Antonio Casu
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Va (via), pensiero: la Lega italiota conquista il Paese

Il partito guidato da Salvini doppia FI in Emilia Romagna. L'evoluzione del Carroccio, dagli albori ad oggi

Va (via), pensiero: la Lega italiota conquista il Paese
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L’espansione è continua, senza basi ideologiche né un programma chiaro. L’elettorato cresce perché il nuovo leader ha giocato sulle sue paure, sulla voglia di rottura più che su quella di cambiamento. L’Italia dei Matteo è spaccata in tre. Chi ha vinto per davvero nella tornata elettorale di ieri è il partito degli astensionisti, silenzioso ma non inerme. E poi ci sono Renzi e Salvini, il rottamatore visionario ed il capopopolo venuto dal profondo Nord. Il primo non ha confermato i numeri monstre delle ultime Europee, legittimando comunque il suo ruolo, mentre il secondo continua a plasmare la Lega Nord a sua immagine e somiglianza, creando un apparato di protesta e paure da placare. È sbarcato con successo in Emilia Romagna, ma non finisce qui.

Matteo Salvini, segretario della Lega Nord

Matteo Salvini, segretario della Lega Nord

VA (VIA), PENSIERO – Il 20% ottenuto dal Carroccio è figlio di diversi aspetti. Il primo è la nazionalizzazione del populismo leghista, sempre più legato a correnti di pensiero xenofobe e antieuropeiste, il secondo è la fidelizzazione del suo elettorato, che prescinde dall’astensionismo. Il popolo della Lega aumenta sensibilmente, è vero, ma principalmente va a votare, a differenza dei delusi da Pd e Forza Italia. In una certa misura, le percentuali ingannano sull’impatto reale con il Paese. Il crollo del M5S, un castello di carte venuto giù alla prima folata di vento, ha fatto il resto. Era stato Grillo il primo a cogliere le potenzialità elettorali del malcontento generale, eppure non è stato in grado di capitalizzare il miracolo delle Politiche del 2013. Salvini è stato più furbo, presentandosi ai cittadini in bilico tra politica e antipolitica. Le posizioni estreme del partito sono sostenute da toni apparentemente più moderati, creando un equilibrio che offre maggiori garanzie. La Lega è sempre celodurista, ma cerca di non darlo a vedere. In parte ci riesce. È sempre secessionista, ma si propone come ultimo baluardo del nazionalismo italiano. O italiota, se si preferisce. La coerenza non porta voti e nemmeno il raziocinio. Il pensiero va via.

UNA NUOVA DESTRA – Il successo elettorale in Emilia Romagna apre un nuovo fronte all’interno della destra italiana. Dopo vent’anni, non è più Berlusconi il punto di riferimento, ma Salvini. Forza Italia è una nave che affonda, mentre la Lega vive una seconda giovinezza. Il bipolarismo dell’ultimo ventennio lascia spazio ad uno schema a quattro poli, in cui centrodestra e centrosinistra si confondono, ma la destra no. Ha ritrovato stabilità. È il quadro che sognava Renzi: sconfiggere Salvini è molto più semplice che mettere al tappeto un’alternativa governativa credibile. E il quarto polo? Resta a casa, non ne può più.

 

 

 

 

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