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Maradona: “Gli argentini hanno scritto la storia”

Maradona: “Gli argentini hanno scritto la storia”
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MILANO, 24 MARZO – E’ un Maradona a 360° quello che parla alla Gazzetta dello Sport, concedendo a Paolo Condò un’intervista d’altri tempi.  El Pibe de Oro registra con un po’ di paura (per il suo Napoli) il ritorno in pompa magna della Juventus, tuttavia non ha dubbi su chi sia davvero la favorita numero uno per il titolo: il Milan. La squadra rossonera, a suo dire, oltre ad avere un gran gruppo, può vantare un tecnico giovane ma preparato come Allegri, senza dimenticare un certo Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese è secondo solo a Messi e Cristiano Ronaldo.

BALOTELLI E L’INTER – A proposito di campioni o giovani rampanti, è impossibile non parlare di Balotelli. L’ex numero 10 del Napoli è convinto che Mancini sia l’uomo giusto per maturarlo sia in campo che fuori.  Il passato di Balotelli era l’Inter che adesso è in difficoltà: «Cominciamo col dire che è stato eccezionale. Zanetti, Cambiasso, Samuel, Milito hanno scritto la storia. Poi, il tempo passa per tutti. E a volte qualcuno lo accelera…». Colpa di un certo Josè Mourinho.

LA SUA ARGENTINA – Sull’ errore di Otamendi e la precoce eliminazione contro i tedeschi, dice: «Io penso semplicemente che anche mio nipote Benjamin sapeva che sulle punizioni Muller andava sul primo palo, avevamo studiato le altre gare della Germania, era una situazione chiara. Ah, che sbaglio… E quante lacrime, in quello spogliatoio. Ma se commetti un errore con il Camerun puoi sperare di sopravvivere, contro i tedeschi no, e io lo so bene. Ricorda la finale dell’86? Un attimo di rilassamento, e dal 2-0 ci ritrovammo 2-2».

MESSI E MARADONA INSIEME – Condò gli chiede come sarebbe stato giocare con Leo Messi: «Vede, le classifiche fanno ridere ma c’è una dote, soprattutto una, che nessuno ha mai avuto come me e Leo: la velocità di pensiero. Allenandolo, la cosa di me che rivedevo in lui era la fulminea comprensione di come l’azione si sarebbe sviluppata. È una qualità innata, una cosa da computer. Potendo dialogare con uno che pensa alla stessa velocità, entrambi avremmo dato ancora di più».

Michele Lestingi

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