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Torino, il fatal dischetto costa caro: ma davvero i granata stanno deludendo tanto?

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Giampiero Ventura: il suo Torino parte in pole nella corsa per l'Europa League

Quando al Torino viene assegnata la massima punizione, la squadra avversaria esulta. Nulla da stupirsi: i granata hanno smarrito da tempo il feeling con gli undici metri, e per chi marca Quagliarella o El Kaddouri procurare un penalty diventa un investimento garantito e a basso rischio. Sarcasmo a parte, i numeri in questo senso sono impietosi: ancora a secco in questa stagione, la “maledizione” continua dal famoso rigore fallito di Cerci a Firenze. Rigore che rischiava di costare carissimo ai granata: per propria fortuna, il Parma ci ha messo del suo e ha comunque regalato dalla porta di servizio l’accesso del Torino all’Europa League.

CATTIVI “CONSIGLI” – In una stagione difficile e ricca d’impegni come l’attuale, in casa granata regna un pò di confusione. Oltre ai ben noti problemi di rimpiazzare i vari Cerci e Immobile, ci mancava soltanto il dilemma del rigorista. Larrondo, El Kaddouri, Sanchez Mino: cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. Tutti errori cari, che hanno permesso a rispettivamente Inter, Hellas Verona e ieri il Sassuolo di uscire imbattuti dal confronto con i granata. Scavando indietro nel tempo, l’incantesimo dura da ormai un anno, da ben prima dell’episodio di Firenze. Precisamente, da quel Torino-Atalanta del 26 gennaio, quando Cerci spiazzò…Consigli. Sempre in quella gara, il portiere oggi in forza al Sassuolo ipnotizzò Immobile, “permettendogli” di diventare capocannoniere con 24 gol senza aver trasformato una massima punizione. Sanchez Mino, ennesimo “rigorista per caso”, ieri ha sperimentato le doti del bravo portiere, e forse capito le origini di questo “male oscuro”…

Quagliarella, 4 gol segnati in campionato con il Torino

Quagliarella, 4 gol segnati in campionato con il Torino

PERCHE’ NON QUAGLIARELLA ? – Eppure la soluzione al problema i granata l’avrebbero individuata. Nessuna macumba: basterebbe Fabio Quagliarella. Il digiuno granata è limitato solo alla Serie A: in campo europeo gli undici metri si sono dimostrati molto più clementi. L’attaccante napoletano il 2 ottobre ha regalato in pieno recupero tre punti importantissimi contro il Copenhagen. Non si spiega il motivo per il quale lo stesso Quagliarella, regolarmente in campo in tutte e tre le occasioni in Campionato, non si sia impossessato del pallone presentandosi lui davanti al portiere di turno. Errori e cessioni pesanti a parte, prendiamo sempre in considerazione i numeri: essi ci dicono che l’inizio di stagione del Toro non è poi così drammatico. La scorsa stagione, alla 12^giornata, i punti in cascina erano gli stessi di oggi: ovvero, dodici. Un grande girone di ritorno rilanciò le ambizioni della società di Cairo. Oggi però c’è un’Europa League in più, e un’accoppiata Cerci-Immobile in meno. Questo sembra essere il vero problema del Torino. Altro che un rigore sbagliato…

 

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