Matteo Masum
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Serie A, la top 11 della tredicesima giornata

DIfesa targata Atalanta, centrocampo dominato dalla Roma. Menez-show guida un funambolico attacco

Serie A, la top 11 della tredicesima giornata
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Si è conclusa con il posticipo del lunedì tra Sampdoria e Napoli la tredicesima giornata di Serie A. Come ogni settimana, vi proponiamo la nostra top 11, che verrà schierata in un ipotetico 4-3-3.

SPORTIELLO- Il giovane portiere dell’Atalanta sembra migliorare di giornata in giornata. Contro l’Empoli è stato decisivo prima su Verdi, con l’aiuto del palo, poi su Maccarone. Ottimi riflessi, dunque, e formidabile nelle palle alte, a disinnescare la serie di calci piazzati a ripetizione battuti dai toscani.

BRUNO PERES- Schierato esterno basso, ma l’impressione è che, in ogni caso, il calciatore del Torino possa presidiare la fascia senza problemi a qualunque altezza. Altra prestazione maiuscola, stavolta in un match da brividi, ed un gol spaventoso. Che dire di più?

STENDARDO- L’Atalanta segna con il contagocce, ma in difesa concede poco o nulla. Detto di Sportiello, va aggiunto anche che i centrali difensivi stanno disputando una stagione importante. Stendardo, a Bergamo, ha ritrovato una seconda giovinezza, ed è il leader di un reparto che, in attesa di Denis e soci, sta mantenendo a galla la squadra di Colantuono.

MEXES- Rispolverato a causa degli infortuni abbattutisi sui difensori del Milan, Rugantino non si è fatto trovare impreparato, dimostrando ancora di avere qualcosa da dare. Contro l’Udinese, invero assai rinunciataria, ha concesso solo le briciole a Di Natale e Thereau. Chapeau.

HOLEBAS- E poi all’improvviso è arrivato Roberto Carlos. Un gol spaziale, una prova comunque discreta. No, non è Roberto Carlos, ma il terzino destro ha forse conquistato almeno la simpatia dei supporters giallorossi.

PJANIC- La discontinuità è il suo limite, ma le qualità tecniche sono sterminate. Doppietta fantastica contro l’Inter e giocate di alta scuola. Quando è in forma, come domenica sera, difficile fermarlo.

PIRLO- Partita appena sufficiente fino a 3” dalla fine, quando un suo destro ha deciso il derby della Mole. Ciò non può che valergli una menzione in questa speciale classifica. Ed il rapporto con Allegri non sembra più un problema.

NAINGGOLAN- Pressing furioso a tutto campo, corse continue, scambi, filtranti, lanci. Il belga nel centrocampo della Roma fa la sua solita figura mostruosa, confermandosi ancora una volta sui livelli da top player, etichetta che, per oscuri motivi, ancora non gli è stata affibbiata.

GERVINHO- Un breve periodo di appannamento, contro l’Inter però è tornato su sui standard. Non è dato sapere chi, tra Dodò, Campagnaro, Ranocchia e Juan Jesus sia stato saltato più volte dal funambolo ivoriano. Un fattore troppo determinante, solo con questo Gervinho la Roma può sognare.

BERARDI- Vero, non ha segnato, ma ha disputato contro il Verona una partita fantastica. Sempre presente nelle manovre d’attacco degli emiliani, sempre pronto a prendersi responsabilità importanti quando c’è da cambiare passo. Lucido nelle situazioni decisive.

MENEZ- Un po’ meno indolente del solito, sempre un abbastanza egoista. Quando parte, parte, e per fermarlo la pur fortissima retroguardia friulana non può bastare. Freddezza dal dischetto, poi un gol da fenomeno (o da FenoMenez, ma è lo stesso). E’ troppo forte. Troppo.

Matteo Masum

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