Vincenzo Galdieri
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C’è molto da stare Allegri: l’incredibile rivincita di Max

Da 4 mesi alla guida della Juventus, l'ex tecnico rossonero ha fatto impallidire gli scettici e stropicciare gli occhi anche a quelli che credevano in lui: da bistrattato a potenziale top manager, la parabola di Max è splendidamente ascendente

C’è molto da stare Allegri: l’incredibile rivincita di Max
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Quando il 16 luglio 2014 Massimiliano Allegri viene presentato in qualità di nuovo allenatore della Juventus, sa che si sta tuffando nell’avventura professionale più difficile della sua carriera. Soltanto un giorno prima, Antonio Conte saluta Vinovo in maniera rocambolesca lasciando tifosi e giocatori in preda al dubbio ed allo sconforto. Antonio Conte, proprio lui, l’uomo che aveva restituito la Juventus al grande calcio, quello che l’aveva tirata su a forza riconsegnadole il ruolo di Regina d’Italia per 3 anni di fila dopo un lustro buono di sofferenze sportive. Aveva mollato tutto, cosi. Chi mai può sostituire con profitto uno che ha fatto qualcosa di straordinario (per citare lo stesso Conte)? Nomi e voci si sussseguono nervosamente, poi spunta lui, Max Allegri. Uno che viene da un esonero al Milan. Uno che è tutt’altro che amato da chi ama i colori bianconeri, anche al netto delle diatribe datate 2011\2012, l’anno del primo Scudetto post-Calciopoli. Ed uno che, a dirla tutta e senza falsi buonismi, è tutt’altro che stimato professionalmente da gran parte dei tifosi della Vecchia Signora. Alcuni, quando Allegri varca quella porta, parlano già di fallimento annunciato. Altri si indispettiscono, mugugnano, dicono che non è certo l’uomo adatto per sostituire Conte. I tifosi delle altre squadre si lasciano andare addirittura ad estemporanee e premature esultanze, convinti che con l’avvicendamento Allegri-Conte avrebbe cessato di esistere anche il dominio incontrastato della Juventus. Nemmeno i giornalisti ci vanno leggeri. Insomma, in Allegri non sembra credere proprio nessuno. Tranne la dirigenza. E tranne lui stesso, ovviamente.

Pogba, Allegri, Lazio-Juventus 0-3

Paul Pogba, con Allegri sembra stia compiendo il salto di qualità definitivo

ALLEGRI MEGLIO DI CONTE: CHE SPETTACOLO. E CHE RIVINCITA – Gli si imputava a prescindere qualunque cosa. Si diceva che Allegri mai avrebbe saputo gestire uno spogliatoio come quello bianconero, che non aveva carisma, che non aveva la scorza giusta. Che la Juve con lui al timone sarebbe affondata impietosamente. Che via Conte, sarebbero andati via anche tanti top player. Come Pirlo, ad esempio. Storia – o leggenda – vuole che fu proprio Allegri uno dei principali – o il principale – artefice della cacciata di Andrea dal Milan. Ricostruire il rapporto sarebbe stato impossibile, dicevano. Dicevano anche che i vari Vidal, Pogba e Tevez si sarebbero messi sul piede di guerra, pronti a partire. Allegri in conferenza rassicurò tutti: “Nessun problema con Andrea, Vidal e Pogba rimangono e non vedo l’ora di allenarli”. Non gli credeva nessuno, ma alla fine aveva ragione lui. Dicevano che dopo tre anni di Conte, tre anni di vittorie schiaccianti, restituire motivazioni allo squadrone bianconero sarebbe stata impresa impossibile per uno come Allegri. Si sbagliavano anche stavolta. La rivincita di Allegri, fino ad oggi, è stata totale. Talmente potente da risultare quasi incredibile. Quella di Max è la Juve apparentemente più forte degli ultimi 4 anni. Lo dicono anche i numeri. Stessi punti di Conte 13\14 – quello dei 102 finali – stessi gol fatti (28) ma molti meno gol subiti (4 contro 10). Max è primo, Antonio alla dodicesima era secondo. Anche in Champions League va meglio Allegri. Sei punti dopo 4 gare, Conte i 6 punti li fece in tutti e 6 i match del girone. E poi c’è la trasformazione sul piano del gioco. Una Juventus più brillante, che sfrutta le sue caratteristiche al meglio grazie al cambio modulo. Con quegli effettivi, con quella qualità in mezzo più che sugli esterni, il 4-3-2-1 è decisamente una scelta migliore del 3-5-2 contiano. Che Allegri ha utilizzato intelligentemente fino ad un certo punto, onde evitare di rivoluzionare troppo in fretta un sistema collaudato, salvo poi cambiare coraggiosamente nella gara decisiva di Champions con l’Olympiakos. Da li in poi, è diventata la sua Juve. Ufficialmente. Spumeggiante, fortissima. Ribaltone in Europa, vittorie favolose in Serie A con Parma e Lazio (10 fatti e 0 subiti nelle ultime due gare). Con un gioco fluido e divertente. Con Pogba più libero di svariare: Allegri ha capito che soltanto cosi il potenziale del francese verrà liberato definitivamente. Tevez si diverte, Pirlo pure. E gli abbracci di questi due campioni al nuovo comandante Max, dopo le ultime due sostituzioni, la dicono lunga di come Allegri abbia conquistato ormai tutti. Sfoderando anche un carisma finora mai visto, oltre alla risaputa abilità tattica che lo ha reso un buon allenatore. Oggi però Allegri vuole di più e studia da grande. Conscio che questa è l’occasionissima della sua carriera, se la sta giocando al meglio. Stupendo tutti. Gli scettici sono zittiti, coloro che lo deridevano ora si stanno andando a nascondere. La Juve con lui sogna e guarda con più fiducia anche all’Europa. C’è molto da stare Allegri. Moltissimo. 

Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

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