Marco Tringali
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Il Tribunale di Bari: “Risarcite i tifosi di Bari e Lecce”

Nella storica sentenza che condanna l'ex presidente del Lecce, Semeraro, per la combine nel derby di serie A del 2011, accordati più di 100 mila euro di risarcimento ai tifosi

Il Tribunale di Bari: “Risarcite i tifosi di Bari e Lecce”
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Arriva dal Tribunale di Bari una sentenza destinata a fare storia e costituire un precedente giudiziario che rivoluzionerà la disciplina degli illeciti finalizzati ad alterare i risultati sportivi. Il giudice Valeria Spagnoletti ha condannato Pierandrea Semeraro e l’imprenditore Carlo Quarta a 18 mesi di reclusione per la combine relativa al derby tra Bari e Lecce disputatosi nel maggio 2011 e il pagamento di 10 mila euro di multa. Nello stesse procedimento 260 tifosi di Lecce e Bari si costituirono parte civile insieme a Figc e Confconsumatori,chiedendo un risarcimento per il danno morale subito. Ebbene, la magistratura di Bari ha accordato risarcimenti per oltre 100 mila euro ai tifosi di Bari e Lecce, 5 mila euro alla Figc e mille all’associazione dei consumatori, fissando un principio secondo il quale l’illecito sportivo costituisce danno morale risarcibile ai tifosi delle squadre coinvolte. “Una sentenza storica perché per la prima volta c’è il riconoscimento di un danno in favore dei tifosi” ha detto l’avvocato dei tifosi leccesi, Giuseppe Milli

IL FATTO – Il derby incriminato venne disputato il 15 maggio 2011, e terminò con il successo “accomodato” dei salentini, ancora in corsa per la salvezza, per 2-0 e da quanto emerso in giudizio la combine si concretizzò attraverso l’emissione di un assegno di 200 mila euro a beneficio delle casse del club barese.  Semeraro è stato anche interdetto per sei mesi dagli uffici direttivi della società sportiva, incarichi che non ha più da tempo. Nei suoi confronti il giudice ha imposto il “divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono attività sportive o si accettano scommesse”.

Condannato a 9 mesi anche Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex giocatore biancorosso Masiello, che ebbe un ruolo attivo nell’illecito sportivo.

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