Orazio Rotunno
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#MDC14, quarta giornata: Gasquet vittima degli eventi, NMM genio rispetto a Tsonga

"Benvenuti a Game, Set and Mats. Oggi giornata di Gruppo B al Master della Compassione 2014, ma a differenza delle altre puntate io non farò nessun pronostico, mi fermerò solo a un'analisi di quanto accaduto ieri"

#MDC14, quarta giornata: Gasquet vittima degli eventi, NMM genio rispetto a Tsonga
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Quanto successo ieri al Master della Compassione ha dell’incredibile, ancora oggi stentiamo a credere a cosa hanno assistito i nostri occhi. Il Gruppo B continua a regalare emozioni e risultati inattesi, tanto che prevediamo un testa a testa non indifferente per la conquista della qualificazione alla semifinale. Protagonisti del giorno Murray NMM autori una vittoria a sorpresa rispettivamente su Gasquet e Tsonga, tanto che la Procura Intergalattica ha aperto delle indagini per provare a capire se c’è in atto un giro di scommesse che vede coinvolti i tennisti in prima persona. In tutta sincerità, avendo assistito all’incredibile svolgimento dei match, non pensiamo ci siano state irregolarità. Anzi, è stato tutto ancora più compassionevole del solito, infatti non perdiamo tempo e passiamo subito al riassunto di quanto accaduto.

Come al solito la giornata si è aperta con la puntata di Game, Set and Mats. Wilander, cominciando a notare che chiunque lo incrociava per i corridoi, poi aveva uno strano tic nervoso che gli faceva toccare le parti basse, ha forse percepito di essere portatore sano di sfiga. Così si è presentato scuro in volto e con l’intro “Benvenuti a Game, Set and Mats. Oggi giornata di Gruppo B al Master della Compassione 2014, ma a differenza delle altre puntate io non farò nessun pronostico, mi fermerò solo a un’analisi di quanto accaduto ieri“. Turbata la Schett ha chiesto il perché di questo inizio triste e pronta è stata la replica dello svedese “Ho l’impressione che la gente pensi che io porti sfiga perché i miei pronostici vanno sempre al contrario, quindi non dirò mai che che secondo me oggi vinceranno facile Gasquet e Tsonga“. Nemmeno il tempo di chiudere bocca che dagli spogliatoi si è sentito il botto di una bottiglia di Champagne unito a indefinite urla “Ma vieni!!” “Dunblane caput mundi!!“. Provate a immaginare chi erano.

Per fortuna al Master della Compassione, l’esito di un match è l’ultimo interesse. Quello che conta è lo svolgimento delle partite e infatti nemmeno ieri ce ne siamo andati delusi. Anzi.

Dopo il fallimento della volta precedente NMM è entrato in campo determinato, tanto che la prima racchetta l’ha spaccata direttamente nella camera d’albergo, quando ha perso a Ruzzle nella seduta mattutina al bagno. Tsonga invece, ormai padrone delle rotazioni del suo neurone, ha addirittura trovato l’ingresso al campo al primo tentativo, senza che nessuno lo accompagnasse prendendolo per mano.

L’incontro è subito partito in perfetta parità. Col neurone funzionante il francese è tutta un’altra persona, quasi un tennista. NMM invece aveva dalla sua gli sfavori del pronostico di Wilander, il ché lo metteva in una botte di ferro e lo faceva giocare senza pensieri a braccio sciolto. Stavamo assistendo proprio a un bellissimo match, spettacolare, con ogni punto segnato da un leggendario vincente. Tweener, passanti di rovescio da dietro la schiena, smash di spalle e serve & volley a testa in giù. Proprio per questo la situazione è diventata insostenibile: il pubblico ha cominciato a spazientirsi, fischiare e insultare i giocatori perché stavano giocando divinamente. Così è partito il warning per mancata compassione. Sì, un provvedimento introdotto da Verdasco subito dopo Dolgopolov-Nadal del giorno prima, onde evitare proprio questi spiacevoli inconvenienti.

