Antonio Casu
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Tutta colpa della pioggia: Zdenek Zeman e la maledizione di Mazzarri

Dagli strani esperimenti del boemo alle prime disavventure di Mancini. L'ex allenatore dell'Inter agisce nell'ombra e influenza i destini de "Gli sfigati del lunedì"

Tutta colpa della pioggia: Zdenek Zeman e la maledizione di Mazzarri
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“Gli sfigati del lunedì” devono correre e comprare un ombrello al più presto. Le condizioni meteorologiche mutano continuamente e ripararsi non è solo necessario: è indispensabile. Tutta colpa della pioggia e di quel volpone di Mazzarri, che continua ad influenzare i destini dell’Inter. Zeman intanto porta avanti degli strani esperimenti: i tifosi del Cagliari non capiscono più nulla.

Dopo l'esperimento Cossu, improbabile falso nueve, Zeman prepara il falso uno

Dopo l’esperimento Cossu, improbabile falso nueve, Zeman prepara il falso uno

UNA PIOGGIA DI RETI… NELLA PORTA SBAGLIATA – Prendere quattro reti ci sta, specie se ci si chiama Zdenek Zeman, ma non buttar dentro manco un pallone no. È un delitto. Nella giornata di ieri, una pioggia torrenziale si è abbattuta su Cagliari, ma nella porta sbagliata. Quella dei sardi! Hanno segnato tutti, da Mati Fernandez a Gomez, capace di mangiarsi di tutto, ma puntuale all’appuntamento nel momento in cui la banda di Zeman ha steso gentilmente un tappeto rosso per fargli un bel regalo. Il povero boemo le ha provate tutte, ma proprio tutte. Non ha potuto schierare suo nonno (a detta sua avrebbe segnato senza problemi), ma non sono mancati gli esperimenti. Da Balzano, deliziosissimo terzino sinistro (Joaquin ha avuto il tempo anche per baciarlo sulla fronte mentre lo saltava), a Cossu, pericolosissimo falso nueve (mah). Farias, stupendo rifinitore, cercava sempre l’uomo più marcato (no, non funziona proprio così). Non tutto è perduto però. Per la prossima domenica sarà pronta una mossa che cambierà il destino del Cagliari: il falso uno. Quello scarpone di Cragno non ha ancora segnato una rete, è arrivato il momento di cambiare. Contro il Chievo, la squadra più briosa della Serie A (uff), Samuele Longo, incapace di buttarla dentro da attaccante, proverà a farlo da portiere. Tanto è alto!

5-3-3 e non se ne parla più! 

LA DANZA DELLA PIOGGIA – Dai dilemmi tattici di Zeman a quelli esistenziali di Mancini. Anche nel caso dell’Inter, è tutta colpa della pioggia, ma in questo caso è reale. Il concetto era stato chiarito da Mazzarri, però nessuno l’aveva preso sul serio. Chissà perché! Quando piove, la Beneamata perde, al massimo pareggia. È successo anche ieri all’Olimpico di Roma. Nel momento in cui il campo è diventato pesante, l’Inter ha ceduto il passo ai giallorossi. Non è un caso! Qualcuno sospetta che in realtà fossero le lacrime di Mazzarri, qualcun altro che porti semplicemente sfiga. Da quando ha lanciato il suo anatema, non smette più di piovere. Boh. È una maledizione. Le malelingue sostengono addirittura che il fantasma del tecnico toscano fosse vicino a Mancini durante la conferenza stampa del post partita, prontissimo a suggerire le scuse migliori da tirar fuori per giustificare la sconfitta. Mah. La vera sfida del nuovo tecnico dell’Inter sarà quella di scacciare via gli effetti nefasti della danza della pioggia mazzarriana, coreografia che ha permesso al toscano di vincere il prestigiosissimo “Ballando nelle stalle”. L’alternativa è trasferire lo stadio San Siro all’interno del deserto del Sahara, ma le vie di Mazzarri sono infinite: chissà che non possa arrivare fin lì e trasformarlo in una rigogliosa foresta.

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