Enrico Cunego
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Nba, il quintetto della notte: immortale Ginobili, Curry e James si confermano

Nel nostro quintetto della notte Nba brillano giocatori di primissima fascia come James, Curry e Ginobili, mentre vanno premiate le prestazioni di Chandler e Matthews

Nba, il quintetto della notte: immortale Ginobili, Curry e James si confermano
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In occasione della vigilia del “Thanksgivingday” in Nba si sono giocati ben 13 incontri. Ottimo materiale per formare come di consueto il nostro quintetto della notte. A fianco di superstar come LeBron James, Stephen Curry e Manuel Ginobili troviamo giocatori fondamentali ma spesso poco celebrati come Wesley Matthews e Tyson Chandler. Andiamo a scoprire i motivi di queste scelte.

LeBron James, Cleveland Cavaliers

LeBron James, 29 punti contro i Wizards

LeBron James (29-8-10): Cleveland è in netta ripresa e contro Washington arriva una netta vittoria con il solito “King” a guidare la corazzata di coach Blatt. 12 punti già a referto nel solo primo quarto, dove i Cavs mettono le cose in chiaro con un parziale di 18-2. Per il resto della gara l’incontro è saldamente nelle mani di Cleveland e James può così condurre una partita esaltante per la Quicken Loans Arena, arrivando a sfiorare la prima tripla doppia in stagione. Dopo 4 sconfitte consecutive i Cavs sono al secondo successo di fila, per King James e compagni è partita la riscossa?

Manu Ginobili (28-4-3): nella storica notte in cui coach Ettore Messina sostituisce Greg Popovich in panchina contro gli Indiana Pacers, ci pensa l’eterno argentino a risolvere una complicata in favore dei San Antonio Spurs. Dopo due quarti in cui Indiana tiene testa ai campioni Nba in carica, l’asso di Bahia Blanca spacca la gara con 11 punti nel terzo quarto, uno score che permette ai suoi di volare 77-76. Nel finale altri punti pesantissimi e San Antonio coglie così la decima vittoria stagionale. A fine partita il mitico Messina ha avuto parole al miele per Manu, già allenato a Bologna: “Grazie a lui ho vinto l’ennesima partita della carriera

Stephen Curry (28-8-5): dopo i 40 punti di Miami continua lo show in Florida del giocatore simbolo dei Golden State Warriors. Dalla tana degli Heat ci spostiamo a quella dei Magic, ma l’impatto di Curry rimane estremamente devastante. Due primi quarti pazzeschi, con 25 punti siglati e un perfetto 5/5 al tiro da 3. Numeri incredibili che aiutano i Warriors a travolgere i malcapitati rivali, tanto che negli ultimi due quarti l’impiego di Curry è minimo e si ferma a 23 minuti giocati, dando spazio alle riserve. Giocatore pazzesco, il titolo di MVP della stagione regolare è ampiamente alla sua portata

Wesley Matthews (28-1-1): contro Charlotte Portland passa agevolmente ma mentre Aldridge delude con solo 9 punti ed un disastroso 3/18 al tiro, brilla enormemente Matthews, pedina fondamentale dei Trail Blazers e spesso poco celebrato. 28 punti con 10/15 al tiro e 6 triple messe a segno. 11 punti nel decisivo terzo quarto (20-34) che decide la gara in favore degli ospiti, i quali poi regolano il ritorno dei padroni di casa con un 15-3 finale: anche qui 7 decisivi punti per il numero 2. Una gran serata per un giocatore decisivo ma che spesso non viene considerato a dovere: lui comunque risponde sempre coi fatti

Tyson Chandler (17-1-25): il nostro centro della serata è il numero 6 dei Dallas Mavericks, fondamentale nell’autentica battaglia contro i New York Knicks, gara protrattasi fino al supplementare. Le sue cifre sono estremamente esaltanti, oltre ai 17 punti arrivano ben 25 rimbalzi, di cui addirittura 10 sono offensivi, dato che evidenzia l’essenziale contributo sotto canestro dell’ex Knicks, che nel supplementare insieme a Dirk Nowitzki è artefice del parziale di 9-0 che da fine alla contesa in favore dei texani. Prestazione solida ed efficace per il prodotto di Compton, elemento inamovibile per coach Carlisle

 

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