le nostre società, dalle casse così floride da potersi permettere fallimenti del genere, ci sono cascate in pieno.

Evra e Vidic, due delle vecchie glorie della nuova Serie A.

Evra e Vidic, due delle vecchie glorie della nuova Serie A.

IL TRIONFO DELLA LENTEZZA – Ad aprire le danze fu Michael Essien, giunto alla corte del Diavolo lo scorso gennaio, scaricato senza troppi problemi da quel Mourinho che stravedeva per lui nella sua prima avventura al Chelsea. Che magari ciò significasse qualcosa era un dettaglio per Galliani, accecato dalla possibilità di accaparrarsi un pezzo pregiato a parametro zero. Pregiato, si, se fossimo stati nel 2008 però. Così come altisonanti sarebbero stati 6 anni fa i nomi di Nemanja Vidic, Ashley Cole e Patrice Evra. Il primo avrebbe dovuto occupare la casella di centralone di esperienza lasciata libera all’Inter da Samuel, ma a furia di papere e prestazioni mediocri ha sempre meno trovato spazio. All’arrivo di Mancini poi, il serbo ha solo visto panchina. Il Mancio è uno che di Premier se ne intende, sarà un caso? Io non credo. Cole ed Evra, invece hanno fatto vedere un ritmo partita degno dei migliori Derby del Cuore. Il primo, umiliato dal Bayern, non ha più visto il campo; il secondo, sverniciato domenica da Peres, molto difficilmente lo rivedrà. Le immagini del francese che arranca inseguendo il torinista farebbero tenerezza, se non si pensasse ai 2,5 milioni di euro che l’ex United incassa dal club di Corso Galileo Ferraris.

GOL & CHIPS – Nel reparto offensivo, il pacco più grande di tutti porta la zazzera bionda di Fernando Torres. Il Niño ormai è un Hombre, ma a Milano (Adriano, ancora tu?) pensavano di veder arrivare il ragazzino di Liverpool e Atletico Madrid. Invece, gol a Empoli a parte, lo spagnolo ha alimentato la propria spirale di decadenza sportiva, oltre alle recriminazioni di chi vorrebbe il suo posto in campo (Pazzini in testa). Ultimo della lista – anche se proveniente dal Galatasaray – c’è l’altro ex Reds Albert Riera. L’iberico incarna più di ogni altro lo spirito di questi giocatori, essendo giunto a Udine non tanto per frequentare il Friuli (inteso come stadio e regione), quanto per girare i Casinò sloveni. Flop sul campo e flop sul tavolo da gioco, con la speranza che turn e river possano portare a un clamoroso All Out.

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