Marco Tringali
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Vietate per tre mesi le trasferte ai tifosi dell’Atalanta

Il Viminale applica per la prima volta il decreto contro la violenza negli stadi, dopo gli scontri del 22 novembre. L'Atalanta difende i propri tifosi

Vietate per tre mesi le trasferte ai tifosi dell’Atalanta
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Gli scontri del 22 novembre dopo la partita tra Atalanta e Roma sono stati prontamente censurati dalla prima applicazione del decreto legge contro la violenza negli stadi, che ha introdotto la possibilità di emanare il divieto di trasferta per una tifoseria. A farne le spese è stata la tifoseria bergamasca che in applicazione del provvedimento governativo si è vista determinare il divieto di trasferta, a causa del ferimento di sei agenti in occasione della partita contro la Roma, e il precedente ‘assalto’ alle forze dell’ordine nella partita del 27 settembre tra Atalanta e Juventus. Eventi “premeditati” che, secondo il ministero dell’Interno, sono meritevoli della sanzione che prevede la chiusura del settore ospiti negli incontri in trasferta dell’Atalanta e il divieto di vendita dei biglietti, delle partite in questione, nella provincia bergamasca.

In un comunicato apparso sul sito del Ministero dell’Interno che fa riferimento alla vicenda, si evidenziano i gravi motivi che hanno determinato l’applicazione delle sanzioni previste dal decreto legge. citando esplicitamente la grave condotta della tifoseria bergamasca, resasi protagonista di gravi atti di violenza attaccando le forze dell’ordine anche con bombe carta contenenti chiodi e bulloni e causando il ferimento di 6 operatori di Polizia, oltre al danneggiamento di tre automezzi.

LA REPLICA DI MARINO – Pronta la replica della dirigenza atalantina, nella figura del d.g Pierpaolo Marino, nettamente contrariato dalla presa di posizione del governo. “Il provvedimento del Viminale è discutibile, colpisce la parte istituzionale del tifo atalantino: 100, massimo 300 persone circa in possesso della tessera del tifoso, che non hanno mai creato problemi”. Il dirigente nerazzurro prosegue sottolineando la presa di posizione ferma della società “schieratasi contro quegli sconsiderati protagonisti di atteggiamenti vili contro le forze dell’ordine, ma il provvedimento preso rimane discutibile”.

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