Vincenzo Galdieri
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The Walking Dead 5×07 – Le pagelle: tornado Rick, Sasha dormi e sogna

Tutti insieme appassionatamente, o quasi: la settima puntata di The Walking Dead 5 restituisce finalmente spazio in contemporanea ad ogni personaggio. Lo spezzatino è finito, la guerra è cominciata

The Walking Dead 5×07 – Le pagelle: tornado Rick, Sasha dormi e sogna
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The Walking Dead

The Walking Dead: Glenn ed Abraham, nella prossima puntata si riuniranno finalmente al gruppo principale?

L’altra volta, a detta degli utenti, ce la siamo cavata discretamente. Potremmo quindi prenderci i complimenti e smetterla qua, che non si sa mai. Ma alla fine no, siamo cocciuti e ci riproviamo: anche perchè fare le pagelle di The Walking Dead puntata dopo puntata è una goduria. Esercizio complesso, vista l’infinità di particolarità figlie della serie di Amc, ma indubbiamente divertentissimo. La 5×07 è stata una puntata più movimentata delle ultime: e finalmente, verrebbe da dire. Il tempo dell’introspezione e dei rimbalzini tra gruppi parrebbe essere finito: ora The Walking Dead è pronto a tornare all’azione e questo altro non è che un prologo. Chi più chi meno, in questa tribolata vigilia del mid-season finale si sono visti un po’ tutti i personaggi. Alcuni sono piaciuti, altri meno. Vediamo un po’

THE WALKING DEAD 5X07 – LE PAGELLE 

ABRAHAM 7 – Sette? E perchè? Ma se non ha fatto altro che starsene immobile per tutto l’arco della puntata? Domande legittime, per carità. Ma The Walking Dead ci ha insegnato che bisogna andare oltre alla semplice azione, che bisogna scavare un po’ di più. Ed allora bene Abraham, che in un modo o nell’altro è uno dei pochi ad offrire sempre spunti in questa prima metà di stagione. Il suo rimanere immobile per 3\4 di gara – utilizzando il gergo calcistico – racconta un uomo distrutto, disperato, ormai senza motivazioni e voglia di lottare. A suo modo, scavando in profondità, è un qualcosa di struggente. I suoi scatti d’ira contenuti a fatica ricordano un po’ anche il vecchio Shane, in eterna lotta con se’ stesso. I compagni provano ad offrirgli dell’acqua per tutto l’episodio, lui si rifiuta barricandosi dietro un mutismo inscalfibile. Poi però, quando sente Eugene fare un paio di versi che dimostrano come  quel bugiardone sia ancora vivo, fa uno scatto ed in qualche modo torna a vivere anche lui: e prende quella maledettissima bottiglietta d’acqua in mano. Una scena apparentemente insignificante, ma che invece racconta in un piccolo gesto un grande stato d’animo: è il ritorno della speranza. Perchè per il sergente di ferro, ormai, lo scienziato fake è davvero come un figlio.

ROSITA 5,5 – Costruire un filtro per l’acqua è un gesto degno di una sopravvissuta bella scafata, ma è anche forse la cosa più importante che Rosita ha fatto da quando bazzica dalle parti di The Walking Dead. E’ un personaggio che non riesce a trovare una propria caratterizzazione precisa, ed ormai è dentro da quasi un anno. Il fatto che minacci con la pistola l’amato – sarà… – Abraham da due episodi, unito agli occhi dolci che indirizza verso il maritatissimo Glenn, fa venire un paio di sospetti: due indizi non faranno una prova, ma magari qua gatta ci cova.

TARA 6 – Simpatia, dolcezza e quel sembrare un po’ sempre con la testa tra le nuvole la rendono un personaggio piacevole, finanche tenero. Ma a parte questo nemmeno lei riesce a ritagliarsi importanti spazi da protagonista. Anche lei coinvolta nella grande battuta di pesca: quando The Walking Dead si trasforma per qualche minuto in Sampei. 

GLENN 5 – Sempre più l’ombra del Glenn che fu: riconsegnatelo a Rick, per favore. Dopo tanto tempo una puntata senza lo stucchevole e continuo tete a tete con Maggie, ma le cose non vanno meglio del solito, anzi. Se la pesca anche lui e non disdegna un paio di sguardi languidi con Rosita: occhio che Abraham non è uno tanto per la quale.

MAGGIE 5,5 – Stavolta quasi sfiora la sufficienza, ma ancora non ce la facciamo a dargli quel benedettissimo 6: dovrà fare qualcosa in più. Le sue continue smorfie non aiutano a rendercela simpatica. Almeno stavolta però invece di guardare Glenn negli occhi tutto il tempo è costretta a fare altro: doma in qualche modo Abraham con grande sicurezza ed è la prima a soccorrere Eugene. Sarà anche il caso di accontentarsi, visti i contenuti che offre ultimamente.

EUGENE 6,5 – Perchè il suo Hey è comunque uno dei momenti clou della puntata.

CARL E MICHONNE 6 DI STIMA – Ma perchè stanno relegando questi due personaggi al ruolo di ultime ruote del carro? Non si vedono praticamente mai, ultimi reduci costretti all’isolamento in Chiesa per badare a quel fenomeno di Padre Gabriel. Provano ad insegnargli come si usano le armi, ma quel furbacchione – mica tanto – si dà alla fuga. E dire che sarebbero pure due lottatori provetti: invece di quel bonaccione di Tyreese, portarsi dietro loro per la battaglia al Grady no, vero?

