Orazio Rotunno
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#MDC14, seconda giornata: rabbioso Gasquet, Tsonga confuso

Nella seconda giornata del Master della Compassione 2014 ‪#‎MDC14‬ ‪#‎Gasquet‬ ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori battendo ‪#‎NMM‬. Spaesato ‪#‎Tsonga‬ ha fallito contro un lucido ‪#‎Murray‬. Eccovi il riassunto di quanto successo ieri alla MDC Arena!

#MDC14, seconda giornata: rabbioso Gasquet, Tsonga confuso
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Nemmeno il tempo di smaltire l’adrenalina nel sangue per l’insostenibile spettacolo della prima giornata del Master della Compassione 2014, che la MDC Arena era già nuovamente attiva per proporci l’esordio del Gruppo B con i match Tsonga-Murray e Gasquet-NMM. Come al solito la struttura si è riempita in tempi record, otto miliardi di alieni hanno preso posto in dieci minuti grazie alle rotatorie poste agli ingressi di ogni settore delle tribune. I 146 umani dotati di biglietto invece sono stati fatti entrare per ultimi e sono arrivati al loro posto dopo due ore, riuscendo a intasare da soli tutte le rotonde della struttura. Ci dobbiamo sempre far riconoscere. Occupati i nostri posti riservati, stavolta di fianco a Luke Skywalker e il papà (di cui non riveliamo il nome per motivi di spoiler!), tampinato da Judy Murray, C-3PO e R2-D2, ci siamo goduti la puntata di Game, Set and Mats sul maxischermo a LED lunari.

Ospite in studio Gulbis, vestito con le scendiletto in pelle di lamantino, vestaglia in cachemire e sigaro. Dopo i saluti di cortesia, le analisi sbagliate di Wilander e alcuni filmati dei precedenti Master della Compassione che hanno visto Ernests protagonista, si è provato a coinvolgere il lettone, intento da mezz’ora a smanettare sul suo iPhone 10. Barbara Schett ha quindi rotto il ghiaccio chiedendo al disinteressato ospite perché fosse sulla Luna, visto che quest’anno aveva scampato l’invito al MDC. Prese due boccate di sigaro, Gulbis ha prontamente risposto: “A dire la verità sono qui perché io vado sempre a caccia di nuova figa e mi avevano detto che sullo spazio c’era Rosetta“. La Schett, indecisa se essere schifata dalla volgarità o dall’ignoranza, ha dato prontamente la linea a Eurosport Interstellar per la diretta del match.
Tsonga, arrivato all’ultimo momento domenica notte dopo la batosta in Davis, non era ancora riuscito a consultarsi con Berdych, riguardo a come si doveva attivare il neurone con la gravità della MDC Arena. Così il francese è entrato in campo lento e con lo sguardo perso nel vuoto. In pratica come al solito, ma stavolta per sveltire la cosa c’erano due infermieri della neuro che lo spingevano da una parte all’altra del campo per farlo muovere. Dall’altro lato Murray è entrato diverso dal solito: energico, saltellante e in perfetta forma fisica. La passeggiata lunare del giorno prima fatta senza tuta spaziale gli aveva fatto rientrare i canini e il mix di radiazioni gli avevano sciolto ogni possibile dolore muscolare. Era ormai una persona diversa, tanto che a fine incontro ha dichiarato che se avesse saputo prima dei benefici della gravità della luna, ci sarebbe passato la settimana pre-Londra, così magari avrebbe fatto una figura migliore.In queste condizioni di assoluto sbilanciamento, lo scozzese non ha perso occasione per riprendersi la rivincita su quanto successo all’ATP Finals e nel giro di venti minuti ha inflitto un indolente 6-0 al francese. Il pubblico è rimasto ammutolito. L’incontro sembrava ormai segnato perché i due infermieri non riuscivano più a spostare il peso morto da una parte all’altra del campo (tra l’altro inutilmente). Fortunatamente però Berdych, che dalla sera prima era ancora sotto controllo di Verdasco che gli impartiva lezioni di stile, vedendo il povero francese col neurone spento, si è avvicinato per spiegare come azionare la particella. Un’immagine che se l’avessero vista gli sceneggiatori di Scemo e più scemo ne avrebbero potuto scrivere una serie intera di dodici stagioni. Comica veramente però.

In parole povere bastava roteare la testa per attivare il neurone nella scatola cranica. Ripreso il gioco però Tsonga è rientrato in campo vestito con la tendina della doccia degli spogliatoi e col cellulare si è fatto un selfie con chiunque gli capitasse vicino. Ha riempito il profilo Twitter di freddure e ha cominciato a importunare la Satorova. Chiamata la sicurezza e sedato con sonnifero per orsi, Jo Willy è stato portato fuori dallo stadio e Murray ha vinto per ritiro. A fine incontro si è poi scoperto che il neurone si attivava roteando la testa in senso orario per Tsonga e antiorario per Berdych. In pratica il francese, sbagliando il verso di attivazione stava ragionando colcervello (se così possiamo definirlo) del ceco. Anche questo servirà da lezione per il suo prossimo match.

Visto che c’era allerta meteo per una tempesta solare in arrivo, che avrebbe potuto creare disagi per il ritorno a casa degli abitanti di Alfa Centauri, sono subito scesi in campo Gasquet e NMM, quest’ultimo visibilmente alterato. Perso il sorteggio ha fracassato subito due racchette minacciando l’arbitro che se avesse perso il match si sarebbe trovato in grossi guai. Intimorito da questa foga, il francese ha indietreggiato di altri due metri rispetto alla sua posizione contro Federer in Davis. In pratica NMM per vederlo doveva usare i binocoli.

Il transalpino è subito andato sotto 6-2 perché era talmente lontano dal campo che spesso la palla faceva doppio rimbalzo. Ha perso una marea di punti in questo modo e, capito il segreto per la vittoria, NMM si è portato velocemente al match point. Gasquet così si è avvicinato all’arbitro piangendo, chiedendo che avrebbe voluto la mamma, richiesta ovviamente inesaudibile. In sostituzione, gli è stato concesso un medical time out con lo psicologo, che dopo aver ipnotizzato il giocatore ha cominciato il suo trattamento. NMM, che era a un punto dal match, vedendo la scena ha cominciato a lamentarsi prima con l’arbitro e poi con lo psicologo fino a quando, piazzatosi di fianco al francese, l’ha riempito di complimenti “Femminuccia! Gioca e no’ rompe’r cazzo! Alzate ‘nfame! Ah merdaccia! Medical time out de stocazzo“. Gasquet, sotto ipnosi, sentendo questi insulti, ha fatto riemergere dal subconscio l’animo sepolto da bulletto. Risvegliatosi di prepotenza ha ribaltato il match e, giocando solo di rovescio, non ha concesso più nemmeno un 15 a NMM, fino a farlo uscire perdente sotto i fischi del pubblico.

L’emozionante seconda giornata del Master della Compassione 2014 si è quindi chiusa con un punto in saccoccia per Murray e Gasquet che si trovano in testa al Gruppo B. Se Ansaloni non è scappato dietro qualche cratere lunare con la Schett, per provare a emulare invano le prodezze di Stepanek, dovremmo riuscire a pubblicare anche un riassunto di quanto successo in sala stampa. In ogni caso, oggi si riparte col Gruppo A alle ore 15 lunari con Janowicz-Berdych e a seguire Nadal-Dolgopolov. Non vediamo l’ora di esserci!

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Lucky Loser
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