Modestino Picariello
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La crociata anti-tifosi continua a gonfie vele

Stavolta ad iscriversi al partito è Walter Taccone "i tifosi che fischiano restino a casa"

La crociata anti-tifosi continua a gonfie vele
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Sul valore dei tifosi scrissi forse l’editoriale più caustico di questa rubrica: fa “piacere” notare che certe cose non sono affatto cambiate, soprattutto nella tua città

 

Walter Taccone, a sinistra: "i tifosi che fischiano restino a casa"

Walter Taccone, a sinistra: “i tifosi che fischiano restino a casa”

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA: IL”PIENONE” – Dichiarazioni odierne da Avellino: “I tifosi che fischiano se ne possono restare a casa”, firmato Walter Taccone, presidente dei Lupi. Per capire che succede  bisogna fare un passo indietro: l’Avellino, bellissima conferma di questo anno di B, sempre presente da inizio campionato nelle zone nobili della classifica, non ha sfruttato il doppio turno in casa riuscendo a prendere solo un punto contro due squadre modeste. Nell’ultima partita, pareggiata 0-0 col Varese, i tifosi hanno fischiato la squadra, che ha giocato svogliatamente per 60 minuti e non è riuscita a segnare nel finale, pur cogliendo un palo. Da qui l’ira di Taccone, in parte giustificata, ma soprattutto molto…. “interessata”. Qualche tifoso in meno è quasi un vantaggio, nello stato attuale delle cose, per la società irpina, anche se sembra incredibile.

TUTTI SUL CARRO DEL VINCITORE – E’ la prima regola della tifoseria meno organizzata: “se la squadra va bene vai a riempire lo stadio”, e l’Avellino sta andando più che bene. Una squadra abituata a fare saliscendi tra serie B e Lega Pro si è salvata tranquillamente l’anno scorso e quest’anno, pur cedendo i pezzi pregiati (Galabinov e Zappacosta in primis) non si schioda dalla zona play-off. I tifosi riempiono lo stadio (capienza attuale 10125 posti) e ne chiedono l’allargamento a 16.000 con conseguenti spese che in una città strozzata dalla burocrazia sono volutamente amplificate. Taccone, forse giustamente, non vuole rischiare un tale investimento quindi ha bisogno di un leggero disamore della tifoseria, che è la più calda della B, per distacco (in copertina, una delle ultime “prestazioni” dei tifosi irpini, cose che neanche in serie A spesso…).

L’OCCASIONE FA L’UOMO LADRO… DI TIFOSI – La frase di Taccone è volutamente infelice, per due motivi. Primo perché il tifoso pagante ha l’assoluto diritto di lamentarsi se lo spettacolo non gli piace, purché resti nei toni di civiltà e di legge che i tifosi irpini non hanno mai infranto. Secondo perché, in Germania o in Inghilterra tali coreografie e tale passione varrebbe un mucchio di soldi che così Taccone sta sprecando, ma con un obiettivo preciso, ben chiarito dall’ultimo passaggio: “I tifosi che contestano possono stare a casa tanto il Partenio-Lombardi (stadio dell’Avellino ndr) non crolla senza di lorosottinteso “…e non devo farlo crollare io per ristrutturarlo, chè un abbonamento al digitale costa molto meno!”. Del resto dovremmo ringraziarli: il tifo è una malattia, loro la stanno solo curando…..

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