Orazio Rotunno
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Roger Federer, più bella cosa non c’è

Era l'ultima perla in una miniera di imprese leggendarie: anche la Davis ora è incastonata nella parete dorata del più grande di sempre

Roger Federer, più bella cosa non c’è
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Ne servirà di più…” intonava Eros Ramazzotti in una delle sue canzoni più celebri ed è un pensiero che attraversa la mente ed il cuore di chiunque veda Roger Federer calcare un campo da tennis. Sperando che quel giorno in cui “Il Tennis” smetterà sia più lontano possibile, perchè dopo 15 anni di incanto non ne abbiamo ancora abbastanza. Soprattutto se pensavamo che il meglio fosse già passato: ed invece a 33 anni, nel 2014, Roger Federer disputa la miglior stagione dal 2006, con 72 vittorie nell’anno solare. Il giocatore più anziano e vincente degli ultimi 35 anni in questa speciale statistica, ma non è l’unico record (ennesimo) raggiunto da Re Roger: con la Davis vinta, entra a far parte nell’esclusivo club di quegli unici 4 giocatori della storia ad aver vinto l’insalatiera e tutti e 4 i tornei del Grande Slam. What else?

FINITO, ROTTO, DEMOTIVATO: 72 VITTORIE NEL 2014 – Non doveva neanche giocarla questa finale, fisicamente a terra dopo i problemi alla schiena che avevano portato alla rinuncia della finale con Djokovic negli Atp Finals, ma anche mentalmente scosso per la lite fra la moglie Mirka e l’amico-compagno Wawrinka. Ed il venerdì di Davis inizia al peggio, con una batosta rifilatagli da Monfils: tre set a zero, senza storia e piuttosto netti nel risultato e gioco. Federer non c’è, non si regge in piedi, l’ultima occasione di agguantare il trofeo mancante è andato, il destino per una volta era stato beffardo con lui. Ed invece, il capitano Luthi con grande sorpresa schiera Wawrinka-Federer in doppio contro Gasquet-Benneteau, è un massacro per i francesi. I due svizzeri in campo incantano, si parlano e scherzano gli avversari, portando a casa il match con una leggerezza disarmante. Senza sprecare troppe energie, cosa più importante: soprattutto per Roger Federer che, la mattina dopo, avrebbe dovuto sfidare il riposato Tsonga. Ed invece il capitano della Francia Clement opta nuovamente per Gasquet in campo: scelta inaspettata per tutti, accolta con una certa diffidenza. Sin dai primi punti si capisce che Re Roger è in giornata, quando si muove sulla linea di fondo, piedi puntati per terra e colpi che sembrano coltellate. Il povero francese per quasi due ore ci capisce ben poco, gettato nella partita più importante dell’anno nella stagione più difficile per lui: aveva chiuso il 2013 nella top ten, 12 mesi dopo è fuori dalla top 20. Lo scellerato Clement rischia seriamente la testa dopo l’infelice scelta, la Svizzera ringrazia: 6-4, 6-2, 6-3: la Svizzera vince la prima Coppa Davis della storia. Roger Federer si inginocchia (l’unico che stendendosi sulla terra resta immacolato non sporcandosi di rosso), scoppia in lacrime ed accoglie l’abbraccio dei compagni e capitan Luthi.

Le dichiarazioni post-match saranno tutte per la squadra, inevitabilmente è l’eroe della serata ma il successo è per il paese ed i compagni: mancava quest’ultima emozione, diversa, ma incredibilmente appagante. Campione olimpico, di Davis, Career Grand Slam e n.1 per più tempo di chiunque.

Semplicemente, Roger Federer. 

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