Orazio Rotunno
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Inter, da Mazzarri a Mancini: resta solo l’ipocrisia del tifoso

Due sole partite sono poche per valutare, ma se le singolari scelte di Mancini fossero state fatte da Mazzarri ci sarebbe stata tanta benevolenza?

Inter, da Mazzarri a Mancini: resta solo l’ipocrisia del tifoso
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Il pregiudizio è un male diffuso nella società, trovando riflesso in tutto ciò che la caratterizza, calcio compreso. Quando qualcuno è preso di mira, l’etichetta di zimbello e perdente non te la leva più nessuno qualsiasi cosa tu faccia o qualsivoglia alibi tu possa avere: ricordiamo la campagna mediatica di Tuttosport contro Claudio Ranieri ai tempi della Juventus, fino alla più recente ed in particolare dei tifosi interisti contro Walter Mazzarri. Lungi dal voler sollevare quest’ultimo da responsabilità oggettivamente innegabili, ma è stato trattato come fosse l’unico anello debole di una catena di montaggio che presenta falle ovunque. La satira che un tempo vedeva in Silvio Berlusconi il bersaglio ideale, oggi vede nel tecnico toscano un nuovo tesoro su cui buttarsi a capofitto.

Eppure, le scelte dell’osannato Roberto Mancini nelle ultime due partite farebbero pensare che non sia avvenuto alcun cambio di guardia, ma nessuno lo dice e soprattutto nessuno lo fa pesare. Pretendere dal tecnico di Jesi già un’impronta chiara e netta sulla nuova Inter è impossibile, ma alcune scelte di uomini e di collocazione tattica danno da pensare e non poco. Ed una domanda sorge spontanea: cosa sarebbe accaduto se Icardi ala sinistra (ieri col Dnipro) lo avesse schierato Walter Mazzarri anzichè Roberto Mancini? Se avesse messo lui nel derby Kovacic per 90 minuti fuori ruolo vicino alla linea del fallo laterale con Palacio dall’altra parte a fare il terzino a 50 metri dalla porta? Per non parlare della presenza contemporanea di Obi e  Kuzmanovic nella stracittadina e qui anche il destino è beffardo: due dei motivi di maggior ironia su Mazzarri non vanno a segnare proprio quando lui se ne va? Ma i prosciutti davanti agli occhi dei tifosi ancora in estasi per l’addio del tecnico toscano non vanno via nemmeno quando Icardi nel derby  lascia il campo al novantesimo per Osvaldo, con l’ex Samp che arrancava da venti minuti: per lo stesso, tardivo cambio, Mazzarri fu crocifisso. Da Mazzarri a Mancini poco importa cosa di errato avviene in campo, questo almeno stando agli umori dei tifosi: ieri l’Inter ha vinto, ma anche in 10 e con l’intera squadra parcheggiata davanti alla porta di Sant’Handanovic ha rischiato le pene dell’inferno. Questo accade ad esempio se schieri Dodò terzino nella difesa a 4 (la Roma non sarebbe stata così stupida a privarsene), col brasiliano capace di patire l’elefante Rami nemmeno fosse il Maicon del Triplete. Ma a deciderlo è Mancini, non Satana-Mazzarri, dunque che importa? O cosa importa se l’Inter non ha perso un derby modesto per grazia ricevuta da Don Elsha e ieri è stata anche in parità numerica inferiore al discreto Dnipro? Nulla, perchè Mazzarri non allena più l’Inter per cui tutto è permesso.

Compreso Icardi fluidificante, Palacio terzino e Kovacic guardalinee: e se anche Mancini andrà male, che colpa ne avrà? Il pesce puzza dalla testa e indovinate chi sarebbe stata la testa all’origine del male di tutto?

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One Response to Inter, da Mazzarri a Mancini: resta solo l’ipocrisia del tifoso

  1. Livio 30 novembre 2014 at 20:49

    E’ proprio così è’ lo dico da interista insultato sui social per difendere Mazzarri che di errori ne ha commessi ma proprio perché non ha potuto lavorare tranquillo poiché non ha mai avuto la fiducia della maggior parte dei tifosi, guidati però in parte dalle trasmissioni sportive Mediaset e in parte dalla gazzetta…anche se in maniera meno evidente di quando subì Ranieri da tuttosport . Penso che Mazzarri sia molto più preparato di Mancini…ma viviamo nell’era dell’apparenza.

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