PADRE GABRIEL 5,5 – L’inizio puntata, con lui che gratta nervosamente il terreno della sua ormai dissestata Chiesa, lascia sperare in qualcosa di talmente strano da meritare d’esser seguito. Un incipit pretty mysterious, che ricorda vagamente ed in maniera diversa un altro inizio puntata di The Walking Dead: ricordate quando nella prima stagione Jim scavava le fosse per tutti? Insomma, il sovrannaturale come elemento dominante. Le premesse però non vengono rispettate e Gabriel si trincera nel suo solito mondo fatto di paure e psicosi: prova a fuggire dalle grinfie di Carl e Michonne ma viene subito attaccato da uno zombie, che combatte e sta addirittura per uccidere. Ma poi vede una croce al collo e torna schiavo di paranoie e rimorsi. I suoi misteri hanno un po’ stufato e non sembrano più nemmeno cosi interessanti. Ma una cosa la si può dire ormai con certezza: non è cattivo, quello no.

BETH 6 – Il ruolo di protagonista – almeno in un microcosmo di The Walking Dead – non le si addice affatto. Non riesce a creare abbastanza forme di engagement, la dolce Beth. Per quanto di movimento stavolta ne faccia abbastanza: rischia tutto sfidando di fatto Dawn (voto 5: la peggiore e meno intrigante pseudocattiva mai esistita) che però le riconosce grande forza e le consegna le chiavi del suo armadietto per medicare Carol (sv, visto che si vede soltanto in un paio di occasioni e dorme). Sembra avere abbastanza volontà di potenza da poter scardinare il sistema – ormai traballante – del Grady, ma questo non basta per darle più di una sufficienza stiracchiata. Ah, inciso: se è vero che Maggie s’è scordata di lei, è anche vero che pure lei non è che si strappi i capelli al pensiero di ritrovarla. Le sorelle menefrego. 
TYREESE 5 – Tornate a fargli fare il saggio custode di preti e bambini, che se la cava meglio. In mezzo alla battaglia il gigante buono non fa altro che mostrare al mondo ed al nemico i suoi occhi perennemente impauriti. Lui in mezzo al ring e Michonne in panchina a contare le panche della Chiesa è una scelta degna del peggior allenatore del mondo. Rick, chiama il cambio va…

NOAH 6,5 – Sembra sveglio, sembra coraggioso e sembra pure affidabile. Ricorda un po’ il primo Glenn, per provare un paragone azzardato. L’impressione è che educato alla scuola di Rick Grimes potrebbe diventare un ottimo uomo d’azione.

SASHA 4,5 – No vabbè: ma dopo anni d’apocalisse come si fa ancora a cadere in tranelli cosi banali? Sente che un tipo si chiama Bob, le vengono gli occhi a cuoricino, impazzisce ed abbassa tutte le difese. Il Bob in questione è un poliziotto del Grady catturato da Rick e soci: la impietosisce e poi con il più facile dei trucchetti tenta di buttarla fuori dalla finestra per liberarsi. Dormi e sogna, Sasha. 

DARYL 6,5 – A metà tra il Daryl cucciolone – assieme a Padre Tyreese convince Rick a non uccidere i nemici – e quello iperattivo delle prime stagioni. Rischia grosso nel bel mezzo dello scontro con uno dei poliziotti, e li la suspense regna sovrana: assalito da un umano e da uno zombie contemporaneamente, usa un ingegno splatter e si libera mozzando la testa ad un altro walker per poi sbatterla in faccia al poliziotto. Nel complesso, bene ma non benissimo.

RICK 7,5 (IL MIGLIORE) – C’è poco da fare, il migliore è sempre lui. L’unico personaggio che comunque non delude mai da cinque lunghe stagioni a questa parte. Quando gli parlano di una guerra imminente inizialmente fa finta che gli interessi il giusto, ma in realtà non vede l’ora: Grimes vive per questo. Vive per programmare battaglie, per capire come avere la meglio sul nemico. E vive anche per uccidere, negarlo al momento sarebbe esercizio puramente inutile. Quando c’è da conquistare luoghi poi il suo status d’esaltazione arriva a livelli massimi, perchè può dare libero sfogo a tutta la sua intelligenza settoriale da generale consumato. Il suo piano è al solito il migliore e quello meno rischioso: aggirare i nemici con qualche escamotage per ucciderne un po’ ed indebolire gli altri. Ma stavolta si lascia convincere da quei bonaccioni di Daryl e Tyreese decidendo di seguire il loro piano più umano: catturarli e basta, per poi fare scambio di ostaggi. Idea che crea non pochi problemi perchè Daryl e Sasha rischiano di rimetterci le penne. Il leader maximo è sempre nel vivo dell’azione, pronto a scatenare tutta la sua sete di sangue: sarà il fido arciere ad evitare il peggio in un paio di occasioni. Il più furbo e risoluto di tutti, Rick Grimes: basta puntate senza di lui, lo show perde un sacco di forza propulsiva. Carisma allo stato puro. 

Vincenzo Galdieri – Profilo Twitter: @Vince_Galdieri 

 

 

 

 

 

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