Simone Viscardi
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Happy Birthday Mr. Mancio: i 50 anni di Roberto Mancini

Il tecnico dell'Inter compie mezzo secolo. Ripercorriamo una carriera leggendaria, in campo e in panchina

Happy Birthday Mr. Mancio: i 50 anni di Roberto Mancini
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Happy Birthday Mr. Mancio. L’allenatore dell’Inter, Roberto Mancini, compie oggi 50 anni, essendo nato a Jesi il 27 novembre del 1964. Mezzo secolo di vita quindi, gran parte del quale vissuto a stretto contatto con quello che è stato senza dubbio il suo più grande amore: il pallone. Prima con una maglia numero 10 sulle spalle, poi in giacca, cravatta e immancabile sciarpa. Ripercorriamo insieme le tappe di una carriera – e di una vita – leggendaria.

Roberto Mancini ai tempi della Sampdoria.

Roberto Mancini ai tempi della Sampdoria.

L’ENFANT PRODIGE E PAPÀ MANTOVANI – La carriera calcistica di Mancini inizia prestissimo, a soli 13 anni infatti viene ingaggiato dal Bologna, dopo che – per sua stessa recente ammissione – il Milan aveva fatto pervenire notizia di un interessamento, mai concretizzato.
I 700 milioni di Lire investiti dal club felsineo per un preadolescente fanno intuire fin da subito le potenzialità del ragazzo, che a 16 anni debutta già tra i professionisti, stupendo tutti. Già titolare alla sua prima stagione da professionista, mostra tutte le doti tipiche del numero 10: classe, tocchi raffinati, buona continuità realizzativa e il carisma del leader. Accanto al talento però, iniziano anche ad emergere gli spigoli di un carattere che lo frenerà nella sua ascesa, causandogli un rapporto difficile soprattutto con la Nazionale. A fare carte false per averlo, nel 1982, è Paolo Mantovani, presidentissimo della Sampdoria e qualcosa di molto simile a un secondo padre per il Mancio, che da ragazzino promettente a Genova diventerà uomo. In 15 anni di maglia blucerchiata – molti dei quali condivisi col proprio “gemello” Gianluca Vialli – Mancini conquista 4 Coppe Italia (mostrando un feeling mai sopito con questa manifestazione), 2 Supercoppe, 1 Coppa delle Coppe e, soprattutto, lo storico scudetto 1990/91. La lunga vita di Bobby-gol con la Samp termina nel 1997, dopo 566 presenze e 171 reti, con il trasferimento alla Lazio. Prima di chiudere la carriera Mancini si toglie la soddisfazione di vincere un altro scudetto con i biancocelesti (2000), oltre a un’altra Coppa delle Coppe e ad altre 2 Coppe Italia.

SCIARPE E SCUDETTI – Già nelle ultime stagioni da calciatore Mancini aveva fatto intuire le sue capacità da “allenatore in campo”. Scontato quindi che, una volta appese le scarpette, il Mancio si attrezzò subito per intraprendere questa nuova carriera. Gli inizi da assistente di Eriksson durano poco, infatti già a 36 anni gli viene affidata la panchina della Fiorentina, con la quale vincerà subito una Coppa Italia, prima di essere esonerato nell’anno della retrocessione viola. Nel 2002 arriva la consacrazione, Roberto firma di nuovo con la Lazio, che porterà – nonostante la crisi societaria – a risultati incredibili. Una performance che convince, nell’estate 2004, Massimo Moratti ad affidargli l’Inter. Il rapporto tra il Mancio e i nerazzurri è lunghissimo (il più duraturo della gestione morattiana), ed è condito da 3 scudetti e le immancabili 2 Coppe Italia. Da San Siro ai palcoscenici europei il passo è breve, e infatti dopo aver lasciato l’Inter ecco che si spalancano le porte della Premier League, con lo SkyBlue del Manchester City. In Inghilterra Mancini si ritaglia un posto importante nel cuore dei tifosi Citizen, riportando all’Etihad Stadium un titolo che mancava da oltre 40 anni. L’ultima avventura, prima del ritorno in nerazzurro, lo vede in Turchia, dove in 6 mesi al Galatasaray riesce a eliminare la Juve dalla Champions e a vincere la coppa nazionale (ci avreste scommesso?). Il resto è storia di oggi, con la seconda vita all’Inter appena iniziata, ma che già sta entusiasmando i sostenitori della Beneamata. Numero 10 nel campo, numero 1 nei cuori dei tifosi. Buon Compleanno, Mr. Mancini!

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