Davide Terraneo
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Icardi o Osvaldo? Perché credere in Mauro

L'attaccante argentino segna di più, è più giovane ed ha maggiore valore di mercato. La squadra di Mancini non può fare a meno di lui

Icardi o Osvaldo? Perché credere in Mauro
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Con l’arrivo di Roberto Mancini sulla panchina dell’Inter, il duello tra le due prime punte della formazione nerazzurra si fa sempre più acceso. Sia con il tridente sia con un tandem offensivo, la presenza di Palacio è necessaria, ma per il terminale offensivo la bagarre tra Osvaldo e Icardi è sempre agguerrita. Eppure quest’ultimo dovrebbe dare maggiori garanzie e tornare più utile al progetto della squadra di Thohir. Vediamo perché.

Mauro Icardi, attaccante fondamentale per l'Inter di Mancini

Mauro Icardi, attaccante fondamentale per l’Inter di Mancini

CARATTERISTICHE – Per prima cosa bisogna considerare che Mauro ha peculiarità di prima punta pura, mentre l’italiano può adattarsi a fare da spalla in determinate circostanze. Senza dubbio il fiuto del primo sotto porta è maggiore, e avere un bomber infallibile, per il modo di intendere il calcio di Mancini, è a dir poco fondamentale. In questa stagione Icardi ha segnato 7 gol in 13 partite di campionato e 5 in Europa League, in totale cinque realizzazioni in più dell’ex Roma, che nella scorsa annata aveva totalizzato la miseria di 4 marcature in 24 match, contro le 9 in 22 del vecchio cannoniere della Samp.

ETA’ – Inutile negarlo, la differenza anagrafica conta e non poco. Osvaldo è un classe ’86, e i suoi 28 anni indicano che se non è riuscito a farsi valere nelle precedenti esperienze nella Fiorentina, Southampton e Juventus può essere che non sia adatto per ricoprire il ruolo di terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di vincere. E l’unica esperienza positiva, quella alla Roma, si è conclusa dopo vari litigi con la società e il tecnico Andreazzoli, con episodi come il rigore “strappato” a Totti e poi sbagliato che non sono un buon biglietto da visita. Non semplice anche il carattere di Icardi, di cui molti ricorderanno l’episodio del gol a Marassi, oltre alla pubalgia e alla storia da media con Wanda Nara. Tuttavia il ragazzo è un ’93, e ha tempo per maturare dal punto di vista comportamentale e calcistico.

VALORE DI MERCATO – Infine è impossibile evitare di fare una considerazione economica. Osvaldo si trova all’Inter con la formula del prestito con diritto di riscatto, e nel prossimo futuro può costituire soltanto una spesa per la società di Thohir, che potrebbe decidere di lasciarlo in Inghilterra e concludere qui il rapporto con il giocatore. Al contrario Icardi è stato acquistato nell’estate del 2013 per 12 milioni di euro, ma potrebbe rivelarsi una plusvalenza in caso di cessione. Per lui si parla di una possibile offerta di addirittura 30 milioni da parte di alcuni club europei. Le casse dei nerazzurri verrebbero così riempite e potrebbero essere utilizzate per qualche nuovo arrivo. Se invece dovesse rimanere a Milano, sarebbe un punto di riferimento importantissimo per la rinascita dell’Inter, che non può permettersi il lusso di lasciarlo in panchina. Non in questo momento.

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