Così NMM alla parola “warning” è andato su tutte le furie, si è cotonato i capelli, messo la fascetta e ha iniziato a scuotere la sedia dell’arbitro urlandogli “You cannot be serious!!“. Per rimanere nella parte ha proseguito con una serie di rovesci a una mano al salto finiti tristemente a metà rete. L’equilibrio si era rotto pesantemente e il francese, grazie al neurone che stava facendo gli straordinari, ne ha approfittato per portarsi avanti 7-5 5-0 e servizio,. Ma proprio in quello che doveva essere l’ultimo cambio campo è successo l’irreparabile: Tsonga ha avvertito un violento mal di testa. Istantaneo l’ingresso del fisioterapista che ha riscontrato crampi al neurone solitario perché aveva lavorato troppo.

Il francese risultava quasi in coma e non riusciva ad alzarsi, così il colpo di genio di NMM “Ascolta Jo, visto che sei più morto che vivo, facciamo che ci vince il prossimo punto, vince tutto“. Il silenzio del transalpino è stato preso come un sì e da qui potete immaginare la conclusione. Primo match in saccoccia per NMM, che non capendo più se il pubblico fosse contento o deluso, li ha zittiti e insultati un po’ a caso tanto per cagare il cazzo.

Aspra, nello studio di Game, Set and Mats, la critica nei confronti del comportamento di NMM a fine incontro da parte di Bernard Tomic, ospite del giorno: “Sono schifato dal comportamento di NMM, questo non è il modo per insultare il pubblico. Io avrei almeno mostrato il dito medio e fatto il gesto dell’ombrello su vari fronti dello stadio“. Dopo la perla di saggezza dell’australiano, si è passati subito al secondo incontro del giorno, che vedeva Murray opposto a Gasquet.

Come al solito il vero protagonista di un incontro con lo scozzese in campo è la mamma Judy, ma mai come stavolta. Il match stava procedendo spedito per la sua strada. Il fatto che nella precedente giornata Riccardino avesse fatto riemergere il suo animo da bulletto gli dava la forza di giocare alla pari contro Andy. Certo, entrambi non ci risparmiavano le loro proverbiali vaccate, ma la partita avanzava nell’assoluto equilibrio, fino a quando è giunta, nel box dello scozzese, la mamma Judy.

In un primo momento taciturna, ha quindi iniziato a chiedere ai componenti del team Murray “Ma chi è questo bel giovanotto con l’accento francese?“, “Perché non l’ho mai visto prima?” poi a urlare senza controllo “Maschione vieni che ti pettino io…“, “Riccardino vieni dalla zia…” “Grrrrrrrr…“, “Ogni riccio un capriccio…“, “Miao…“. La vergogna si è protratta fino a quando in un cambio campo Judy è entrata nel terreno di gioco in una minimale lingerie rossa, con sigaretta alla Audrey Hepburn, cantando Bye bye baby e strusciandosi sul povero Gasquet. Per concludere l’opera, si è attanagliata con le braccia e le gambe al francese, tanto da non permettergli di muoversi. Una vera cougar.

A niente è servito l’intervento della sicurezza, la donna non si staccava più. L’assenza di Feliciano Lopez da questa edizione del Master della Compassione aveva reso la donna una sex-bomba ad orologeria che è esplosa ai danni del francese, costretto ad abbandonare la gara e forse a diventare uomo. Pare infatti che Riccardino si sia presentato in conferenza stampa in ritardo, in un bagno di sudore, senza maglia, con la schiena graffiata, bruciature sul petto e fumando una sigaretta. Se Luigi Ansaloni non è stato rapito da Judy, magari riuscirà a dirci di meglio.

E così anche la quarta giornata del Master della Compassione si è conclusa e la situazione del girone si fa sempre più interessante: Tsonga continua a rimanere all’asciutto, mentre invece Murray domina con due match in saccoccia. Un punto a testa per Gasquet e NMM. Per ora ancora tutti e quattro hanno speranza di qualificazione. L’ultima giornata sarà essenziale per decidere chi approderà in semifinale, ma prima dobbiamo assistere alla fine del Girone A che si terrà oggi a partire dalle 15 lunari con Janowicz-Dolgopolov e Berdych-Nadal. Spettacolo assicurato!

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