Vincenzo Galdieri
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Indian Super League, viaggio nel campionato degli eroi

In India un esperimento mai visto: fior di campioni e giocatori conosciuti, provenienti da tutto il mondo. La maggior parte in età avanzata, ma che fascino: è come tornare indietro di qualche anno, in una realtà parallela

Indian Super League, viaggio nel campionato degli eroi
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Bizzarra è una storia bizzarra. Affascinante, pure. Già, perchè di campionati sparsi nelle parti più disparate del mondo che hanno provato a prendersi la scena per un anno o due, ne abbiamo visti tanti. Ma una roba del genere non l’avevamo mai vista. Qatar, Emirati Arabi, Cina, Stati Uniti, Australia: le frontiere del soccer negli ultimi lustri si sono aperte un po’ a chiunque, e tutti gli avventori avevano un obiettivo più o meno dichiarato. Prenderselo il soccer, toglierlo alla Grande Vecchia Europa mediante progetti mirati, partendo dal basso ed arrivando successivamente a richiamare l’attenzione anche dei top players alla Cristiano Ronaldo. Alcuni di questi progetti continuano, altri si sono eclissati. In India no. In India si fa qualcosa di diverso. Non sembrano esserci pretese da monopolio in prospettiva futura, ma la risonanza di quel che sta succedendo è forse anche maggiore rispetto a chi prova a prendersi lo scettro. Perchè è qualcosa di particolare, mai visto. Un vero e proprio campionato all star, che nella fattispecie è sinonimo di old star(s). Tanti vecchi campioni si sono riuniti nella Indian Super League. Gente che prima era protagonista assoluta ai Mondiali o in Champions, e che oggi, al netto dell’età avanzata, non potrebbe più essere cosi protagonista agli altissimi livelli che ne hanno caratterizzato la longeva e splendida carriera. Come entrare in una realtà parallela. Tutti insieme appassionatamente, a combattere come 5 o 10 anni fa in un microcosmo fatto di vecchi eroi. E non a caso, Indian Super League non è il nome intero del nuovo torneo asiatico. Per intero, si chiamerebbe Hero Indian Super League. Qualcuno potrebbe mai azzardarsi a dire si tratti di un errore?

Indian Super League, Nesta

Indian Super League, Nesta l’ultimo acquisto

DEL PIERO, NESTA, TREZEGUET E GLI ALTRI: WE CAN BE HEROES, JUST FOR ANOTHER DAY – E’ quasi un campionato strappalacrime. Un campionato per nostalgici, come un film d’epoca riprodotto nell’era contemporanea. Gli effetti speciali sono pochi, perchè gli stadi indiani non sono al livello avvenieristico di quelli europei, americani ed anche cinesi. Le immagini dei calciatori copertina sono sbiadite, al netto dei loro 35-40 anni di media. Le stagioni migliori per loro sono passate, questa sarà quasi sicuramente l’ultima sfida. Ma giocarsela proprio con vecchi alleati e vecchi nemici, in un torneo che ne sta radunando sempre di più, ha quel retrogusto romantico che sta rendendo l’Indian Super League unica. L’interesse proveniente da ogni parte del mondo cresce giorno dopo giorno, perchè in India giocano tanti pezzi di storia calcistica recente e passata. L’uomo simbolo è ovviamente lui, Alessandro Del Piero, stella del Dehli Dynamos dove gioca anche il danese Skoubo, ottimo goleador in patria. Nel Pune City milita il suo compagno di mille battaglie David Trezeguet, assieme a tanti altri italiani: Cirillo, Magliocchetti, Colomba padre (allenatore) e figlio (giocatore). Assieme a loro pure l’esterno inglese Jermaine Pennant, talento turbolento ex Arsenal e Liverpool. Ma non è finita qua. C’è l’Atletico de Kolkata di Luis Garcia, l’uomo dei gol impossibili che fece impazzire Liverpool (ricordate la sua mirabolante rete nella Champions 2005 alla Juve?). Nei Kerala Blasters cerca riscatto David James, storico e controverso portiere della Nazionale inglese. L’Fc Goa ha scelto come marquee player nientemeno che il grandissimo David Pires, ritiratosi da un po’ e convinto a rimettersi in gioco alla veneranda età di 41 anni. Al suo fianco Andrè Santos, ex terzino della Nazionale Brasiliana che nel ridotto tempo di una Confederation Cup illuse i verdeoro di aver trovato il nuovo Roberto Carlos. I North East United puntano su Capdevila, terzino storico della Nazionale Spagnola, con l’ex Palermo Tzorvas a difendere la porta. Nel Mumbai i nomi forti si sprecano: Manuel Friedrich al centro della difesa, Nicolas Anelka a dominare la scena davanti ed il mitico Frederik Ljungberg – reduce dall’esperienza in Giappone – ad ispirare. Infine i Chennayin, che possono schierare una difesa di tutto rispetto: Nesta-Silvestre-Materazzi. A fare gol dovrebbe pensarci quel fenomeno di Elano, funambolo brasiliano che ha fatto faville in Nazionale e pure in Champions.

Insomma, è uno spettacolo favoloso. Un’operazione di marketing ben riuscita, ma che a differenza delle altre operazioni di marketing nel mondo del calcio, riesce a combinarsi benissimo con la parte sentimentale del gioco. David Bowie cantava: “We can be heroes, just for one day”. Ecco, tutti questi signori qua, eroi lo sono stati per ben più di un giorno nella loro splendida storia. Ma vogliono esserlo ancora, un altro po’. Come se si trovassero in un’altra dimensione, ma tutti insieme. E allora, errata corrige. We can be heroes, just for another day. Un altro giorno, un altro po’. La lega degli eroi è un capolavoro.

Vincenzo Galdieri (@Vince_Galdieri)

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