Andrea Bonfantini
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L’Inter del Mancio tra nuovo spirito e vecchi problemi

L'Inter perde all'Olimpico ma dimostra carattere e una grinta da tempo dimenticati. Le amnesie difensive la rallentano e Mancini è chiamato al cambiamento

L’Inter del Mancio tra nuovo spirito e vecchi problemi
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Dopo la sconfitta all’Olimpico contro la Roma per 4 a 2 è tempo di primi bilanci in casa Inter, una vittoria, un pareggio e una sconfitta sotto la nuova gestione Mancini che fanno emergere i primi segnali di una ripresa che passa però forzatamente da progressi che non sono più rimandabili.

SPIRITO NUOVO – Battere la Roma in casa sua è impresa ormai ardua per la maggior parte delle squadre di Serie A e la sconfitta dei neroazzurri di ieri sera non è certo una tragedia. L’ormai noto basso livello del nostro campionato permette all’Inter di essere a soli 6 punti dalla zona Champions e di poter ancora ambire a quello che è il vero obiettivo stagionale dei ragazzi guidati prima da Mazzarri e ora da Roberto Mancini. La prima cosa che salta all’occhio è il nuovo spirito che pervade i neroazzurri, vuoi per il recente cambio di allenatore, vuoi per la consapevolezza di essere usciti da una gestione ormai logora e che il tempo di ripartire è inesorabilmente arrivato. La squadra c’è e sotto il punto di vista mentale fa vedere anche a Roma di potersela giocare e rimanere in partita prima che i vecchi problemi riemergano a galla: grinta, spirito di sacrificio e voglia di provarci sono le vere note positive della sconfitta dell’Olimpico dove una Roma arrabbiata e dirompente fatica per più di un’ora a domare un’Inter sulla carta di almeno un livello inferiore ai giallorossi.

La difesa dell'Inter in difficoltà contro l'impeto offensivo della Roma

La difesa dell’Inter in difficoltà contro l’impeto offensivo della Roma

VECCHI FRENI – Ma se di progressi si vuole parlare allora vanno sottolineate ancora una volta gli errori che tanti punti sono costati all’Inter in questo inizio di stagione. I giocatori a disposizione di Mancini sono questi ma quello che ancora preoccupa è la totale assenza di una qualsivoglia idea difensiva, un reparto passato da 3 a 4 difensori che rende chiaro come il problema forse non fosse il modulo utilizzato bensì i meccanismi che legano gioco forza linea difensiva e linea mediana. Nonostante un centrocampo imbottito di mediani come quello di ieri sera, con Medel e M’Vila relegati a compiti di interdizione, la difesa è spesso e volentieri troppo esposta alle folate offensive degli avversari, i due esterni in “prova” Campagnaro e Dodò sono lasciati in balia delle troppe lacune in copertura che il nuovo rombo studiato da Mancini regala sopratutto sulle fasce. Gli stessi Ranocchia e Juan Jesus passano attraverso momenti di amnesia che complicano in modo smisurato il lavoro dell’intero pacchetto difensivo dei neroazzurri, come in occasione del gol del 3 a 2 di Pjanic che di fatto ha spezzato le gambe ad un’Inter che aveva pareggiato con Osvaldo pochi minuti prima.

NUOVE IDEE? – Ora sta alla bravura di Roberto Mancini trovare la quadratura del cerchio magari rinunciando a qualche suo dogma tattico in favore di un maggiore equilibrio. Per blindare la troppo porosa difesa dell’Inter servono più attenzione e probabilmente un centrocampo diverso, una soluzione che riesca ad integrare una maggiore qualità e allo stesso tempo giocatori che facciano un più efficace schermo davanti alla linea difensiva: ieri Hernanes e Kovacic era malandati e le scelte di Mancini sono state praticamente obbligate, già dalla prossima gara a San Siro contro l’Udinese dell’ex Stramaccioni i tifosi interisti si aspettano i primi segni e i primi 3 punti della nuova cura.

Andrea Bonfantini

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