Jacopo Bertone
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Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba

Anche questa settimana la redazione di SportCafe24 ha scelto per voi i piatti più prelibati e gli scarti della rinomata cucina Nba

Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba
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Quinta settimana in archivio: per alcuni la stagione inizia qui, per altri sembra essere già finita, sono i punti di vista di una lega dove non si fanno prigionieri, o lavori duro oppure rimani indietro, questa è l’Nba, prendere o lasciare e noi, fortissimamente, prendiamo.

I San Antonio Spurs, campioni in carica della Nba

I San Antonio Spurs, campioni in carica della Nba

TOP&FLOP TEAMS – Favoriti probabilmente da un calendario non necessariamente impossibile, i Golden State Warriors sono senza dubbio la squadra che si lascia guardare più volentieri di questo inizio di stagione, grazie a quei due piccoletti che non sbagliano una giocata e anche a un “effort” difensivo più che apprezzabile, sono queste le basi su cui è stata costruita la loro striscia positiva da 9 vittorie, ma non va tralasciato il ruolo dell’allenatore: “è un sopravvalutato” tuonarono molti qualche mese fa, ora Steve Kerr li sta smentendo a uno a uno, alla grande. Da una squadra giovane e spumeggiante a una vecchia…e spumeggiante: i San Antonio Spurs stanno ritornando sui loro livelli, nonostante qualche infortunio, nonostante l’età media, nonostante l’assenza di Pop (per altro sostituito al meglio dal nostro Ettore Messina) i neroargento hanno fatto un’impennata e si sono issati al 5° posto della Western Conference, con i cugini di Houston nel mirino e quelli di Dallas attaccati alle terga. Emoticon sorridente anche per i Cleveland Cavaliers, sempre un pochino indietro in classifica ma apparsi molto più convincenti delle precedenti uscite, inoltre le vittorie contro squadre già collaudate come Washington e Indiana daranno sicuramente morale a Lebron e soci, più che mai necessari per rendere più sexy la derelitta Eastern Conference; rimaniamo nella costa orientale e parliamo di chi, come dire, “non sta facendo molto bene”: Boston Celtics e Detroit Pistons sono sostanzialmente sullo stesso piano, non avendo cambiato granchè i loro roster nel corso dell’Estate ripropongono inevitabilmente gli stessi problemi (di costanza da una parte, di chimica di squadra dall’altra) dell’anno scorso, con due buonissimi allenatori in panchina che sconfitta dopo sconfitta si divorano sempre più in profondità le falangi. Leggendario, infine, ciò che sta accadendo a Philadelphia, dove il mitico record di 9-73 risalente agli anni ’70 è messo a rischio da questa nuova edizione dei 76ers, più che mai intenzionata a far schifo nella convinzione di pescare chissà quale jolly al prossimo draft, che verosimilmente sarà scarso anzichè no, contenti loro…

TOP&FLOP PLAYERS – Togliamoci il dente e parliamo prima di chi non si sta esattamente comportando al meglio; le franchigie sono le medesime di cui sopra, da esse abbiamo selezionato un “campione” per squadra: Josh Smith sta portando a livelli mai visti il concetto di “cancro cestistico” tirando in maniera oscena e rientrando in difesa con tempi via via più pachidermici, inoltre detiene il curioso “record” di essere uno dei pochissimi giocatori dell’Nba a peggiorare ogni singola statistica offensiva della sua squadra per il solo fatto di essere in campo, bravo J-smoove. bravissimo…; Kelly Olynyk, che doveva essere la grande speranza bianca dei Celtics, non sta mantenendo le aspettative risultando spesso inutile in attacco e completamente trasparente in difesa, un peccato soprattutto se si guarda a che bel giocatore si era visto al college; infine Nerlens Noel, presentatosi ai nastri di partenza come il salvatore della patria, lui, che avrebbe dovuto essere la prima scelta assoluta del draft 2013, sta facendo una figura barbina se è vero come è vero che viaggia a 8 punti, 6 rimbalzi e 1 assist in 30 minuti a partita, un po’ pochino, potrebbe almeno tagliarsi i capelli e rendere il tutto un po’ meno osceno! Usciamo dalla grotta e vediamo finalmente un po’ di luce: a illuminare Los Angeles sono Kobe Bryant da una parte e Jamal Crawford dall’altra, i quali hanno messo su cifre da capogiro che stanno dando al rossoblù tante vittorie (record di 11-5, più che dignitoso) e al gialloviola diverse soddisfazioni personali come quella di aver scavallato quota 6’000 assist ed essere diventato il giocatore più vecchio della storia a fare 30+10+10 in una sola notte, non male. Infine ecco la punta di diamante della settimana, il leader degli Warriors, la faccia pulita dalle mani demoniache, Steph Curry: sta giocando da serio candidato MVP, trascinando i suoi con le solite triple e i numeri da giocoliere, inoltre pare proprio si sia messo in testa di giocare per l’argenteria quest’anno e l’intera Nba trema a ogni canestro dell’uomo da Davidson, e ci si stupirebbe del contrario…

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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