Gianpiero Farina
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La Lazio non sa più vincere: cosa succede alla squadra di Pioli?

A Verona terza partita senza vittorie per i biancocelesti che sembrano essersi smarriti tra un attacco che non segna più, un centrocampo abulico e una difesa che non dà sicurezza

La Lazio non sa più vincere: cosa succede alla squadra di Pioli?
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Qualcosa sembra essersi rotto nel giocattolo Lazio. La squadra che aveva convinto tutti in quel filotto di sei risultati utili consecutivi sembra essersi smarrita in questo mese di novembre. Pioli continua a predicare tranquillità ma, dopo tre partite senza successo, i numeri iniziano a fare comunque riflettere.

IL GOL CHE NON ARRIVA – 16 gol in 6 partite e terzo posto in classifica: questa era la Lazio prima della sfida di Empoli. Un gioco fatto di pressing alto, di rapide verticalizzazioni ma anche di importanti sovrapposizioni sulle fasce. E i gol arrivavano con facilità con la squadra di Pioli che sembrava aver trovato quel cinismo che mancava nelle prime giornate di campionato. Un Djordjevic sugli scudi con cinque gol all’attivo e quel primo tempo con il Cagliari con tre gol in venti minuti da applausi a scena aperta. Poi qualcosa sembra essersi smarrito. In tre partite solo un gol: quello del serbo ad Empoli quando però la Lazio era già sotto 2-0. Nel primo tempo tre grandissime occasioni non sfruttate sintomo di poca lucidità sotto porta. Tralasciando la partita con la Juventus, dove l’unica azione veramente degna di nota è stato lo spunto di Felipe Anderson nei minuti finali, sabato contro il Chievo, la Lazio, pur non essendo stata brillantissima, non ha sfruttato le occasioni da rete capitate essendo sì bloccata da un grande Bizzarri ma mostrando poco cinismo e poca cattiveria in zona gol. Quando non arrivano i tre punti la rete che non si gonfia è sicuramente una delle cause.

La Lazio non esulta più: solo un gol nelle ultime tre partite per i biancocelesti.

La Lazio non esulta più: solo un gol nelle ultime tre partite per i biancocelesti

CENTROCAMPO SOTTO TONO – Lucas Biglia è stato senza dubbio il faro della Lazio dei sei risultati utili consecutivi. Pioli aveva affidato a lui le chiavi del centrocampo e della regia e il centrocampista argentino aveva ripagato la fiducia con prestazioni di alto livello suggellate da uno splendido gol su punizione contro il Torino. Ma dalla partita di Empoli il regista della nazionale albiceleste sembra aver avuto un calo o forse tutti hanno capito che è da lui parte il gioco della Lazio e infatti più volte viene raddoppiato come per impedirgli qualsiasi ragionamento. Il centrocampo è il reparto fondamentale per ogni squadra ed è anche ritrovando il miglior Biglia che la Lazio può ritrovare sé stessa.

IL PUNTO DEBOLE DIFESA – 16 gol subiti in 13 partite sono decisamente un pò troppi per una squadra che vuole puntare all’Europa. L’infortunio di Gentiletti ha sicuramente scompaginato i piani di Pioli e nè Cana, nè Ciani, nè  Novaretti si sono mostrati all’altezza. Ecco perchè a Verona è partito l’esperimento Radu centrale: il rumeno ha convinto con una prova senza sbavature e sarà lui il partner di De Vrij, unica vera certezza del reparto arretrato biancoceleste, almeno sino a gennaio, dove, con il mercato che riapre, la Lazio potrebbe acquistare un difensore. E forse non solo quello. Ma intanto deve ritrovare brillantezza, dinamismo cinismo e lucidità. Perchè L’Europa, se la si vuole, bisogna dimostrare di meritarsela.

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